LINGUA LUNGA

Nuovo direttore Arap, la spunta l’unico candidato che parla portoghese

«Lingua straniera inserita in corso d’opera come prova di esame nei colloqui»

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Nuovo direttore Arap, la spunta l’unico candidato che parla portoghese

Regione Abruzzo

L’AQUILA. Per dirigere l’Arap Abruzzo, Azienda regionale attività produttive, serve un requisito particolare: conoscere la lingua portoghese.

Incredibile ma vero: non basta infatti il ‘banale’ e diffusissimo inglese, solitamente la lingua più richiesta nei vari bandi pubblici, ma bisogna sapersi destreggiare anche tra qualche ‘bom dia’ (buongiorno), ‘obrigado’ (grazie) e magari qualcosa di più.

Così su 48 curricula arrivati solo 5 sono stati ammessi al colloquio e alla fine l’ha spuntata l’unico candidato, Antonio Sutti, che per sua fortuna conosceva anche il portoghese, così come richiesto.

Sutti è un ex dirigente di importanti società sia pubbliche che private (tra le quali anche il gruppo Toto), da maggio scorso nuovo presidente del collegio dei liquidatori del Consorzio di sviluppo industriale Chieti-Pescara.

Anche in quel caso la sua nomina destò più di qualche polemica da parte del centrodestra.

Oggi Mauro Febbo, presidente della Commissione Vigilanza, denuncia la strana anomalia per il bando dell’Arap e assicura battaglia.

«Oltre ad essere strano», spiega Febbo, «è paradossale e oltremodo ridicolo constatare tra gli atti del Bando che per selezionare e scegliere il nuovo direttore appena nominato e contrattualizzato (senza nessun comunicato e tantomeno enfatizzazione dell'evento) l’aver inserito nei colloqui la prova di esame della lingua Portoghese insieme all’Inglese».

I CURRICULA AUMENTANO ALL’IMPROVVISO

Il 1° febbraio, con apposita delibera, sono stati nominati i componenti della commissione di valutazione dei curricula arrivati entro il termine ultimo, ovvero il 29 gennaio 2016. Si tratta di Ernesto Grippo, Luigi Di Giosafatte e Claudio Ruffini. Poi il 5 febbraio la delibera viene rettificata e si specifica che i curricula arrivati sono 48 e non 44. «Sono stati aggiunti o cosa?», domanda Febbo.

La commissione esaminatrice si riunisce in totale 3 volte e solo in 5 vengono ammessi al colloquio: Guido Tacconi, Luigi Tardioli, Antonio Sutti, Mariano Mariani e Marco Coletti. A loro la facoltà di approfondire gli aspetti motivazionali e relazionali oltre a sottoporsi alla valutazione delle competenze tecniche.

Il 19 febbraio il commissario Leombroni individua una società specifica, la Languages for Communication srl per assistere e affiancare la commissione esaminatrice per la valutazione dell’inglese e del portoghese.

«200 MILA EURO IN PIU’ ALL’ANNO»

Un concorso, tra l’altro, che secondo Febbo manifesterebbe tutta la sua inutilità e sperpero di denaro pubblico, costo circa 200 mila euro in più all’anno, visto che per ricoprire quel ruolo si poteva benissimo ricorrere ad uno dei ben otto attuali dirigenti presenti nella struttura.

In Commissione vigilanza è stato ascoltato anche il commissario Giampiero Leombroni ma le sue risposte sull’argomento non sono state ritenute esaurienti.

Per questo Febbo ha presentato una interrogazione urgente al presidente D’Alfonso e all’assessore competente affinché venga fatta chiarezza. Sul bando originario del portoghese non c’è traccia, si richiede la conoscenza dell’inglese e di qualche altra lingua ma l’aggiunta sarebbe stata fatta, come denuncia Febbo, «in corso d’opera».

«Su 48 curricula che hanno inoltrato istanza solo cinque sono stati ammessi al colloquio finale dove era stato inserita in corso d’opera anche la prova della lingua portoghese come risulta dagli atti. Guarda caso il vincitore risulta proprio essere l’unico candidato ad aver inserito, tra le altre lingue, la conoscenza della lingua portoghese. Una lingua sulla cui diffusione in Italia, in Europa e nel mondo è essenziale per la vita e il rilancio dell’Arap? Mi sembra una vicenda grottesca e per questo motivo – continua Febbo – approfondirò in ogni sede opportuna la vicenda e soprattutto verificherò gli atti del bando in mio possesso. Pertanto – conclude Febbo – nella mia interrogazione ho chiesto che venga immediatamente bloccata l’assunzione del nuovo direttore, sia evitare lo sperpero di denaro pubblico sia per scongiurare i ricorsi degli altri professionisti che hanno inoltrato istanza a partecipare».

CHI E’ SUTTI

Sutti nel 2012 andò anche a deporre nell’ambito del processo Housework a carico dell’ex sindaco di Pescara. Il professionista testimoniò in aula sottolineando la generosità della famiglia di imprenditori nei confronti di D’Alfonso, spiegando come tra l’allora sindaco e gli imprenditori ci fosse esclusivamente rapporti di amicizia.

LEOMBRONI ASSICURA: LINGUA PORTOGHESE NON C’ENTRA

«E’ completamente fuorviante insinuare che il direttore dell'Azienda regionale per le attività produttive (Arap) sia stato scelto grazie alla sua conoscenza della lingua portoghese», replica il commissario Leombroni. «Sono stati ben altri i criteri che hanno portato alla sua individuazione: la lunga esperienza maturata in grandi gruppi imprenditoriali e l’aver prestato servizio nella Pubblica amministrazione».

«Sono arrivate circa 50 domande per quella posizione; c’è stata una prima selezione che ha ridotto il numero a venti, poi ne sono stati scelti cinque. Poiché i cinque candidati avevano inserito nel curriculum la conoscenza della lingua inglese e uno solo quella della lingua portoghese, mi è sembrato giusto far intervenire due esperti madrelingua – uno inglese, l’altro brasiliano – che certificassero l’effettiva competenza nelle lingue straniere citate. Ma non è stato certo questo il punto dirimente della questione: la commissione si è trovata nettamente d’accordo sul nome prescelto poiché presentava una lunga esperienza maturata in grandi gruppi imprenditoriali e aveva prestato servizio nella Pubblica amministrazione». Il commissario ricorda anche che “dei cinque candidati finali si sono presentati solo in quattro: due avevano esperienza nel settore farmaceutico e quindi non erano adatti, il terzo aveva un curriculum di buon livello ma il vincitore è stato preferito dalla commissione – nella quale figurava anche il direttore di Confindustria Pescara – per le sue competenze specifiche. Dunque è privo di qualsiasi fondamento sostenere che il direttore dell'Arap sia stato scelto per la sua conoscenza del portoghese».