URBANISTICA

Edilizia bloccata dalla nuova legge sismica: «necessario slittamento»

Ma la proposta di Forza Italia non piace a Rifondazione Comunista

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Edilizia bloccata dalla nuova legge sismica: «necessario slittamento»

 

PESCARA, Ben 650 pratiche edilizie ancora bloccate da sette lunghi mesi al Genio Civile Provinciale per l’assenza delle professionalità necessarie e una nuova legge sismica regionale che dovrebbe entrare in vigore il prossimo 16 marzo, determinando l’ulteriore paralisi del settore.

  È questa la situazione sul territorio di Pescara, una situazione di stallo che peraltro causa anche danni economici non consentendo al Comune di incassare gli oneri concessori.

Forza Italia prende la situazione in mano e ieri mattina ha inviato una lettera al presidente della giunta regionale D’Alfonso chiedendo formalmente di far slittare l’entrata in vigore della nuova legge sismica al prossimo 30 settembre, nelle more del rinnovo della vecchia convenzione con l’Ordine degli Ingegneri per lo smaltimento delle pratiche arretrate e nelle more della messa a disposizione da parte di Abruzzo Engineering, delle indispensabili professionalità nei confronti del Genio Civile di Pescara.

Ad annunciarlo in Conferenza stampa sono stati stamane i Capigruppo di Forza Italia al Comune di Pescara Marcello Antonelli e alla Regione Abruzzo Lorenzo Sospiri.
«L’intero problema ruota attorno alla nuova legge sismica», denuncia il capogruppo Sospiri.

Lo scorso dicembre, in Consiglio regionale, Forza Italia aveva fatto notare al presidente D’Alfonso che era impossibile far entrare in vigore la nuova normativa senza prima chiudere tutto l’arretrato, che a Pescara si traduce in 650 pratiche ferme, ossia 650 opere bloccate, ovvero 650 ditte che non possono lavorare, 650 pratiche che, in teoria, determinano anche un gettito fiscale in entrate per gli oneri da incassare, e che invece sono ferme da mesi.

Nel dibattito in aula del 29 e 30 dicembre scorsi sul Regolamento edilizio, Forza Italia ha portato un emendamento chiedendo di far smaltire le pratiche vecchie allungando l’entrata in vigore della nuova legge, proprio perché si intuiva che le strutture interessate non erano predisposte a far fronte alle incombenze tecniche e amministrative derivanti dal rispetto delle nuove norme.

Il Governatore ha però rigettato la proposta, affermando che occorreva procedere subito subentrando nella gestione, anche in funzione del nuovo Piano Economico Finanziario il quale prevede che i diritti per l’analisi delle procedure siano a carico di Abruzzo Engineering, il quale, evidentemente, vale il blocco di tutta l’edilizia.

«In realtà si sta già creando un buco stratosferico perché non stiamo incassando gli oneri», denuncia Forza Italia, «e ora i rischi si fanno ancora più concreti».

Nell’ultima seduta del Consiglio regionale la proroga dell’entrata in vigore della nuova legge sismica è diventata di un altro mese, con scadenza 16 marzo, ma a oggi, si è arrivati ad un passo dall’esecutività della norma, e non è stata evasa alcuna delle 650 pratiche già accolte.

«Francamente», ha fatto notare Antonelli, «non si capisce come si possa far entrare in vigore una legge sismica nuova quando per sette mesi la Regione Abruzzo non ha fatto smaltire l’arretrato e non lo ha fatto perché ci vogliono tecnici che oggi non ci sono».

Le pratiche – ha spiegato il capogruppo Antonelli – sono inevase perché tutti gli interventi edilizi, di ristrutturazione o nuova costruzione, quindi tutto ciò che riguarda il comparto dell’edificazione, è sottoposto al vaglio. O meglio: «con la vecchia legge sismica, nelle zone a basso rischio sismico come Pescara, per realizzare un’opera era sufficiente depositare al Genio Civile la pratica, e il Genio doveva solo mettere un timbro di avvenuta ricezione, che poi andava unito a tutte le altre pratiche necessarie per il rilascio del titolo concessorio. La nuova legge sismica manteneva tale previsione, ma nel frattempo la Corte Costituzionale purtroppo ha cancellato questa parte, ossia non ha riconosciuto alle Regioni il diritto di legiferazione sulla materia, distinguendo tra zone ad alto rischio o basso rischio sismico, e dunque ora anche a Pescara è necessario un parere, ossia non basta più depositare la pratica, ma occorre un’autorizzazione sismica, che presuppone una valutazione del progetto da parte degli uffici che è sicuramente più importante».

Dinanzi a tale modifica tutti i cittadini e progettisti si sono affrettati a portare le proprie istanze, tanto che tra la fine del 2015 e l’inizio del 2016, in appena 2 mesi, è stato prodotto un volume di istanze pari a quello che normalmente viene ricevuto in dieci mesi.

In passato, per far fronte a tali impegni, il Genio Civile della Provincia di Pescara si è sempre convenzionato con l’Ordine degli Ingegneri che metteva a disposizione una decina di propri giovani tecnici, i quali smaltivano gli arretrati al costo di 35 euro per pratica oltre ai diritti istruttori, e così è sempre stato risolto il problema.

Negli ultimi anni però la convenzione non è stata più rinnovata.

«Quello che oggi chiediamo al Presidente D’Alfonso – hanno aggiunto i Capigruppo Sospiri e Antonelli – è di differire l’entrata in vigore della nuova legge regionale sismica al 30 settembre, nelle more del rinnovo della convenzione con l’Ordine degli Ingegneri per smaltire tutto il lavoro arretrato e nelle more della messa a disposizione da parte di Abruzzo Engineering delle adeguate professionalità al Genio civile di Pescara. Purtroppo la problematica è particolarmente accentuata su Pescara perché è l’unico territorio in cui ancora si muove qualcosa nel settore dell’edilizia che versa in profonda crisi».


«PROPOSTA INQUIETANTE»
«La proposta di Antonelli per rilanciare edilizia a Pescara a dir poco inquietante», commenta però Maurizio Acerbo (Rifondazione). «Spero che PD che con noi si oppose ad applicazione della legge regionale voluta da Pagano, Chiavaroli e Sospiri non si lasci convincere e bocci la proposta senza se e senza ma. Si tratta di ricetta vecchia e dimostratasi inefficace. Infatti in tutti i comuni in cui si e applicata la premialità del 50% la crisi edilizia rimane ma sono stati realizzati scempi. La norma infatti consente di derogare alle distanze dagli edifici ´previste dal PRG e ai limiti per quanto riguarda le altezze insieme agli aumenti di volumetria.
La conseguenza e che ci si puo ritrovare un palazzone attaccato alla finestra. Piuttosto andrebbe chiesto - e mi rivolgo in particolare ai compagni di Sel - che la Regione abrogasse la pessima legge edilizia di stile campano calabrese».