DIRITTI PRIVATI

Acqua, il Pd vuole calpestare il referendum: «la vogliono privata»

Ma i democratici smentiscono: «show dei 5 stelle»

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Acqua, il Pd vuole calpestare il referendum: «la vogliono privata»

ROMA. Il M5s apre il fronte dell'acqua pubblica e dà battaglia in Commissione Ambiente dove si discute della legge popolare per la ripubblicizzazione dell'acqua.

Una legge scritta dai cittadini portata avanti dal Forum italiano dei Movimenti per l'Acqua fin dal 2007 ed arrivata in discussione in questa legislatura con la costituzione di un intergruppo di parlamentari chiamato Acqua bene comune.

Ma in Commissione Ambiente, a colpi di emendamenti, si sta stravolgendo la legge SI-M5S che avrebbe allineato la normativa italiana a quanto deciso dai cittadini con il referendum sull'acqua pubblica.

Il cuore del ddl è l’articolo 6: prescrive l’affidamento del servizio idrico solo a enti di diritto pubblico pienamente controllati dallo Stato (niente Spa pubblico-privato), gli enti hanno un anno per adeguarsi. Ora in commissione si è scoperta l'esistenza di due emendamenti - uno a firma di Enrico Borghi e l'altro Piergiorgio Carrescia entrambi deputati Pd - che chiedono di sopprimere l’articolo 6. Aprendo, di fatto, al mercato la gestione dell'acqua pubblica.

«Lasciava ben sperare che tutti avessero compreso l'importanza di questa legge che prevede che l'acqua e la sua gestione siano pubbliche» ma, sottolinea il blog dei 5 Stelle, «il Pd vuole affossare la legge popolare sull'acqua pubblica e calpestare la volontà di 27 milioni di italiani».

Il deputato del Pd Borghi, dicono i 5 Stelle, ha presentato un emendamento che cancella l'articolo che prevede che l'acqua sia pubblica, che la gestione dell'acqua sia pubblica e che le infrastrutture dei servizi idrici siano pubbliche.

In Commissione è già scontro e i pentastellati avvisano che se non otterranno risultati la loro prima firmataria della legge, Federica Daga, ritirerà la sua firma e insieme a lei tutto il M5S.

Dalla sua pagina Fb intanto Roberto Fico ricorda che la battaglia per la gestione pubblica dell'acqua «è stata alla base del nostro impegno, nei Meetup prima e nel M5S poi. Per me è stato senz'altro così».

Ma anche Sel si mostra critico che ieri i deputati Pellegrino e Filiberto Zaratti hanno lasciato la commissione parlando di «arroganza della maggioranza senza confini» perché in Commissione Ambiente «hanno stravolto a colpi di emendamenti la legge SI-M5S che avrebbe finalmente allineato la normativa italiana a quanto deciso dai cittadini con il referendum sull'acqua pubblica».

E sempre ieri i deputati dell'M5s in un tweet hanno ripubblicato la foto un vecchio tweet di Matteo Renzi. "Referendum. Vado a votare e dico sì all'acqua pubblica..." si legge nel tweet, datato 3 giugno 2011.

«Nel 2011 tutti bravi i piddini a festeggiare il referendum #AcquaPubblica oggi lo cancellano. Berlusconi era più coerente» commenta, sempre su Twitter, Alessandro Di Battista. Luigi Di Maio posta, come Roberto Fico, una vecchia foto in cui, ancora giovanissimi attivisti del Movimento, si davano da fare ai banchetti per il referendum. «Era il 9 maggio 2010 e avevo 24 anni. Raccoglievo le firme per indire il Referendum per l'Acqua Pubblica, insieme a tanti amici di avventura. 27 milioni di italiani andarono a votare per il SI, 27 milioni di italiani che sono stati ignorati e presi in giro proprio da uno dei partiti che sostenne quel referendum: il Partito Democratico», scrive il vicepresidente M5s della Camera su Fb.

MA IL PD NEGA

«Non c'è nessuna privatizzazione, ne' svendita di un bene comune. Alla demagogia dei 5 stelle, - interviene Chiara Braga, responsabile ambiente del Pd - replichiamo con risposte chiare e trasparenti ai cittadini. L'acqua è un diritto umano universale e il nostro interesse è che sia garantito un servizio di qualità per tutti gli italiani; che ci sia un uso responsabile e sostenibile della risorsa idrica; che venga data stabilità al settore e che siano create le condizioni perché si facciano gli investimenti necessari».

«Lo show allestito e premeditato di stamattina in commissione dai soliti, noti personaggi mediatici del Movimento 5 Stelle (mai visti in precedenza quando si trattava di lavorare),- afferma Enrico Borghi (Pd) - dimostra che non sapendo più cosa dire nel merito i grillini la buttano, come si dice a Roma, in caciara per tentare di consolidare una leggenda metropolitana confezionata dalla Casaleggio e associati, e cioè che il Pd starebbe tradendo il referendum. Avendo votato a favore dell'emendamento Pd che all'articolo 1 sanciva inequivocabilmente la proprietà pubblica dell'acqua - prosegue Borghi -, grillini e SEL stanno in queste ore accreditando l'idea di un Pd traditore della volontà popolare. Nulla di più falso».