LA CONTESTAZIONE

Powercrop Borgo Incile: «sindaci chiedano ritiro dell’accordo di riconversione»

La richiesta del Movimento 5 Stelle

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Powercrop Borgo Incile: «sindaci chiedano ritiro dell’accordo di riconversione»

AVEZZANO.  Anche il M5S di Avezzano ha partecipato all'Adunanza dei sindaci marsicani, tenutasi ieri in merito alla ripresa dell'iter autorizzativo dell'inceneritore che la Powercrop ha in progetto di realizzare a Borgo Incile.

«Non c'è bisogno che le Istituzioni coinvolte deliberino nuovamente la loro contrarietà a questo eco-mostro, attraverso un atto che, dal punto di vista amministrativo, ha veramente poco di concreto. Se vogliono realmente impedire la realizzazione della centrale nella Piana del Fucino, i sindaci devono pretendere, da parte della Regione Abruzzo e della Provincia, il ritiro formale della firma dall'Accordo di riconversione, sottoscritto con la Powercrop nel 2007. Diversamente, ci si fa beffe del cittadino».

Questo è quanto affermato dal Portavoce del gruppo M5S Giorgio Fedele, successivamente all'illustrazione della lettera elaborata dall'Amministrazione Di Pangrazio e sottoscritta dai sindaci presenti all'incontro in risposta alla convocazione della Conferenza di Servizi del prossimo 31 marzo.

«E' ormai passato un anno dall'approvazione all'unanimità da parte del Consiglio Regionale della delibera, proposta dal Consigliere Ranieri, con la quale si è voluto concretamente impegnare il presidente della Regione Abruzzo al ritiro della firma, ma ad oggi nulla è stato fatto. Come cittadini – continua Fedele – siamo contenti che, sebbene in ritardo di circa 4 anni e solo a parole, il Sindaco Di Pangrazio si dica consapevole che l'unica azione da porre in essere è il ritiro dell'Accordo. Non comprendiamo però perché si continui a produrre lettere su lettere, prive di qualsiasi efficacia solutiva, quando sarebbe sufficiente fare pubblicamente pressione sul Presidente D'Alfonso, membro del suo stesso partito, e sul Presidente Di Pangrazio, membro dello stesso partito e della stessa famiglia, pretendendo delle due l'una: o il rispetto degli impegni assunti con la delibera del Consiglio Regionale n. 27/1 del 2015 con conseguente ritiro della firma, oppure una spiegazione pubblica del perché lo stesso Governatore D'Alfonso e lo stesso Presidente Di Pangrazio abbiano così a cuore la rovina della Marsica».

Nella missiva sottoscritta dall'Adunanza dei Sindaci marsicani, infatti, si continua a battere su questioni di carattere tecnico-procedurale, senza alcun riferimento ad interventi diretti ad incidere sull'Accordo di riconversione produttiva, atto da cui nasce il progetto Powercrop.

«Chiedere il semplice diniego delle autorizzazioni necessarie – sottolinea Fedele – non garantisce in alcun modo il blocco definitivo dell'inceneritore. E' bene ricordare come al termine della Conferenza di Servizi del marzo 2015, nonostante il M5S avesse da subito allertato che il diniego intervenuto non avrebbe posto la parola fine, il Presidente del Consiglio Regionale Giuseppe Di Pangrazio sentenziò alla stampa: “la Powercrop ormai può fare ricorso solo all'alto dei Cieli”. Peccato che, la stessa Powercrop abbia fatto invece ricorso al TAR, vincendolo. Questo è lo spessore dei politici chiamati a rappresentare i cittadini marsicani». «A questo punto, appare evidente che sono loro la spada di Damocle, che pende sulla testa delle persone, insieme all'inceneritore della Powercrop».

Il gruppo 5 Stelle di Avezzano ribadisce il suo impegno, annunciando che nei prossimi giorni lancerà una campagna di sensibilizzazione sul tema, con l'obiettivo di ottenere il ritiro della firma dall'Accordo di riconversione produttiva.