LA FALLA

Aca, concordato e senza soldi ma 20 mila euro per il neo addetto stampa si trovano

Ordine giornalisti: revoca e avviso pubblico

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Aca, concordato e senza soldi ma 20 mila euro per il neo addetto stampa si trovano

Lilly Mandara

PESCARA. La determina di conferimento dell’incarico è del 7 marzo scorso ma il ‘caso’ è scoppiato solo oggi, a 10 giorni di distanza, con il primo comunicato stampa firmato dalla giornalista scelta dall’Aca , Adelina Mandara, più conosciuta come Lilli, ex giornalista del Messaggero e curatrice di un blog pungente e critico.

 L’incarico è stato affidato dopo che l’azienda il 23 febbraio scorso, così si legge nel documento ufficiale, ha invitato le tre giornaliste professionisti Alessandra Farias, Monica Di Pillo e Mandara che alla fine l’ha spuntata «per la sua comprovata esperienza e maggiore anzianità di servizio, con particolare riferimento anche al periodo di iscrizione con la qualifica di giornalista professionista di una testata con rilevanza nazionale».

Insomma una scelta basata sui requisiti che probabilmente l’azienda già conosceva bene (Mandara è stata per anni una notissima e prestigiosa firma del Messaggero) al momento dell’invito.  Seri dubbi nascono da questa procedura che ha tutta l’aria di essere una brutta toppa o pezza d’appoggio, oltre che risultare inopportuna da molti punti di vista.

Il compenso annuo lordo sarà di 20 mila euro.

In questi mesi Mandara ha tenuto un blog che sembrava criticare senza sconti anche l’attuale maggioranza del Pd che oggi l’ha premiata con questo incarico, dopo averla scartata subito dopo la campagna elettorale del 2014 per un posto di ufficio stampa “presidenziale”. In seguito addirittura si fece il suo nome come dirigente regionale ma nessun incarico si formalizzò.

L’associazione Terra Nostra avanza però più di qualche dubbio in merito alla scelta effettuata dall’Aca dal momento che per  l’azienda è stato deciso un concordato in Tribunale perché non c’erano fondi a sufficienza per pagare fornitori, servizi e soprattutto lavori ritenuti pure fondamentali per Pescara e la sua provincia, a partire dagli scarichi abusivi da intercettare sul fiume e che hanno determinato un’emergenza balneazione senza precedenti.

«Oggi», denuncia l’associazione, «scopriamo che l’Aca è un’azienda tanto florida da potersi pure permettere di assegnare incarichi, a partire dal più importante: quello per un addetto stampa. E a ricoprire l’incarico ufficialmente  è una nota professionista del giornalismo abruzzese, l’ex redattrice de Il Messaggero Lilli Mandara, peraltro moglie di un altrettanto noto giornalista, il caposervizio sempre de Il Messaggero Paolo Mastri».

«Di recente», continua l’associazione, «avevamo avuto anche modo di apprezzare la dottoressa Mandara per la sua forte e sferzante contrapposizione nei confronti del Governatore Luciano D’Alfonso, sempre pronta, tramite il suo neonato blog, a denunciare le presunte ‘malefatte’ del nostro Presidente, senza paura e senza accettare compromessi, una vera firma di cui fidarsi. Oggi la Mandara, cui auguriamo buon lavoro, ha assunto un incarico all’interno di una delle aziende più contestate dell’Abruzzo intero, un’azienda che avrebbe dovuto gestire l’intera rete idrica di Pescara e di 64 comuni della provincia di Pescara, Chieti e Teramo, ma che negli anni si è contraddistinta più per gli sperperi che per le opere pubbliche. Pensavamo che la gestione Di Baldassarre, un Commissario chiamato a gestire l’ordinario e non lo ‘straordinario’, volesse segnare una svolta rispetto al passato, oggi però tornano tutte le vecchie domande: qual è la situazione finanziaria dell’Aca?»

 

I QUESITI

Terra Nostra, tramite il suo segretario Gianluca Monaco, avanza una serie di interrogativi.

«Quanti sono i fondi a disposizione per l’apertura dei cantieri, a partire da quelli di Pescara che sta vivendo un dramma inquinamento senza precedenti?», chiede l’associazione.

«Quanto costerà ai cittadini l’indennità dell’addetto stampa? (20 mila euro, ndr). «E soprattutto dove e come sono stati reperiti i fondi necessari? E ancora: è stato emanato un bando pubblico per il reperimento della figura professionale (no, come spiegato sono state invitate tre professioniste, ndr) e dov’è stato pubblicato il bando, domanda, quest’ultima, che ci aspetteremmo anche dall’Ordine dei Giornalisti, sempre così attento a fustigare gli Enti pubblici nella scelta del proprio personale addetto alla comunicazione, ma al quale dev’essere sfuggita tale novità che noi provvediamo a segnalare. E ancora: per un Ente che, avendo avviato un concordato preventivo in Tribunale per evitare il fallimento e che ancora deve versare fior di milioni di euro ai propri debitori, era così vitale e necessario nominare un addetto stampa che, supponiamo, verrà pagato per le proprie prestazioni professionali? Non era forse meglio affidare nel caso un incarico tecnico per accelerare le progettazioni in una macchina che fa acqua da tutte le parti? Ovviamente, in assenza di risposte, faremo accesso agli atti, attraverso i nostri legali, per disporre del bando e di tutti gli altri documenti inerenti l’incarico assegnato. Per la dottoressa Mandara, alla quale consigliamo di modificare almeno la mailing list dei giornalisti destinatari dei comunicati che ha evidentemente preso in prestito da ‘Terra Nostra’, ci auguriamo che, nonostante il nuovo e impegnativo incarico, riesca a mantenere la barra dritta nei confronti del Governatore sul suo blog».

«SERVE AVVISO PUBBLICO»

E venerdì mattina con una nota inviata al Direttore Generale dell'Azienda Comprensoriale Acquedottistica di Pescara, il Presidente dell'Ordine dei Giornalisti d'Abruzzo chiede che l'incarico di addetto stampa della società sia conferito attraverso avviso pubblico. 

«La procedura seguita suscita diverse perplessità», scrive il presidente Stefano Pallotta che ricorda che all’ordine ci sono iscritti 2100 giornalisti professionisti e pubblicisti: «mi chiedo con quali criteri siano stati seguiti per selezionarne tre».

Ma Pallotta esprime perplessità anche in merito alla valutazione dei curriculum: chi li ha valutati?, domanda.  

Det. 150 Del 07.03.2016 Dott.ssa Adelina Mandara