SBILANCIATI

Sanità in rosso a fine 2015 il deficit è di 43 mln di euro

E l’8 aprile la resa dei conti con il ministero: inevitabili nuove tasse

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Sanità in rosso a fine 2015 il deficit è di 43 mln di euro

ABRUZZO. Alla fine del 2015 (quarto trimestre) la sanità è riuscita ad accumulare debiti per quasi 43 mln di euro. Per la precisione 42,9mln di euro. E’ purtroppo un dato che lascia perplessi ed anche una serie di strascichi i cui effetti si ripercuoteranno per i prossimi anni.

La cosa che colpisce di più è che, dopo il sostanziale pareggio lasciato con sacrifici enormi dalla giunta Chiodi di centrodestra, in meno di due anni, la giunta D’Alfonso è riuscita ad accumulare una cifra ingente di debiti e questo per una serie di scelte molto contestate ed oggi sappiamo a quali costi.

I 42,9 mln di euro di rosso corrispondono ad una variazione pari a -9,1mln rispetto al Consuntivo 2014 e pari a -42,9mln rispetto al Programmatico 2015.

Nel Programma Operativo 2013-2015, la Regione ha previsto di investire risorse correnti 2015 per circa 25mln di euro per il potenziamento della rete territoriale: ad oggi tali risorse non sono state ancora destinate e i relativi costi non hanno ancora avuto alcun effetto economico nei conti economici delle Asl.

Secondo le attuali informazioni a disposizione degli uffici della sanità regionale tali risorse non saranno disponibili almeno per questa finalità.

Inoltre la voce "Risorse aggiuntive da bilancio regionale a titolo di copertura LEA" non è valorizzata mentre da Programmatico 2015 tale valore era stato stimato pari a 38,2 mln di euro, uguale al valore del Consuntivo 2012.

Sulla base dei dati disponibili, il 2015 ha visto maggiori costi operativi rispetto al Consuntivo 2014 per circa 48mln.

Il solo dato finale descrive una situazione sempre più drammatica che non potrà non incidere sul prosieguo del commissariamento e l’aumento delle tasse, oltre ad un ipotizzato (ed in parte già reale) scadimento dei servizi sanitari.

Insomma aumentano le spese ma il servizio peggiora.

Ma come è stato possibile un risultato così negativo per la gestione Paolucci-D’Alfonso?

Le voci che incidono maggiormente sono quelle degli acquisti, cioè sono aumentate le spese per gli acquisti, come dire si è un po’ allargata la proverbiale cinghia…

E’ aumentata anche la spesa farmaceutica e quella per beni e servizi vari.

Tutte voci che non incidono direttamente sulla qualità del servizio. Cioè questi aumenti non hanno di fatto migliorato il servizio sanitario regionale.

E la prova “regina” di questa analisi è data proprio da una delle poche voci in diminuzione…. quella del personale. Cioè se da una parte aumentano le spese varie, diminuisce in maniera sostanziale quella del personale.

Che cosa significa?

Maggiore carico di lavoro per medici ed infermieri nei reparti che faticano letteralmente ad assicurare una assistenza dignitosa con il minor personale a disposizione e, nonostante, gli sforzi le grosse disfunzioni sono sotto gli occhi di tutti quelli che sfortunatamente devono rapportarsi con le strutture publbiche sanitarie.

Aumentare le spese per risparmiare sui medici e infermieri ad oggi non appare una scelta sensata ma tant’è.

E la spesa farmaceutica? Le decisioni prese dall’attuale direttore Muraglia sono scritte nei numeri del consuntivo e qualcuno rimpiange l’ex responsabile rimossa tempo fa e che probabilmente aveva acquisito esperienza e conoscenze specifiche sulla materia.

Ora a tutto questo si deve aggiungere l’aumento del budget alle cliniche private che ha di fatto… sbilanciato lo sbilancio incrementandolo considerevolmente con l’effetto di potenziare le strutture private e lasciare quelle pubbliche in gravi ambasce.

Ed il prossimo tavolo di monitoraggio dell’8 aprile dovrà valutare e prendere coscienza di quanto fatto finora in Abruzzo e con questi numeri è praticamente impossibile che il ministero non sanzioni la Regione; verranno poste prescrizioni ancora più rigide e stringenti, non svincolerà i saldi che dobbiamo ancora prendere, non permetterà l'uscita dal commissariamento, oppure, se la politica sarà più forte, costringerà la Regione ad un piano di rientro più rigido con la differenza che i provvedimenti da prendere non saranno presi dal commissario ma dal consiglio regionale e giunta.

Una Caporetto della quale dovrà rispondere l’attuale governo regionale che in questi due anni ha fatto davvero tutto da solo.

E la dialettica o l’arte diplomatica con questi numeri conteranno ancora meno ed una volta di più forse gli abruzzesi potranno capire che oltre gli slogan c’è bisogno anche di azioni concrete altrimenti il peso fiscale aumenta.

Ed aumenterà.

Alessandro Biancardi