TIRATA D'ORECCHIE

Crollo palazzetto Introdacqua, il prefetto “bacchetta” il sindaco

Ordinata convocazione Consiglio comunale straordinario

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

218

Crollo palazzetto Introdacqua, il prefetto “bacchetta” il sindaco

Il palazzetto

 

La richiesta di convocazione del Consiglio comunale presentata dalla minoranza, per discutere sui fatti inerenti il crollo del palazzetto, è pienamente conforme a tutte le disposizioni normative ed al Testo Unico per l’ordinamento degli Enti Locali.

Lo assicura la Prefettura di L’Aquila che, a questo punto, fa chiarezza su chi ha ragione, ammonendo il sindaco, per il diniego, motivato - a suo dire - «carente di presupposti e non di competenza consiliare».

Con una diffida formalizzata nei confronti del Sindaco del Comune di Introdacqua, la Prefettura di L’Aquila dispone che, la richiesta avanzata dai consiglieri di minoranza, obbliga il sindaco a procedere alla convocazione dell’organo assembleare, per la  trattazione specifica delle questioni richieste.

La stessa consolidata giurisprudenza - evidenzia il Prefetto - prevede che il sindaco non possa effettuare una preventiva valutazione degli argomenti proposti, spettando ad esso soltanto la verifica formale, e che la richiesta provenga dal prescritto numero di soggetti legittimati, senza la possibilità di sindacarne l’oggetto.

Di fatto, come più volte affermato dalla minoranza, spetta al Consiglio comunale la discussione delle questioni riguardanti il crollo del palazzetto, ed il Sindaco non può negarla.

Inoltre, la stessa Prefettura «ordina con tempestività» la convocazione del Consiglio comunale, per la richiesta discussione legata al crollo del palazzetto, comunicando che se questo non dovesse avvenire, si provvederà d’ufficio, ai sensi del 5° comma dell’art. 39 del Testo Unico per l’ordinamento degli Enti locali.

«DAL SINDACO MOTIVAZIONI IMBARAZZANTI»

«A questo punto, fatta la dovuta chiarezza», commenta la minoranza, «sembrano veramente fuori luogo ed “imbarazzanti” le motivazioni utilizzate dal sindaco per cercare di negare il Consiglio comunale. Motivazioni palesemente legate ad incomprensibili presupposti - obiettivamente - insussistenti per il diniego ad una pubblica discussione per degli eventi, di una enorme gravità, di competenze del Consiglio quale organo di controllo politico-amministrativo.

Continua l’opposizione: «ancor più “imbarazzanti” - per non utilizzare altri termini - sono le dichiarazioni rilasciate alla stampa, indirizzate alla minoranza, accusata di richieste fuorilegge. Come più volte ripetuto, la richiesta di Consiglio, è finalizzata esclusivamente, a fare chiarezza sui fatti accaduti e, per accertare eventuali responsabilità per un accadimento così grave».

Proseguono i consiglieri di “Uniti per Introdacqua”: «non fa parte del nostro modo di concepire l’azione amministrativa, accusare ingiustamente, chi con coscienza fa il “proprio dovere di consigliere” e, ci saremo aspettati lo stesso dagli amministratori del nostro Comune».

IL CROLLO DOPO LA NEVICATA

La garanzia sul Palazzetto di Introdacqua è scaduta nel 2010, due anni prima del crollo. La costruzione della struttura è cominciata nel 1991 per essere portata a compimento quattro anni più tardi, nel 1995.

L’ultimo intervento di collaudo fu eseguito nel 2000. Il primo cittadino nei giorni scorsi ha spiegato che l’ex sindaco presentò «per eccesso di zelo» un esposto penale alla Procura della Repubblica di Sulmona ma in quella vicenda non ci furono feriti o persone coinvolte. Il crollo si verificò in concomitanza a una nevicata consistente per la quale fu riconosciuta la calamità naturale.