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Pescaraporto, anche l’allarme del Genio Civile resta inascoltato

Il Comune non risponde ai dubbi dei 5 Stelle

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Pescaraporto, anche l’allarme del Genio Civile resta inascoltato

PESCARA. Il Genio Civile regionale - interpellato dal M5S sulla questione Pescaraporto e cementificazione della riviera sud  chiede urgenti verifiche di regolarita’ delle carte al Comune di Pescara.

 Dunque l’allarme lanciato dal Movimento 5 Stelle ha trovato riscontro in una nota che il Genio Civile regionale ha inviato al Comune di Pescara per chiedere chiarimenti sulla realizzazione dei fabbricati della Pescaraporto all’interno del PP2, in un’area destinata dal piano urbanistico comunale a verde pubblico e per di più a rischio idraulico molto elevato.

Dopo una segnalazione del M5s di Pescara, il Genio Civile Regionale, il 18 Gennaio 2016, invia al Comune di Pescara una nota ufficiale che riguarda il cantiere della Pescaraporto s.r.l., dei costruttori Milia e Mammarella, per avere urgenti chiarimenti sui permessi rilasciati e sulle procedure seguite per consentire, proprio in questi giorni, la costruzione di 3 palazzi che stanno prendendo corpo sulla riviera sud di Pescara, in prima fila sul mare. Da quel 18 Gennaio sono trascorsi più di 40 giorni ed il Comune continua a non rispondere.

«Questo il centro di un’interrogazione urgente, discussa nell’ultimo Consiglio comunale» commenta la Consigliera 5 stelle Erika Alessandrini «con cui il M5s pretende una giustificazione valida a tutto l’inspiegabile ritardo con cui il Comune nega una risposta al Genio Civile regionale. Dopo un mese di ritardo per avere un riscontro al nostro documento approvato in Consiglio, il Comune di Pescara resta in un nuovo enorme silenzio di 40 giorni rispetto ai solleciti di un importante organo regionale, preoccupato, quanto noi, della pubblica e privata incolumità dei cittadini pescaresi».

COSA CHIEDE IL GENIO CIVILE 

Il Genio Civile, infatti, nel rispondere alla sollecitazione di verifica del M5s, afferma che tutte le valutazioni fatte in passato, che portarono ad un parere non favorevole per il Piano Particolareggiato 2 (PP2) sono «confermate e rafforzate anche dalle sopravvenute elaborazioni specifiche effettuate dall’Autorità di Bacino della regione Abruzzo» tanto che, lo scorso anno, proprio la Regione Abruzzo del presidente D’Alfonso aveva ordinato la sospensione, ai fini della tutela della pubblica incolumità, di tutte le attività di trasformazione urbanistica ed edilizia in tutte le aree ad elevato rischio di esondazione, come quella del cantiere di Milia e Mammarella.

«Proprio tale situazione di potenziale pericolo ed il recente avvio delle attività di costruzione da parte della Pescaraporto s.r.l., all’interno delle aree PP2» - continua il Genio Civile - «hanno indotto lo scrivente Servizio a richiedere con nota RA/10309 del 18.01.2016, al Comune di Pescara e all’Autorità di Bacino, di verificare la regolarità e la compatibilità idraulica delle suddette attività, nonché di accertare la completezza e la validità delle procedure e dei titoli autorizzativi rilasciati, anche in ordine alle effettive condizioni di rischio idraulico e ai prioritari requisiti di cautela e di tutela della pubblica e privata incolumità. Tale richiesta risulta ancora oggi senza esito».

 «Quanto scritto dal Genio civile» continua la consigliera Alessandrini «ricalca esattamente le preoccupazioni che il M5s ha sollevato più volte sia in Consiglio che in altre sedi. Assistiamo increduli però all’immobilismo di un Comune che, dopo aver appoggiato nelle vicende legali la ditta Pescraporto s.r.l., adesso addirittura nega le dovute risposte ad un Ente che chiede chiarimenti importantissimi circa le procedure ed i permessi rilasci a causa di effettivi rischi per l’incolumità dei cittadini pescaresi. Ritardi che ormai, visto quanto velocemente sta procedendo il cantiere,  potremmo quasi cominciare a considerare sospetti».

 L’interrogazione non ha avuto una risposta immediata in aula e, in base al regolamento, entro giovedì 3 marzo, il Comune è tenuto a rispondere al M5s.

«Non smetteremo di andare a fondo in questa nebulosa questione» conclude la pentastellata Alessandrini «perché se è vero che la legge è uguale per tutti e che il diritto a costruire deve rispettare le regole del piano regolatore, non possiamo accettare che venga calpestato l’interesse pubblico di tutti i pescaresi per il tornaconto economico di pochi che costruiscono residenze ed uffici al posto di un parco».

«FERMARE CANTIERE»

«Il Comune dovrebbe sospendere permesso, intervenga Procura», chiede invece Maurizio Acerbo (Rifondazione).

«Un permesso illegittimo che era stato annullato dal TAR è stato resuscitato da un emendamento porcata infilato da governo PD-NCD nella legge di stabilità 2015. Nessun parlamentare che ha votato la norma l'ha difesa. I cittadini sono stati avvisati dopo mesi dal sottoscritto e a quel punto la relatrice del provvedimento, ora sottosegretaria, Federica Chiavaroli ha incredibilmente dichiarato di non saperne nulla.

Dunque non si sa come il governo ha sbloccato questa cementificazione sul lato mare della riviera sud.

Ad aggravare la situazione c'è il comportamento dell'amministrazione comunale di Pescara che si è costituita al Consiglio di Stato a favore del permesso rilasciato durante precedente Giunta alla società delle famiglie Milia e Mammarella. Poi ha consentito che partissero i lavori - cosa giustamente denunciata dalla consigliera Erika Alessandrini del M5S - nonostante vi sia in tutto quel piano particolareggiato un provvedimento di sospensione di tutti gli interventi edilizi derivanti dalla questione del rischio alluvionale.

Mentre gli altri privati son tutti fermi, questi amici degli amici vanno avanti come se nulla fosse.

La risposta del Genio Civile alla richiesta del M5S aggiunge ulteriori ombre su una vicenda che vede silente non solo il centrosinistra ma anche l'opposizione di centrodestra».

Nota Genio Civile Regionale