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Morto l’economista abruzzese Marcello De Cecco

Era nato nel 1939 a Lanciano

Redazione Pdn

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Morto l’economista abruzzese Marcello De Cecco

Marcello De Cecco

 

ABRUZZO. Si è spento nella notte nella sua casa romana Marcello De Cecco, economista, giornalista editorialista di molte testate. Era nato a Lanciano nel 1939.

Dopo le lauree in giurisprudenza all’università di Parma e in economia a Cambridge, ha proseguito gli studi a Bologna, Cambridge, Chicago e Londra. Ha successivamente insegnato in numerosi atenei (Norwich, Siena, Firenze, Roma) e, dal 2003 è stato professore ordinario di storia della finanza e della moneta alla Scuola normale di Pisa,  fuori ruolo dal novembre 2009; dal 2011 insegna economia e finanza dei paesi emergenti e European Economic Policies and History alla LUISS di Roma.

Ha collaborato con importanti istituzioni finanziarie e di ricerca, tra le quali si ricordano l’Ufficio ricerche storiche della Banca d’Italia, l’Ufficio studi del Fondo monetario internazionale, la Banca nazionale del Lavoro.

Le sue attività di ricerca riguardano problemi di teoria, politica e storia monetaria e finanziaria, nonché, più recentemente, problemi teorici e storici inerenti la genesi ed il funzionamento dei mercati.

Tra le opere: Saggi di politica monetaria, (1968); L’Italia e il sistema finanziario internazionale, 1919-1936 (1993); L’oro in Europa: monete, economia e politica nei nuovi scenari mondiali (1999) e La BNL dal dopoguerra agli anni Sessanta (2002); Gli anni dell'incertezza (2007); Ma cos'è questa crisi. L'Italia, l'Europa e la seconda globalizzazione (2007-2013.

«Mi colpisce con dolente fragore», ha detto il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, «la notizia della morte di Marcello De Cecco. La sua visione della finanza mondiale è stata tanto disincantata quanto cristallina: egli ha saputo analizzare col rigore del giurisprudente tutti i risvolti dei mercati internazionali. L’ho incontrato per l’ultima volta il 30 gennaio dell’anno scorso al teatro Circus di Pescara, dove avevo organizzato un convegno per celebrare la figura di un altro grande economista abruzzese: Federico Caffè. Ricordo che il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco – ospite speciale dell’evento – si mostrò entusiasta nell’apprendere che nel panel dei relatori sarebbe stato presente De Cecco».

«Marcello», ha concluso D’Alfonso, «è uno di quei figli dell’Abruzzo di cui tutti noi dobbiamo essere orgogliosi: per la sua intelligenza, per il suo esempio, per la sua dirittura morale. Pensammo a lui anche come candidato Presidente della Regione nel 2005 ma egli non volle scendere in politica poiché desiderava continuare a studiare e a dedicarsi alla formazione delle nuove generazioni. Sarà mia cura onorarne quanto prima la memoria con un incontro di eccellenze. Oggi ne piango la scomparsa e rivolgo alla sua famiglia le mie più sentite condoglianze».

«Ricordo con grande affetto l'ultima volta che l'ho incontrato nella sua casa di campagna in contrada Bardella, a San Vito», ha detto il sindaco di Lanciano, Mario Pupillo, «Come al solito, quel giorno è riuscito nell'impresa di coniugare nella stessa persona la finezza dell'intellettuale e studioso delle dinamiche economiche mondiali con la curiosità per le vicende quotidiane e popolari della sua amata Lanciano, la Città che gli ha dato i natali nel 1939. L'Amministrazione Comunale saprà rendere concreto e tangibile il ricordo di un grande Lancianese che ha dato lustro e prestigio internazionale alla nostra Città. Rivolgo ai familiari, anche pubblicamente, le più sentite condoglianze a nome della Città di Lanciano».