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Anatocismo, imprenditore abruzzese batte la Bcc in Tribunale

Sentenza di primo grado nei giorni scorsi a Lanciano

Redazione Pdn

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SENTENZA GIUDICE TRIBUNALE GIUSTIZIA

LANCIANO. Dopo anni di dura battaglia giudiziaria, A.I., imprenditore della Val di Sangro ha ottenuto parzialmente giustizia e visto condannare la banca per anatocismo.

Il 10 marzo scorso il giudice Marina Valente del Tribunale di Lanciano ha infatti condannato la Banca di Credito Cooperativo Sangro Teatina di Atessa S.c.a.r.l. al risarcimento in favore dell'ex correntista, oltretutto socio dell’istituto di credito, estromesso proprio a causa di questo procedimento civile.

La banca dovrà versargli 60.000 euro oltre le spese legali. Ma arrivare al risultato ottenuto non è stato affatto semplice: la causa partita nel 2011 ci ha messo ben 5 anni per arrivare ad un primo giudizio.

Il risultato è scaturito dopo ben 3 consulenze tecnico-contabili effettuate nello stesso procedimento da vari professionisti e non sono mancati colpi di scena ma anche duri scontri tra le parti.

La prima consulenza tecnica contabile, infatti, vedeva debitore il correntista, la seconda perizia svolta da un altro Ctu dava ancora debitore il correntista nei confronti della BCC.

Poi dopo una dura lotta, che si è trascinata anche presso l'ala penale del Tribunale di Lanciano, la terza e definitiva perizia ha ribaltato il risultato vedendo il correntista creditore di circa 60.000 euro.

La condanna è derivata dall'applicazione dell'anatocismo e di commissioni di massimo scoperto non dovute sui conti dell’imprenditore.

In pratica il professionista è stato schiacciato del cosiddetto calcolo degli interessi sugli interessi e negli anni si è ritrovato a pagare non solo il capitale e gli interessi concordati, ma anche degli ulteriori interessi calcolati sugli interessi già computati e già scaduti, comportando conseguentemente una crescita esponenziale del debito, soprattutto in presenza di tassi di interesse elevati.

Il professionista si è rivolto a Sos Utenti ed ha ingaggiato la battaglia legale che lo ha visto vincitore.

Resta l’amarezza, per il diretto interessato, per un'azienda florida e conosciuta sul territorio, piegata dalle pressioni di vari istituti di credito.