IL DELITTO

Pescara calcio; ucciso zio Mandragora, agente: «lasciatelo tranquillo»

Freddato martedì a Napoli in agguato, era molto legato a lui

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Pescara calcio; ucciso zio Mandragora, agente: «lasciatelo tranquillo»

PESCARA. I compagni di squadra, dirigenti e tifosi del Pescara si stringono a Rolando Mandragora, centrocampista biancazzurro, da alcune settimane proprietà della Juventus.

Martedì sera lo zio Manlio Barometro, vigile urbano, è stato ucciso con colpi di arma da fuoco mentre era in servizio a Napoli. Oggi pomeriggio è arrivato a Pescara il procuratore del calciatore diciottenne, Vincenzo Pisacane, e ha voluto incontrare la stampa.

«Il ragazzo è provato, gli è capitata una cosa terribile che nessuno si aspettava. Voglio solo che lui cerchi di stare, se così si può dire, tranquillo nel suo dolore. Sono venuto qui per chiedere di non strumentalizzare questo fatto. E' un ragazzo che deve provare a dimenticare quanto accaduto, anche se ovviamente non sarà semplice. Stiamo parlando di uno zio a cui era molto legato».

«Rolando - ha detto ancora Pisacane - è un ragazzo molto sensibile, vi chiedo di farlo stare il più tranquillo possibile. Su quanto accaduto non devo dire assolutamente nulla perché parliamo di un vigile urbano e di una persona che faceva parte delle forze dell'ordine, per questo escluderei qualsiasi tipo di sciocchezza uscita su alcuni siti. Parliamo di tutt'altro e saranno gli inquirenti a stabilire quello che è accaduto. Io in questo momento sono solo vicino alla famiglia Mandragora». L'agente ha poi fatto sapere di aver parlato anche con i dirigenti della Juventus: «Ho sentito tutti della società bianconera e devo dire che ci hanno mostrato grande vicinanza. Vogliono anche loro che il ragazzo stia tranquillo e che non ci siano strumentalizzazioni, perché tutto quello che è accaduto è già abbastanza forte e terribile».

Rolando Mandragora oggi si sta allenando regolarmente con i compagni di squadra al Poggio degli Ulivi di Marina di Città Sant'Angelo (Pescara).

SI INDAGA SULL’OMICIDIO

Intanto si indaga per cercare di capire cosa c'è dietro l'agguato. Il luogotenente prestava servizio all'Ufficio del Giudice di Pace, che ha sede nella Caserma Garibaldi, in via Foria.

É stato ucciso come un boss, crivellato di colpi, scrive l’agenzia Ansa.

L’uomo era fermo davanti ad una cremeria gestita da un parente in via Fratelli Grimm, al Rione Incis, poco prima delle 18 di martedì. Era certamente lui - secondo gli investigatori - il bersaglio dei killer che gli hanno esploso numerosi contro colpi di arma da fuoco, al torace ed all'addome, da distanza ravvicinata. L'agente della Polizia Municipale è stato subito soccorso da un'ambulanza del '118', che lo ha portato mentre era ancora vivo nell'ospedale evangelico 'Villa Betania'. Il vigile era in abiti civili.

Ieri era in ferie e non aveva con sè documenti. Un medico del Pronto Soccorso lo ha riconosciuto e, insieme con i colleghi, ha tentato a lungo di rianimarlo, ma è stato tutto inutile.

«Aveva perso moltissimo sangue», racconta il medico, «e non c' è stato niente da fare».

Barometro è morto quindi poco dopo il suo arrivo in ospedale. Il luogotenente prestava servizio all'Ufficio del Giudice di Pace, che ha sede nella Caserma Garibaldi, in via Foria. Era sposato, e padre di figli.

Ora la Squadra Mobile sta cercando di ricostruire la dinamica dell' agguato. Non è ancora accertato quanti siano stati i killer che abbiano agito. Gli investigatori indagano a 360 gradi, ma - secondo quanto scrive l’Ansa - una pista piu' seguita delle altre è quella di una qualche vicenda personale.