LA FALLA

Cepagatti, il Consiglio comunale dice no alle vasche di espansione del fiume

Chiesto al Comune di nominare un avvocato per ricorsi al tar

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Cepagatti, il Consiglio comunale dice no alle vasche di espansione del fiume

CEPAGATTI. Il Consiglio comunale di Cepagatti ha formalmente ribadito la propria contrarietà alla realizzazione delle vasche di espansione del fiume, approvando una mozione in tal senso.

Oggi quelle casse sono considerate necessarie per contenere una piena e l’eventuale esondazione del fiume, a tutela dell’incolumità dei cittadini.

«Non è possibile che un comune ‘virtuoso’, che ha vigilato in maniera rigorosa per impedire la cementificazione dei propri argini, al contrario di altri Comuni come Spoltore, oggi debba pagare sulla propria pelle i danni causati da altri», dicono i componenti della lista ‘Insieme per Cepagatti’ dopo l’approvazione del documento in Consiglio comunale.

Tuttavia nella discussione generale in aula i consiglieri di ‘Insieme per Cepagatti’ hanno anche precisato che, se proprio non riusciranno a fermare quell’opera, comunque la Regione deve prevedere ed erogare subito un adeguato risarcimento-ristoro in favore del Comune, ma anche dei singoli proprietari i cui terreni diventeranno inutilizzabili.

«E abbiamo anche chiesto al Comune di nominare un legale che potrà rappresentare tutti i singoli proprietari con un ricorso al Tar contro il cantiere», hanno detto i consiglieri.

La mozione era stata già approvata una prima volta nel 2008 ed è stata riproposta per consentire anche ai nuovi consiglieri, insediatisi con la nuova consiliatura, di esprimere la propria opinione – ha spiegato il consigliere Paolo Di Domizio che ha illustrato il documento .

E la risposta del Consiglio è stata unanime: Cepagatti ha espresso parere negativo alla realizzazione delle casse di espansione e alle opere di laminazione del fiume Pescara sul nostro territorio da parte dell’Autorità di Bacino di rilievo regionale e del bacino interregionale del fiume Sangro.

«Avevo già sollevato il problema lo scorso novembre – ha ricordato il Capogruppo di Forza Italia alla Regione Abruzzo Lorenzo Sospiri -, quando il Governatore D’Alfonso ha sbloccato l’iter del progetto di realizzazione delle 5 vasche o bacini di laminazione, ossia le vasche di espansione, necessarie per permettere al fiume Pescara di esondare in occasione delle piene ventennali, trentennali e cinquantennali, un’opera oggi obbligatoria perché nel tempo molti Comuni che corrono lungo l’asta hanno cementificato le aree naturali di esondazione e tutti ricordiamo gli effetti su Pescara dell’alluvione del 2 dicembre 2013, quando è stato necessario evacuare l’intero quartiere di Villaggio Alcyone e l’acqua ha invaso la golena sud e quella nord».

Ora il progetto prevede la realizzazione di quelle vasche negli abitati di Rosciano e di Cepagatti perché, paradossalmente, sono stati i Comuni più virtuosi, ossia i soli due Comuni che hanno lasciato correttamente libero il territorio a ridosso del fiume.