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Emergenza sisma nel Teramano: «documenti lasciati marcire per 6 anni»

Le contestazioni di Flavio Bartolini (Pd)

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Comune di Teramo

TERAMO. «I tentativi dell' assessore di buttare fumo negli occhi ai cittadini riguardo alla gestione del terremoto sono quanto meno deplorevoli».

Ne è convinto Flavio Bartolini del Partito Democratico che se la prende con l’amministrazione Brucchi che sarebbe responsabile di aver lasciato "marcire" i documenti prodotti dagli ignari cittadini per ben 6 anni.
«Le pratiche sono state "sballottate" da un ufficio ad un altro», denuncia Bartolini. «Affidate a dipendenti a tempo determinato senza nessuna qualifica o minima competenza per istruirle. Tutte le pratiche del sisma da quelle classificate di categoria A (quelle fino 10.000 euro) fino a quelle di tipo E potevano essere gestite completamente dal comune di Teramo, .....se si fosse creato subito un ufficio del terremoto con personale competente. Questa è la verità».
Per l' ufficio regionale per la ricostruzione, Teramo non aveva subito danni perché aveva ricevuto pochissimi dati sul terremoto in città.

«L' amministrazione non si è mai presentata alle riunioni organizzate all' ufficio per la ricostruzione regionale di Fossa», denuncia Bartolini.
L' ufficio per la ricostruzione del terremoto (UTR) di Montorio è stato allestito solo nel 2014 per venire incontro ai piccoli comuni della montagna che non erano stati in grado, per mancanza di personale specializzato, di completare le pratiche.

«Purtroppo tra questi c'è anche Teramo, la città capoluogo», contesta l’esponente del Partito Democratico. «Mandare le pratiche a Montorio , per di più incomplete è stato un chiaro segno di incapacità amministrativa o chiaro menefreghismo? Solo dopo il nostro ordine del giorno in consiglio si è di fatto allestito l' ufficio del terremoto a Teramo che ha istruito le pratiche di tipo A, cioè quelle con meno di 10 000 euro di danni e mandate le altre a Montorio. Pratiche che dovevano essere state mandate molti anni prima alle agenzie preposte funzionanti a l' Aquila (Fintecna Cineas eReluiss) Nel 2014 Teramo avrebbe dovuto da un pezzo dare una risposta ai cittadini. O si è aspettato volutamente le elezioni del 2014? Magari per scaricare le colpe al sindaco "entrante"?»