LA NOMINA

Asl L’Aquila, il neo dg Tordera: «giudicatemi su risultati»

Enza Blundo (M5S) presenta interrogazione a Lorenzin

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Asl L’Aquila, il neo dg  Tordera: «giudicatemi su risultati»

L’AQUILA. «Sono solo nominato, ci vorranno ancora un po' di giorni per essere operativo, ma la riforma Lorenzin sarà la prima cosa su cui mi confronterò e sulla quale ascolterò i sindaci e le esigenze del territorio».

Sono le prime parole del neo direttore generale della Asl provinciale dell'Aquila, Rinaldo Tordera, nominato dalla Giunta regionale nella riunione di ieri dopo settimane di polemiche sul territorio provinciale.

«Faccio quello che si deve fare per gestire un'azienda - spiega -. Sono tutti problemi che conosco perché non vivo all'altro mondo, ma per poterne parlare devo conoscere i dati veri. Valuterò reparto per reparto la situazione, ascoltando tutti, e poi, in autonomia, prenderò le mie decisioni, ma non senza prima avere analizzato dati a disposizione».

«Sono molto soddisfatto, spero di meritarmi la fiducia ricevuta» continua il neo manager che, sulla tempesta politica che ha preceduto la sua nomina chiarisce: «L'ho vissuta con la solita serenità e l'equidistanza che chi mi conosce sa che ho».

Il fatto che lo scontro politico avesse come sfondo le elezioni amministrative dell'Aquila del 2017 non lo tocca più di tanto: «Non credo, ma anche fosse è un problema che non mi interessa. Quello che voglio - assicura - è svolgere bene il mio ruolo a partire da oggi. Spero di essere giudicato da quello che farò da domani mattina, sarò pienamente coinvolto e appassionato».

«Mi diano tempo di fare qualcosa, sono convinto che apprezzeranno il mio lavoro. Io vedo sempre avanti non guardo ai duelli che ci sono stati».

Tordera annuncia che si dimetterà dagli incarichi che ricopre attualmente: «Lascio tutto, devo dare le dimissioni dall'Asm e da Sviluppo Italia Abruzzo, Devo vedere anche che cosa fare con la presidenza del Conservatorio, che comunque è un incarico non retribuito. Domani mi occuperò anche di questo».

Sull'ex direttore generale della Asl, Roberto Marzetti, pensionato consulente del presidente della Regione, Luciano D' Alfonso, che lo affiancherà nei primi tempi, sottolinea infine: «Marzetti è un professionista serio che conosco e stimo, sono contento che possa dare una mano e aiutare: non me, ma la sanità aquilana». Ma le polemiche non si placano. La senatrice del Movimento 5 Stelle, Enza Blundo, fa sapere che depositerà un'interrogazione in Commissione Sanita', per chiedere al Ministro Beatrice Lorenzin di verificare urgentemente se la procedura di conferimento dell'incarico da parte del Presidente D'Alfonso sia avvenuta in totale trasparenza e rispetto della normativa vigente

«Le competenze di Tordera in ambito medico - continua l'esponente penta stellata - sono francamente difficili da individuare e inoltre il suo nome non rientra tra quelli inseriti nel preposto albo regionale, ma addirittura in quello della Regione Lombardia. Tutti elementi che, oltre a quello di essere attualmente amministratore delegato della municipalizzata ASM fanno pensare a una nomina non solo politica, ma anche di natura prettamente finanziaria ed economica, considerati i suoi precedenti e molteplici incarichi, sicuramente poco ispirata da quella meritocrazia che dovrebbe invece essere unico requisito nelle nomine dei dirigenti pubblici».

E dopo la nomina di Tordera si è saputo pure che la sanità dell’Aquila sarà privato di un’altra importante eccellenza: il reparto di Radioterapia Oncologica che solo nel 2015 ha salvato ben 15.000 vite umane dal tumore. 
Arrabbiati gli attivisti del Movimento 5 Stelle aquilano dei meetup L’Aquila BeppeGrillo e Comitatus aquilanus Periferie Unite: «questi mestieranti senza scrupoli della più insana politica – dicono gli attivisti – dimostrano ancora una volta di voler prestare il fianco solo e unicamente agli interessi privati e di partito infischiandosene di qualsiasi aspetto di utilità sociale e umana. Diviene ormai ovvio l’obiettivo di questa insulsa classe politica, di voler creare un unico macro centro ospedaliero Pescara-Chieti, privando le altre cittadine abruzzesi anche di quei reparti più necessari così come sta accadendo a L’Aquila che del capoluogo di regione ormai a mala pena le rimane solo il nome». 

PIETRUCCI: «QUESTA NOMINA NON E’ UN BUON SEGNALE»

 «Ritengo che la forma di questa nomina, in modo in cui il presidente della Regione e il sindaco dell’Aquila l’hanno confezionata, non sia un buon segnale», commenta invece il consigliere regionale del Pd, Pierpaolo Pietrucci che avrebbe preferito la candidatura di un medico donna, «per i doveri di trasparenza che la politica deve ai cittadini, per la necessità di condivisione delle scelte con le comunità locali e i suoi rappresentanti istituzionali, a cominciare dal gran numero di sindaci che ha sostenuto la mia battaglia, per il rispetto che si sarebbe dovuto ai professionisti, faccio riferimento ai medici e a tutti gli operatori sanitari, che sono la fortuna della Asl 1. Fare una deroga per scavalcare quel gran numero di idonei, significa dichiararli non validi. O forse non sufficientemente fidati. A che è servito, poi, aspettare l'ultimo minuto utile per una scelta che era evidentemente decisa, molto ai limiti, da tempo? La riforma regionale incombe, e si è perso del tempo prezioso».