A PROCESSO

Sisma L'Aquila: tangenti puntellamenti, sette a giudizio

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

436

Puntellamenti l'aquila

L'AQUILA. Il gup del tribunale dell'Aquila Guendalina Buccella ha rinviato a giudizio sette degli otto indagati nell'ambito dell'inchiesta 'Do ut des' su un presunto giro di tangenti negli appalti della ricostruzione pubblica post-terremoto del 6 aprile 2009.

 La prima udienza dibattimentale si svolgerà il prossimo 6 ottobre dinanzi al tribunale. A uscire oggi dall'inchiesta, con una sentenza di non luogo a procedere dello stesso gup, è il dirigente comunale Mario Di Gregorio, assistito dall'avvocato Stefano Rossi, come chiesto dal pm David Mancini, che non ha trovato riscontri per sostenere in giudizio l'accusa di abuso d'ufficio.

«Sono contento e sollevato - ha dichiarato Di Gregorio - non avevo dubbi sul fatto che dovessero andare così le cose, ero fiducioso nei confronti del lavoro della magistratura e prendo atto che le cose sono andate come dovevano andare».

 Gli imputati sono Vladimiro Placidi, ex assessore comunale alla Ricostruzione dei beni culturali della scorsa Giunta Cialente, Pierluigi Tancredi, all'epoca dei fatti consigliere comunale di opposizione ma con delega del sindaco ai puntellamenti, poi arrestato anche nell'inchiesta successiva 'Redde Rationem', Daniela Sibilla, dipendente del Consorzio beni culturali e già collaboratrice di Tancredi durante i suoi precedenti mandati di assessore, Pasqualino Macera, all'epoca dei fatti funzionario responsabile Centro-Italia della Mercatone Uno Spa, questi quattro finiti agli arresti domiciliari nel gennaio 2014.

Oltre a loro, sotto processo andranno anche Roberto Riga, ex vicesindaco aquilano, Fabrizio Menestò, ingegnere di Perugia, e Daniele Lago, imprenditore della ditta Steda Spa che con le sue dichiarazioni ha dato origine all'inchiesta.

Le accuse, a vario titolo, sono di corruzione, millantato credito, falsità materiale e ideologica e appropriazione indebita. La bufera giudiziaria di oltre due anni fa aveva provocato una crisi politica profonda nel Comune capoluogo con le dimissioni e la contemporanea rimozione del vice sindaco indagato, Roberto Riga, sostituito dall'ex procuratore Nicola Trifuoggi, e le dimissioni, poi ritirate, del primo cittadino, Massimo Cialente, non indagato, ma attaccato pesantemente dalla stampa nazionale.