LA TELEFONATA

L’intercettazione D’Alfonso – Paolucci contestata in consiglio regionale

Pubblicata su Il Centro fa arrabbiare il presidente

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LUCIANO D'ALFONSO E SILVIO PAOLUCCI

D'Alfonso e Paolucci

ABRUZZO. E’ scoppiato mercoledì in aula il caso dopo la pubblicazione su Il Centro di una intercettazione tra il presidente Luciano D’Alfonso e l’assessore Silvio Paolucci (nessuno dei due indagati) nell’ambito di una inchiesta su La City.

Mentre la politica in aula si è interrogata sull’opportunità di pubblicare conversazioni telefoniche tra due politici non indagati, il presidente della Regione ha attaccato gli inquirenti (confermando stima alla pm Anna Rita Mantini) e in particolare «una persona» e «attività manipolate».

Il centro della vicenda è stato illustrato dal consigliere Paolo Gatti che si è domandato come fosse possibile che fossero intercettate due persone non indagate.

Ma cosa dicevano D’Alfonso e Paolucci al telefono?

«Fammiti leggere una cosa che mi devi fare i complimenti, eh», dice il presidente parlando della  decisione di bloccare l’operazione da 42 milioni di euro perché non c’era copertura finanziaria.

«Credo che tu non abbia mai avuto dubbi, ma non li devi davvero avere mai, ma non li devi manco avere quando percepisci che c’è una pescaresità di mezzo», continua D’Alfonso e Paolucci risponde: «Io proprio non la percepisco per niente».

E D’Alfonso ribatte: «Bravo, bravo... non la percepi’ ma... fai bene perché davvero sono libero». Poi, il presidente legge la delibera non approvata «poiché necessita di approfondimenti urbanistico ulteriori». Non sembra uno stop definitivo: l’operazione potrebbe anche ripartire. E continua: «Il tema ricorrente, nelle perplessità segnalate, concerne l’idoneità urbanistica del sito individuato con il cantiere di edificazione rispetto al cono d’ombra aeroportuale».

Tra i documenti citati da D’Alfonso come determinanti per la mancata approvazione c’è anche «la lettera di Pettinari». Il presidente poi parla di «una lettera pretesa da me con la quale abbiamo richiesto il parere della Prima Commissione Bilancio».

Ma quella commissione, ricorda la Mobile, non si è mai espressa. D’Alfonso, però, è sicuro: «Questa posizione... è cemento armato rispetto al disordine di condotta che ha avuto Sospiri su questo tema».

 

Ed in aula D’Alfonso ha detto: «A Sospiri dirò pubblicamente cosa penso del suo operato»  chiudendo il discorso