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Morto il giornalista Simone Daita dopo un anno di agonia

A febbraio 2015 venne aggredito a Chieti

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Morto il giornalista Simone Daita dopo un anno di agonia

PESCARA. Il giornalista Simone Daita è morto a 54 anni nel reparto di rianimazione dell’ospedale ” Santo Spirito” di Pescara.

Daita a febbraio dello scorso anno era stato aggredito mentre si trovava in via Vico a Chieti dal 23 enne Emanuele D’Onofrio indagato a piede libero per lesioni personali gravi. Adesso, però, dopo il decesso del giornalista, la sua posizione si aggrava in omicidio preterintenzionale.

Dopo il ricovero non si è più ripreso: gli sono state riscontrato delle lesioni da multifratture alla testa e ciò farebbe pensare ad un pestaggio in piena regola e non un solo pugno sferrato di sorpresa.

Anche una consulenza del medico legale Cristian D’Ovidio, incaricato dal sostituto Procuratore di Chieti Giuseppe Falasca, ha escluso che un solo pugno possa aver mandato in coma la vittima.

Il giovane aggressore, ascoltato dagli investigatori, aveva raccontato di essersi solo voluto difendere dopo essere stato colpito per primo: nello specifico, da quanto risulta il ragazzo ha dichiarato di aver ricevuto un primo pugno sotto il mento, schivandone subito dopo un secondo e di aver quindi a sua volta colpito Daita con «un solo pugno al mento», dopo aver buttato a terra il bicchiere che teneva in mano.

Dalle ricostruzioni operate dalla squadra mobile teatina, alla base del diverbio ci sarebbe stata una sigaretta che Daita avrebbe chiesto al giovane che gliel’avrebbe negata.

A quel punto il giornalista, descritto come già ubriaco, avrebbe urlato contro il ragazzo dandogli dello "sporco fascista". Ne sarebbe nata una discussione solo verbale, troncata in breve, senonché riuscito poco dopo dal locale il 23enne avrebbe trovato l'uomo ad aspettarlo e lì è scattato lo scontro fisico.

«Il drammatico pestaggio non può e non deve essere sottovalutato e dimenticato», chiedono da mesi gli amici della vittima che hanno sempre ricordato come Simone fosse una persona assolutamente non violenta.