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Balneazione Pescara, Del Vecchio ammette su Facebook: bagnanti in mare ma c’erano dubbi sulle analisi

Il Comune non firmò l’ordinanza e il risultato dell’Arta arrivò solo 2 giorni dopo

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Del Vecchio e Alessandrini

PESCARA. «O non conosci la direttiva comunitaria o non la sai applicare per cui è meglio che ti dimetti, tu il 23 (luglio 2015, ndr) sera non sapevi che il prelievo era buono (le analisi erano in corso). Ci fai giocare con la roulette russa?»

E’ lungo ed articolato il botta e risposta su Facebook intercorso qualche giorno fa tra Augusto De Sanctis del Forum abruzzese dell’acqua e il vice sindaco di Pescara, Enzo Del Vecchio.

I due discutono della qualità delle acque di balneazione della scorsa estate. Il 21 la qualità era scarsa, nella controprova del 23 sono risultate buone (ma lo si è saputo solo il 25) ma tra queste due date il Comune non ha mai emesso una ordinanza di interdizione mettendo così a rischio, sostiene De Sanctis, la salute dei cittadini, preferendo aspettare le analisi di verifica piuttosto che informare subito la città.

Del Vecchio dopo la pubblicazioni delle intercettazioni inerenti lo scandalo della scorsa estate ha inviato ai giornali una sua lunga lettera di difesa ma secondo De Sanctis ci sarebbe comunque una ricostruzione che andrebbe chiarita meglio.

Del Vecchio, infatti, sostiene di non aver emesso l'ordinanza il 23 (non appena arrivate le analisi negative del 21) perchè il 23 l'Arta ha fatto un ulteriore prelievo che è poi risultato buono. «Quando sei venuto a conoscenza di ciò?», chiede insistentemente De Sanctis. Ma Del Vecchio dribbla e non dice subito che la risposta è arrivata il 25 luglio (due giorni dopo) ma scrive al responsabile del Forum: «non fare l'investigatore. Io non ho detto da nessuna parte che IO non ho emesso l'ordinanza». Oppure «eventuali violazioni di norme comportano sanzioni. Aspetto il giudizio di chi è preposto a questo».

Ad un certo punto il vice sindaco conferma: «i dati del 23 CONFORMI a quella data sono arrivati il 25. Quindi da quando erano CONFORMI?»

Ma De Sanctis ribadisce: «quindi il 23 sera avete emesso l'ordinanza non avendo informazioni diverse, pervenute appunto il 25? Inoltre ti faccio un'ulteriore domanda: il 21 i bagnanti hanno fatto il bagno in acque inquinate. Perchè? Ti do un aiutino: perchè, nonostante erano acque classificate scarse, nonostante fosse palese che il fiume non fosse risanato, nonostante ci fosse una condotta che si rompeva ogni tre giorni, voi AVETE RICHIESTO DI RIAPRIRE QUELLE AREE. Il 15 luglio via Mazzini, dopo sei giorni era già inquinato...»

«Vedo che continui a non comprendere il diverso punto di una responsabilità amministrativa», gli risponde Del Vecchio. «Chi aveva il potere di assumere provvedimenti oggi immagino non sarebbe più in carica se le analisi di controprova del 23 avessero dato esito negativo. Ma così non è stato».

Torna all’attacco anche l’associazione ‘Pescara – Mi piace’ di Berardino Fiorilli: «il vicesindaco e l’amministrazione comunale sono sempre stati costantemente aggiornati degli sversamenti nel fiume dei liquami della condotta di via Raiale, verificatisi per ben 13 volte in pochi mesi, perché l’Aca glieli ha costantemente comunicati inviando in modo puntuale le mail che, per essere lette, non richiedono la presenza in ufficio, ma basta un cellulare. E mai, in occasione delle 13 rotture della condotta e relativi sversamenti, di cui erano sempre messi a conoscenza, il vicesindaco o il sindaco Alessandrini hanno sentito la necessità di informare la cittadinanza o emanare ordinanze di divieto di balneazione, comunque mai pubblicate sull’albo pretorio, a partire da quella clamorosa del 28 luglio, che ha causato lo sversamento di 30milioni di litri di feci e liquami nel fiume e nel mare in 17 ore, ammessa solo dopo l’allarme lanciato dall’Associazione ‘Pescara – Mi piace’. Evidentemente il vicesindaco non ha compreso che a volte il silenzio è d’oro, e in questo caso, da parte sua, il silenzio è doveroso, come sono doverose le sue dimissioni».

Lo stesso sindaco Alessandrini durante l’interrogatorio davanti ai pm che indagavano ha chiaramente detto che le decisioni di non fare le ordinanze sono state assunte dal ‘suo vicesindaco e dal dirigente senza informarlo’. «In altre parole», sostiene Fiorilli, «oggi la memoria difensiva del vicesindaco Del Vecchio rischia di trasformarsi, per lui, in un altro clamoroso boomerang, in cui fantasie si aggiungono a fantasie, in cui dimentica di ricordare che dal 6 aprile al 28 luglio la condotta di via Raiale si è rotta per ben 13 volte, senza che i cittadini ne abbiano mai saputo nulla semplicemente perché la giunta Alessandrini e la sua maggioranza di governo hanno scelto di non informarli. E se non commentiamo il giudizio della magistratura, il giudizio politico è chiaro e scontato: il sindaco Alessandrini, il vicesindaco Del Vecchio e la giunta comunale si devono dimettere».