PARCO GIOCHI DI POTERE

Parco Costa teatina, batosta del Ministero a D’Alfonso che voleva boicottare De Dominicis

L’unica riperimetrazione valida, ad oggi, è proprio quella del commissario

Redazione Pdn

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Parco Costa teatina, batosta del Ministero a D’Alfonso che voleva boicottare De Dominicis

De Dominicis

 ABRUZZO. Fermi tutti: l'unica perimetrazione giuridicamente legittima del Parco della Costa Teatina è quella presentata dal Commissario del Governo Giuseppe De Dominicis. Le modifiche apportate non possono essere validate.

La risposta del Ministero dell'Ambiente (firmata dal direttore Maria Carmela Giarratano) alla presidenza del Consiglio e per conoscenza al presidente della Regione Abruzzo lascia ben poco all’immaginazione ed appare una bocciatura del lavoro fatto dal governatore D’Alfonso insieme ai sindaci che da mesi contestano quanto elaborato dal commissario De Dominicis.

Come si ricorderà l’elaborato dell’ex presidente della Provincia di Pescara non aveva convinto alcuni sindaci che nei mesi scorsi hanno fatto fronte comune e chiesto l’intervento di D’Alfonso.

Da qui un taglia e cuci che ha di fatto delegittimato quanto realizzato dal commissario, nominato

(non senza polemiche) proprio per occuparsi della questione.

 

Il presidente D’Alfonso, ormai abituato ad occuparsi personalmente di decine e decine di questioni (a volte spodestando anche i titolari in materia) ha ascoltato le varie istanze e apportato alcune modifiche.

Critico in quella occasione anche il sottosegretario Mario Mazzocca che non si presentò nemmeno alla riunione romana con il ministro Galletti, D’Alfonso e i sindaci.

E gli emendamenti non sono piaciuti neppure agli ambientalisti che fin da subito hanno parlato di modifiche destinare a «svilire» il Parco.

Nella proposta modificata tra le altre cose erano previsti l'esclusione dei piani di lottizzazione dai divieti imposti nelle misure di salvaguardia e la possibilità di realizzazione di opere stradali da parte di Comuni e Anas. 

Ma il Ministro il 2 marzo scorso scrivendo al Governo Renzi ha spiegato che la delibera di giunta regionale 27 del 26 gennaio con le nuove proposte non può essere presa in considerazione.

In realtà il dicastero non è nemmeno entrato nel merito della questione ma ha ricordato semplicemente di non essere competente in quanto c’è un commissario ad acta. Insomma loro non sono più titolari del procedimento istitutivo del Parco e dunque non possono valutare le modifiche apportate né tanto meno validarle.

Per questo si chiarisce che «la proposta della Regione e la richiesta al Ministero di vagliarla non è in linea con la normativa vigente».

«ORA MATTARELLA FIRMI»

«Aveva ragione il sottosegretario con delega all'ambiente della Giunta Regionale Mario Mazzoca», fa notare Gianni Melilla, deputato di Sel.

Adesso, aggiunge Melilla, l’unica cosa da fare è aspettare il decreto del presidente della Repubblica per il decollo definitivo del Parco della Costa Teatina.

«I sindaci che non vogliono il Parco esprimono una posizione legittima ma contraria ad una legge in vigore che va rispettata da tutti. Un Parco nazionale é un bene dello Stato, ed é lo Stato, cioè il popolo italiano nel suo insieme, a decidere la sua perimetrazione», insiste Melilla.

Nei mesi scorsi sono stati ascoltati tutti i comuni, ognuno ha avanzato le sue proposte, il commissario del Governo Pino De Dominicis ha raccolto le proposte in una sintesi che secondo Sinistra Italiana non può essere bloccata sine die.

«Ognuno se ne faccia una ragione: c'è un limite inderogabile, il rispetto della legge», continua Melilla.

«I Parchi nazionali sono nazionali e non comunali o regionali. Ed è lo Stato, sentiti tutti gli enti locali, la Regione, le associazioni, i comitati, che decide. Non sono possibili veti e ricatti da parte di nessuno».

Melilla chiederà adesso  al Presidente della Repubblica di assolvere al suo dovere di ufficio firmando il decreto sulla base del lavoro del commissario di governo.

«Chi non ha titolo e potere non abusi delle sue funzioni, con interventi dilatori e boicottaggi speculativi: la pazienza è finita».

Alessandra Lotti                                    

 

PARCO COSTA TEATINA. MINISTERO CONTRO REGIONE