GIUSTIZIA

Cassazione, domani parte il processo contro la sentenza di Bussi

I Pm chiedono la riapertura del processo

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

326

Cassazione, domani parte il processo contro la sentenza di Bussi

Bellelli e Mantini

CHIETI. Si svolgerà domani presso la I sezione della Corte di Cassazione il processo sulla sentenza della Corte d'Assise di Chieti in merito alla megadiscarica dei veleni tossici di Bussi sul Tirino.

   Nel dicembre del 2014 la Corte ha assolto i 18 imputati della Montedison dal reato di avvelenamento delle acque e, per quanto riguarda l'altro capo di imputazione, il disastro ambientale, la Corte ha derubricato il reato in disastro colposo e gli imputati sono stati giudicati non colpevoli per sopraggiunta prescrizione.

   I pm della procura di Pescara Annarita Mantini e Giuseppe Bellelli hanno opposto ricorso alla sentenza emessa a Chieti direttamente in Cassazione saltando l'appello all'Aquila, chiedendo la riapertura del processo.

Il tentativo è quello di far annullare la sentenza di primo grado dai giudici di Cassazione analizzando esclusivamente i motivi formali senza entrare nel merito delle prove analizzate già in primo grado con il rito abbreviato.

Sul processo a Campobasso è stato aperto un fascicolo in merito alle dichiarazioni delle giudici popolari della Corte d'Assise, le quali avrebbero denunciato delle pressioni da parte dei giudici togati per arrivare ad una sentenza di assoluzione.

    L'inchiesta molisana è arrivata al capolinea e a breve dovrebbe arrivare la richiesta o di archiviazione o di giudizio per il reato 319 quater, ossia tentata induzione a commettere un atto contrario al proprio ufficio.

   Il sito chimico industriale di Bussi oggi è di proprietà della Solvay: secondo una relazione dell'Arta Abruzzo il sito e le discariche continuano ad inquinare pesantemente con elementi cancerogeni, mentre è prevista per domani la chiusura della gara per l'appalto da 38 mln per la bonifica delle discariche a monte ed esterne dell'area industriale.

IL RICORSO

Il ricorso in Cassazione è durissimo e secondo la Procura della Repubblica di Pescara i giudici della Corte d’Assise di Chieti avrebbero sbagliato persino i calcoli della prescrizione del reato di disastro colposo e concludono il loro ricorso con un frase inequivocabile: «il calcolo della prescrizione effettuato dalla Corte Chietina, pertanto, è evidentemente affetto da errore nell' applicazione della legge penale».
Secondo la procura la Corte «incorre in un chiaro errore di applicazione della legge penale nella determinazione del momento consumativo del reato, rilevante per il calcolo del dies a qua della prescrizione».
«La Corte», si legge ancora nel ricorso, «pone alla base della propria decisione di derubricazione dell'accusa, da dolosa a colposa, una tesi giuridica (l'essenzialita' del dolo propriamente intenzionale per l'integrazione del delitto di disastro) senza alcuno sforzo argomentativo. E cio' fa in maniera del tutto apodittica, appunto avulsa da puntuali riferimenti normativi o giurisprudenziali».