LA CONTESTAZIONE

Progetto Case, sindacati contro bando manutenzione diffidano Cialente

«Modifiche al capitolato»

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PROGETTO CASE L'AQUILA

L’AQUILA. Ugl Igiene Ambientali, Filcams Cgil e Uil Trasporti hanno invitato una diffida al sindaco dell'Aquila Massimo Cialente ad adempiere "al ripristino della corretta esecuzione del capitolato d'appalto" sulla manutenzione del progetto Case.

Il documento per conoscenza è stato inviato anche alla Prefettura, alla società Guerrato, al CSA - Consorzio Appalti e Servizi, al segretario generale del Comune dell'Aquila, Carlo Pirozzolo, all'assessore all'ambiente Maurizio Capri, e alla dirigente Enrica De Paulis.

La questione va avanti da mesi ma il Comune sembra refrattario a qualsiasi intervento o critica.

L’affidamento per sei mesi rinnovabili di ulteriori sei,è andato al raggruppamento temporaneo di imprese con la Guerrato Spa capogruppo (le altre sono il Consorzio Appalti e Servizi ed Econos Tecnologie Ambientali srl). Guerrato ha vinto contro altre tre Ati con un ribasso del 41,6% su un importo complessivo di 1 milione di euro che fin da subito aveva creato qualche malumore.

La prima a saltare sulla sedia era stata proprio l’Ugl che aveva fatto notare che lasocietà subentrante ritiene di poter svolgere il servizio con 600.000 euro l'anno.

Ma come è possibile dal momento che il solo costo dei 42 lavoratori addetti a tali mansioni è di circa 800.000 euro l'anno? Inoltre il bando prevede, a differenza di prima, che i servizi vengano estesi anche ai MAP.

In realtà come denunciano oggi Cgil Filcams, Ugl e Uiltrasporti l’aggiudicazione «ha rappresentato una riduzione del 50% delle ore lavorative degli addetti alle attività di pulizia».

Negli ultimi mesi si sono susseguiti diversi incontri al quale però Cialente non si è presentato.

Adesso la diffida ad adempiere al ripristino della corretta esecuzione del capitolato d’appalto perché risulterebbe «una modifica sostanziale nell’esecuzione del capitolato» ovvero il Comune avrebbe richiesto prestazioni e servizi che andavano oltre l'appalto d'affidamento.

E sempre i sindacati raccontano che nel corso di un incontro svoltosi negli ultimi giorni  la società avrebbe mostrato una lettera di richiamo dell'amministrazione «dai contenuti poco consoni e distanti dal capitolato d'avviso».

Infine i sindacati chiedono l’installazione dei bagni chimici «per ogni singolo luogo d'appalto, tale da permettere alle lavoratrici di poterne usufruire. Non vorremmo che qualcuno possa pensare che si assentino dal posto di lavoro per esigenze fisiologiche in quanto costrette a recarsi nei bagni dei locali commerciali».