LA DIFESA

Balneazione, Del Vecchio si difende: «ricostruzioni false ed intercettazioni decontestualizzate»

Ma il Forum svela la magagna: manca la data di ricevimento delle analisi del 23 luglio

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Balneazione, Del Vecchio si difende: «ricostruzioni false ed intercettazioni decontestualizzate»

L'intercettazione tra il vicesindaco ed il dirigente

PESCARA. «Lettura parziale e decontestualizzata degli atti e delle intercettazioni telefoniche» e ricostruzioni che non corrispondono «alla reale condizione che in quei giorni si è determinata arrivando, in talune citazioni giornalistiche, ad essere completamente false».

Il vice sindaco Enzo Del Vecchio rompe il silenzio e a differenza del primo cittadino decide di entrare nel merito della questione finita sui giornali nelle ultime ore ovvero le intercettazioni dei giorni caldissimi dell’emergenza balneazione, un anno fa.

Secondo il vice sindaco dunque le ricostruzioni giornalistiche avrebbe rimescolato le carte raccontando una verità non vera e il numero due di Palazzo di città spiega: «proprio non ci riesco a frenare la mia impulsività ed accettare le logiche secondo cui chi è indagato deve astenersi dal replicare a mezzo stampa sulle questioni oggetto di indagini».

Del Vecchio così, fornendo anche stralci di intercettazioni e documenti, racconta di aver scoperto che le acque non fossero conformi il 23 luglio con una telefonata del dirigente Tommaso Vespasiano: «Una situazione di potenziale allarme per la tutela della salute dei cittadini che risultava essere già venuta meno poiché l’Arta nella prime ore di quella stessa giornata del 23 luglio ha proceduto a svolgere nuove analisi che hanno dato esito di “conformità” alla balneazione e con valori bassissimi, e quindi nessun atto di irresponsabilità è stato tenuto da chi aveva la responsabilità di adottare provvedimenti in simili circostanze».

Da questa data in poi, chiarisce ancora il vice sindaco, diversamente da come «affermato falsamente da alcuni organi di stampa», le acque di balneazione del litorale pescarese e del punto di Via Balilla «sono “conformi” e quindi sarebbe falso dire che “… Del Vecchio e Vespasiano sapevano che migliaia di persone nuotavano ogni giorno in un mare di feci e liquami e lo hanno taciuto”».

LA NUOVA ROTTURA

Poi il 28 luglio c’ è una nuova rottura della condotta dell’ACA delle acque reflue di Via Raiale.

Il guasto, ricorda Del Vecchio, viene riparato nella giornata successiva e, per limitare-abbattere la carica batterica nel fiume e nel mare l’Aca fa uso, secondo prescrizioni a lei note, di acido peracetico.

L’Arta, intanto, svolge analisi sulla balneazione e, in data 31 luglio fa pervenire al Comune il relativo report di “non conformita’” al solo punto di Via Balilla.

«Per cause e circostanze legate alla filiera di conoscenza interna del Comune», cerca di chiarire il vice sindaco, in vacanza fuori città dal 2 agosto al 9 agosto, il documento diventa noto solo il 3 agosto come confermano le intercettazioni telefoniche di quella giornata.

Del Vecchio lo viene a sapere da Vespasiano, via telefono, ed è in quella telefonata che il vice sindaco dice la frase finita sui giornali nelle ultime ore scatenando un putiferio «vediamo di rintuzzare mo sta polemica che faranno… dato che sabato e domenica abbiamo consentito il bagno con il mare così inquinato, vediamo un attimo, intanto prepara urgente stamattina firmo e facciamo andare a mettere i cartelli».

«A quella data ed a quell’ora (3 agosto alle 9 di mattina, ndr) e con quei dati risalenti al 31 luglio», continua Del Vecchio, «era logico constatare, da parte mia, come il sabato e domenica 1 e 2 agosto le acque del mare non fossero conformi e quindi le persone che erano andate al mare nel tratto di Via Balilla avevano fatto il bagno in acque non balneabili. Considerazioni, le mie, che venivano smentite con la conoscenza delle ulteriori analisi svolte dall’Arta nelle prime ore di sabato 1° agosto e che avevano dato esito di “conformità” e quindi il sabato e domenica 1 e 2 agosto chi aveva fatto il bagno nel mare di Pescara lo aveva fatto in acque balneabili».

«All’esito di tutto questo rimane la responsabilità da parte del Comune di non aver, per una disfunzione tecnico-amministrativa della macchina comunale, assunto iniziative riguardanti la sola giornata del 31 luglio per incolpevole conoscenza del fatto stesso».


