LA PROTESTA

Teramo-Mare, spunta il rischio pedaggio. Di Sabatino dice no

«Se l’opera deve essere pagata dai cittadini allora stop»

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Teramo-Mare, spunta il rischio pedaggio. Di Sabatino dice no

TERAMO. Dopo l’ipotesi pedaggio sull’asse attrezzato di Pescara (già smentito dalla Toto e dalla giunta D’Alfonso) arriva l’ipotesi dell’istituzione del pagamento anche sul quarto lotto della Teramo Mare.

Ma l’ipotesi (avanzata già in passato ma mai concretizzatasi) non piace affatto. Il problema è che per il completamento dell’infrastruttura servono 84 milioni di euro che l’Anas però non avrebbe a disposizione. Dunque potrebbe entrare in scena il privato che per rifarsi dell’investimento potrebbe istituire un pedaggio a carico degli automobilisti.

Ma se la Teramo-Mare deve essere pagata dai cittadini smette di essere una priorità: lo dice chiaro e tondo  il presidente della Provincia, Renzo Di Sabatino che su questa ipotesi ha un giudizio netto: «Se il quarto lotto non è completamento finanziato dallo Stato e bisogna introdurre pedaggi non ha avuto alcun senso inserirla nel Masterplan anche perché c’è un’ottima alternativa che ha già un progetto di massima – dichiara il Presidente – si tratta del miglioramento della statale da Mosciano a Giulianova, un’opera che costerebbe circa otto milioni di euro contro gli ottantasette che servono per il quarto lotto della Teramo-Mare».
L'ipotesi del finanziamento dell’opera con il pedaggio dei cittadini scaturirebbe da un carteggio tra il ministero delle Infrastrutture e la Regione Abruzzo, reso noto, ieri dal consigliere regionale nonché consigliere segretario dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, Giorgio D’Ignazio.

«E’ la natura del quarto lotto a farne un’opera da inserire nella pianificazione strategica regionale e nazionale – chiosa Di Sabatino – e come tale va realizzata con finanziamenti pubblici. In caso contrario si può solo procedere valutando le alternative. Credo che su questo non possano esserci equivoci e so di interpretare un sentimento che è di tutto il territorio».

Già a settembre scorso la Provincia di Teramo aveva detto no ai pedaggi  e ricordato che l’opera è nel contratto di programma del 2017. Di Sabatino aveva già chiesto espressamente che venga finanziata e realizzata dall’Anas «e non da società private che potrebbero introdurre pedaggi».