IL PROCESSO

Tangenti cultura: Regione Abruzzo si costituisce parte civile

Udienza rinviata al 19 maggio per difetto notifica a un imputato

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

316

Luigi De Fanis

Luigi De Fanis

ABRUZZO. La Regione Abruzzo si costituisce parte civile, tramite il legale dell'Avvocatura dello Stato Generoso Di Leo, nell'ambito del processo sulle presunte tangenti all'assessorato alla Cultura della Regione Abruzzo, nato da un'inchiesta del 2013 che fece finire agli arresti domiciliari, per quattro mesi, l'assessore dell'epoca, Luigi De Fanis.

Questa mattina prima udienza davanti al tribunale collegiale di Pescara, presieduto dal giudice Maria Michela Di Fine; subito si è reso necessario un rinvio per difetto di notifica a uno degli imputati. Il pm Anna Rita Mantini ha comunque depositato l'elenco della documentazione che intende produrre, per consentire ai difensori di interloquire nel corso della prossima udienza.

   La Regione si è costituita parte civile, come già aveva fatto Andrea Mascitti, l'imprenditore che con la sua denuncia diede il via all'inchiesta "Il Vate", mirata a far luce sulle modalità di erogazione dei contributi regionali in base alla legge regionale 43/73, abrogata a seguito dell'inchiesta; la legge disciplinava l'organizzazione, l'adesione e la partecipazione a convegni e altre manifestazioni culturali con la possibilità di distribuzione di fondi.

   Gli imputati, accusati a vario titolo di concussione, corruzione, induzione indebita a dare o promettere utilità, truffa, peculato, abuso e falso, sono l'ex assessore regionale alla Cultura Luigi De Fanis, il rappresentante legale dell'associazione "Abruzzo Antico", Ermanno Falone, il responsabile dell'Agenzia per la promozione culturale della Regione Abruzzo, Rosa Giammarco, e l'imprenditore Antonio Di Domenica. Sono usciti di scena, invece, Lucia Zingariello, all'epoca segretaria di De Fanis, che ha patteggiato una condanna a un anno e 11 mesi di reclusione, e Rocco Masci, presidente dell'Associazione culturale musicale, sottoposto al regime di messa alla prova per otto mesi.

Tutti gli imputati questa mattina erano assenti.  L'udienza è stata aggiornata al prossimo 19 maggio.