CONSECUTIO DIABOLICA

Nuovo porto, dopo gli appalti si cerca tecnico per commissionare studio

Costo da 83mila euro. Dopo il pasticcio…. ancora pasticci

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Nuovo porto, dopo gli appalti si cerca tecnico per commissionare studio

PESCARA. L’iter è già avviato, pure gli appalti sono stati già assegnati tra mille polemiche ma ora il Comune di Pescara pubblica un avviso per ricercare un professionista che dovrà redigere uno studio tecnico.

L’iter per la creazione del nuovo porto di Pescara (che dovrebbe risolvere tutti gli obbrobri creati dalla progettazione che fu) non eccelle nella consecutio e così ci si ritrova a commissionare studi che forse andavano fatti molto tempo fa.

Ne dà notizia oggi il Forum H2o che spiega che il primo marzo con scadenza il 5 marzo, un avviso per la ricerca di consulenti al fine di elaborare nuovi studi necessari per l'iter del nuovo Piano Regolatore Portuale. Il valore del bando è di 83.635,55 euro

Gli studi richiesti riguardano gli aspetti del trasporto solido e del rischio alluvioni e riempiono ben due pagine del bando (al punto 2.2.).

 «Il redigendo (da 2006!) nuovo Piano regolatore Portuale si conferma un pozzo senza fondo di...fondi pubblici», dice il Forum, «inoltre il Provveditorato alle Opere Pubbliche ha già appaltato i lavori per il taglio della diga foranea e la barriera soffolta nelle forme previste dal redigendo Piano Regolatore e in difformità con quello vigente. Inoltre i due appalti sono partiti addirittura prima dell'espletamento delle procedure di Valutazione di Impatto Ambientale».

In realtà solo la denuncia delle associazioni ha fatto emergere questi fatti gravissimi con cui il Provveditorato, nel silenzio del Comune di Pescara, voleva mettere tutti davanti al fatto compiuto «con conseguenze potenzialmente surreali, visto che la nuova configurazione promossa dal Provveditorato comporterebbe la chiusura per diversi giorni del porto in determinate condizioni di mare».

«Basta leggere il lungo elenco di studi previsti da questo bando», si legge in una nota del Forum, «per avere conferma delle gravissime e inaccettabili illegittimità procedurali che stanno connotando l'iter del faraonico nuovo Piano regolatore portuale nonché dei limiti della progettualità messa in campo. Ormai si può parlare per questo progetto di vero e proprio accanimento terapeutico.

 Riteniamo più sensato, invece di continuare a spendere denaro su un progetto errato e faraonico, ripartire promuovendo un tavolo di lavoro ampio e partecipato per mettere in piedi in poco tempo un progetto di Porto più consono alla città e alle sue reali potenzialità».

«Del nuovo Piano regolatore portuale», dice il capogruppo Lorenzo Sospiri (Fi), «continuiamo a non vedere traccia, ma in compenso dal Comune di Pescara continuano a piovere incarichi per la redazione di uno strumento urbanistico-fantasma, bloccato dal Consiglio Superiore dei lavori pubblici. Dopo i 23mila euro andati a luglio scorso alla Società D.H.I. di Torino per la realizzazione di una Relazione idraulica, ecco arrivato un nuovo avviso per un incarico da 83mila 635 euro, sempre per l’approfondimento dello studio idraulico già prodotto, peraltro un avviso-lampo visto che il bando pubblicato il primo marzo scade il 5 marzo, appena 4 giorni per consentire a qualunque professionista di venire a conoscenza dell’avviso, prenderne visione, compilare i moduli e rinviarli al Comune. Ora, sollevando peraltro dubbi sulla piena legittimità del bando-flash, chiediamo di interrompere quest’ennesima procedura-farsa per poter visionare le carte e capire cosa sta accadendo al Piano regolatore portuale, assodato che, come finalmente ammesso nella determina dirigenziale del Comune, grazie alle presuntuose ‘asinerie’ del Presidente D’Alfonso, abbiamo già perso il 10 per cento del finanziamento ministeriale non avendo affidato i lavori entro lo scorso 31 dicembre; e ora se la procedura non sarà completata entro giugno, come facilmente prevedibile, perderemo il 50 per cento della somma, e il nostro porto perderà l’ultimo treno per il suo sviluppo, oltre a ripercuotersi pesantemente sulla qualità del nostro mare, non balneabile anche per la stagione 2016».

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