FORUM H2O: «LA TOPPA DI DEL VECCHIO E’ PEGGIO DEL BUCO»

Sulla lettera interviene anche il Forum H2o che fa notare alcune incongruenze emerse dalla ricostruzione del vicesindaco.

«L'ARTA fa un prelievo il 21 luglio», spiega il Forum, « e per ragioni tecniche ci mette normalmente due giorni per fare le analisi, come ribadito decine di volte in questi mesi dal Direttore tecnico Damiani.  Infatti il 23 luglio comunica l'avvenuto superamento dei limiti di legge del prelievo del 21.  Due giorni. Del Vecchio sostiene di essere venuto a conoscenza della cosa il 23 luglio stesso alle 19:44. La legge, in quel momento, obbliga all'emissione di un'ordinanza urgente di divieto di balneazione. Non vi è alcun margine di discrezionalità, tantomeno se dovesse basarsi su di un vaticinio. Del Vecchio sostiene che non fu emessa perchè l'ARTA il 23 stesso aveva rifatto le analisi, con risultato conforme. Quello che è centrale è: quando Del Vecchio viene a sapere che questo risultato è conforme? Il 23 sera stesso? Il 24? Il 25? Facciamo notare nella nota di Del Vecchio pubblicata integralmente da Rete8, l'unica lettera in cui non compare la data di trasmissione è proprio la nota Arta relativa alla trasmissione del risultato del prelievo del 23 luglio».

Quindi la domanda centrale per il Forum Acque è quando è arrivato il risultato al Comune?

Proprio perché di solito il tempo stimato è due giorni si può ipotizzare che i risultati siano arrivati il 25.

 

«PRECAUZIONE ZERO»

«Del Vecchio pubblichi la lettera integrale dell'ARTA, con la data di trasmissione al Comune», suggerisce il Forum, «in ogni caso aggiungiamo che a Rimini dopo un temporale (o addirittura in previsione di piogge intense) chiudono alla balneazione perchè prevedono che il troppo pieno delle condotte non possa essere smaltito dal depuratore (nuovissimo), andando in mare.
Per precauzione, perchè tutta la direttiva comunitaria in materia (Direttiva 2006/7/CE, relativa alla gestione della qualità delle acque di balneazione) si fonda sulla precauzione e non su interventi a valle. Cioè funziona tenendo conto dei dati pregressi e di ciò che è prevedibile. Qui un'amministrazione viene a conoscenza della rottura della principale condotta fognaria che scarica direttamente nel fiume decine di migliaia di mc di liquami e non chiude alla balneazione, anzi, fa l'esatto opposto, chiede di riaprire! Ricordiamo, infatti, che a Pescara l'anno scorso, il tratto dalla Madonnina fino ad Hai Bin (settori denominati come "Via Balilla" e "via Mazzini") teoricamente erano chiuso alla balneazione dal primo maggio al 19 giugno (via Mazzini) e dal primo maggio al 15 luglio (via Balilla). L'amministrazione era pienamente a conoscenza di tutto ciò. Avete visto cartelli? Decine di migliaia di persone hanno fatto il bagno in acque vietate alla balneazione per oltre un mese e mezzo».

 

Secondo il Forum chi ha scritto la nota a Del vecchio non sarebbe a conoscenza della normativa comunitaria in materia di balneazione.

 

L’ERRORE: CHIEDERE DI RIAPRIRE ALLA BALNEAZIONE

Ma l’errore principale e fondamentale per il Forum è stato chiedere di riaprire alla balneazione tratti che erano chiusi alla balneazione dal primo maggio 2015 e che frequentemente sono soggetti a sforamenti per cui era “prevedibile” che vi sarebbero stati in futuro nuovi sforamenti.

Il principio di precauzione dunque avrebbe imposto il divieto, appunto, per … precauzione.

 Sul fiume Pescara si scoprono montagne di scarichi illegali. Tutti sanno da anni del malfunzionamento dei depuratori della val Pescara.

Addirittura l'anno scorso da aprile c'era il problema delle plurime rotture della conduttura fognaria. «Un'amministrazione lungimirante e sensibile ai problemi dei cittadini che fa? Chiede di riaprire alla balneazione tratti classificati scarsi sostenendo di aver risolto tutti i problemi», conclude il Forum, «crediamo, a maggior ragione dopo questa lettera, che l'unica strada percorribile sia quella delle dimissioni, soprattutto per l'atteggiamento assunto dal Sindaco nei confronti di tutti coloro che, dati alla mano, stanno dimostrando le falle della sua amministrazione».