CONTRIBUTI ELETTORALI

Gruppo Di Zio: dal 2005 al 2009 quasi 1 milione di euro ai politici

Ecco l’elenco completo dei contributi elettorali regolari

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Gruppo Di Zio: dal 2005 al 2009 quasi 1 milione di euro ai politici

Il consuntivo

 

ABRUZZO. Quattro anni, poco meno di un milione di euro. A tanto ammonta l’investimento che la famiglia Di Zio ha voluto dedicare alla crescita e lo sviluppo della politica locale, attraverso le proprie società, tutte occupate nel settore dei rifiuti.

Per la precisione dal 2005 al 2009 sono stati versati a partiti, candidati, politici, amministratori 992.000 euro. Si tratta di contributi elettorali assolutamente in regola, in chiaro, dichiarati e  certificati ma che sono stati raggruppati e censiti grazie ad una consulenza della procura di Pescara ed i cui dati sono dentro la maxi inchiesta denominata “Re Mida” o “Rifiutopoli” conclusasi con una delle non rare assoluzioni di massa.

Qui le accuse ed il processo non c’entrano (anche se secondo la procura alcuni di quei versamenti avrebbero contribuito ad “ammorbidire” qualche percettore) mentre appare rilevante o di qualche interesse avere una panoramica dettagliata di tutte le correnti ed i partiti che in qualche modo sono venuti in contatto con la Deco o le altre aziende del gruppo Di Zio.

Come ha chiarito al processo Alessandro Di Francesco, uno dei manager di fiducia della famiglia di imprenditori e monopolisti, «la logica del gruppo era quella di finanziare tutti i partiti», una scelta che di sicuro non brilla se la si guarda con la lente dell’ideologia, mentre eccelle sotto quella dell’ecumenismo perché davvero venivano finanziati tutti i partiti, persino qualche spicciolo a Rifondazione Comunista (ai tempi in cui era al governo con l’allora Margherita o Pd o comunque con D’Alfonso). Proprio Rifondazione, specie  con Maurizio Acerbo e Marco Fars, è stata l’unica forza politica che ancora oggi sembra avere una parvenza di “spirito critico” nei confronti di un monopolio acclarato e favorito magari lecitamente se lo si guarda attraverso le pagine della sentenza scritta a Pescara, un po’ meno se lo si guarda attraverso le altrettante pagine di una sentenza scritta a Teramo.

Le ragioni ufficiali e nobili per cui un grande gruppo è spinto a finanziare tutta la politica possono essere varie e vanno dalla filantropia, alla ricerca di benevolenza verso il territorio oppure a  semplici strategie di marketing applicate in tutto il mondo.

Di certo i contributi non si sono fermati  al 2009 ma sono proseguiti anche in tutte le tornate elettorali successive e spostandosi anche su un piano nazionale tanto che Valentina Di Zio, la figlia di Rodolfo che ne ha raccolto il testimone, ha partecipato alla cena del Pd organizzata da Matteo Renzi nel 2014 finanziando il premier e quel partito.

Negli ultimi anni, poi, c’è stato un salto dal contributo elettorale alla sponsorizzazione istituzionale di manifestazioni culturali come nel caso del pregevole festival del giornalismo di Pescara ideato, finanziato e voluto proprio dal gruppo Deco.

Il documento che pubblichiamo è interessante anche perché la legge italiana (purtroppo) non prevede l’esistenza e l’obbligatorietà di pubblicazione di simili documenti che raggruppino per singola impresa/imprenditore tutti i finanziamenti a partiti e fondazioni elargiti, mentre è previsto che ogni singolo candidato dichiari da chi sia stato finanziato (ma quei documenti molto spesso rimangono comunque segreti).

Risulta impossibile o oltremodo difficoltoso sapere invece un imprenditore quanto ha investito in contributi elettorali e chi ha scelto.

L’unica pecca è che la fotografia scattata dalla corposa consulenza che ha analizzato i conti correnti delle società abbraccia un arco di tempo limitato e ormai datato, visto che si ferma a sette anni fa ma pur sempre attuale sia perché ci consente di apprezzare meglio la storia recente e sia perché moltissimi dei politici citati sono ancora in campo.

E proprio mentre pubblichiamo, l’attuale consiglio regionale è chiamato a decidere come impostare il nuovo piano regionale dei rifiuti e dunque quanto spazio lasciare al privato e che ruolo fargli giocare.

 

RIFONDAZIONE: «NON RICEVIAMO CONTRIBUTI ELETTORALI»

Cari amici di Pdn, vi ringrazio per aver dato atto nel vostro servizio del fatto che Rifondazione Comunista è l'unico partito che ha tenuto nel corso degli anni una linea di assoluta autonomia e denuncia rispetto alla DECO e di critica aperta alla subalternità della politica nei confronti di questa potente impresa e del suo monopolio.

E’ un pochino ingeneroso definire la nostra solo una “parvenza” vista la continua battaglia che credo sia riscontrabile in anni e anni di comunicati, dossier, manifestazioni, interrogazioni, emendamenti, mozioni, ecc.

Lo testimonia anche il nostro dossier di questi giorni sulle manovre che temiamo siano dietro alla sospensione della VAS sul Piano Regionale di gestione dei rifiuti. Ricordiamo che se in Abruzzo non c’è l’inceneritore lo si deve in primo luogo alla coerente battaglia condotta da Rifondazione Comunista. Infatti fummo noi a organizzare protesta e a stopparlo quando si tentò di farlo ad Alanno. Soprattutto fummo noi a proporre e imporre una norma nel Piano Regionale che ha impedito di realizzarlo in seguito. Siamo stati noi a stoppare ogni tentativo di modificarla finchè siamo stati in Consiglio. Le stesse intercettazioni dell’inchiesta Rifiutopoli hanno evidenziato che per Di Zio nei suoi colloqui con i politici quella soglia media regionale di raccolta differenziata del 40% costituiva un duplice ostacolo alla realizzazione dell’agognato inceneritore. L’imprenditore spiegava ai suoi interlocutori che non solo il mancato raggiungimento di quella soglia impediva di procedere ma che una volta superata quella soglia diventava difficile alimentare in maniera economicamente redditizia l’inceneritore. Insomma siamo stati per anni la più coerente opposizione allo strapotere Deco in Abruzzo.

Ritengo molto utile la pubblicazione dei contributi elettorali di Di Zio e sono curioso di vedere anche quelli delle più recenti competizioni.

Tengo a precisare che quelli che abbiamo ricevuto non erano contributi elettorali. Le cifre per altro non consistenti rispetto a quelle ricevute dai partiti del centrosinistra e centrodestra per cui veniamo citati nel vostro encomiabile lavoro di informazione non sono relativi a contributi elettorali ma alle sponsorizzazioni che chiedevamo cittadini e imprese in occasione delle nostre feste di Liberazione come da tradizione dei comunisti. Trattandosi di manifestazioni con fruizione gratuita di spettacoli musicali, teatrali e cinematografici come accade per le sagre e le feste popolari facciamo la raccolta delle sponsorizzazioni tra le imprese che operano sul territorio come tra i cittadini con le lotterie.

Non siamo soliti invece chiedere contributi per spese  elettorali in quanto possono creare rapporti di dipendenza anche solo psicologica tra il partito e operatori economici né i nostri compagni candidati chiedono o ricevono sponsorizzazioni per la campagna elettorale.

Alla nostra indipendenza teniamo almeno quanto alla nostra coerenza.

 

Marco Fars, segretario Regionale

 

DECO CONTRIBUTI ELETTORALI 2005-2009