CONTRASTI PERENNI

Porto di Francavilla: «una tassa sulle spalle dei cittadini»

La Regione Abruzzo chiede spiegazioni dopo la segnalazione della stazione ornitologica

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

674

PORTO DI FRANCAVILLA

PORTO DI FRANCAVILLA

FRANCAVILLA AL MARE. La Regione Abruzzo, servizio Valutazione Ambientale, con nota del 17 marzo scorso ha chiesto spiegazioni al Comune di Francavilla al mare circa l'attuazione della prescrizione, impartita dal Comitato VIA regionale nel 2007, relativa al ripascimento annuale di 30.000 metri cubi da effettuarsi a spese del Comune per mitigare gli effetti negativi della realizzazione del porto sull'erosione del litorale.

Le prescrizioni fissate dal Comitato VIA devono essere rispettate ed attuate, anche perchè lo stesso comune ha più volte denunciato i fenomeni di erosione che colpiscono il litorale a sud del porto. Un problema largamente previsto dal comitato VIA ed evidente anche solo guardando nelle foto aeree la larghezza della spiaggia a nord e a sud dell'opera.

«E' notorio», spiegano la Stazione Ornitologica e il Forum dell’Acqua, «che lungo il litorale adriatico qualsiasi opera aggettante perpendicolarmente dalla costa come moli, porti e pennelli produce erosione a sud ad una distanza variabile a seconda della dimensione degli interventi. I cittadini di Francavilla devono sapere che questa "tassa del porto" graverà per molto tempo sul bilancio comunale, con un ammontare di diverse centinaia di migliaia di euro all'anno».

Il porto è un'opera inutile, secondo la Stazione Ornitologica, considerata la vicinanza con quelli di Pescara e Ortona, per il quale si useranno altri 2,5 milioni di euro di fondi pubblici «che potevano tranquillamente essere utilizzati per altri scopi, come dimostra il caso del milione di euro originariamente destinato per il ponte del cielo a Pescara e poi dirottato su altre opere (quello del Porto di Francavilla faceva parte della stessa partita di finanziamenti)».

«E' stata una scelta politica», contesta ancora l’associazione, «indirizzare i 2,5 milioni di euro su questo porto e non su interventi utili. Alla fine, ad esempio, sarebbe risultato meno oneroso demolire quanto realizzato e disinquinare e rinaturalizzare l'Alento con la somma residua. Ora, spendendo una montagna di soldi per anni, si cercherà di portare i turisti a fianco di un fiume che è una bomba ecologica alla Salmonella...»