BANCHE E DEBITI

Nuove regole per i mutui: pignoramenti più facili per chi non paga

Diritto eccedenza su vendita case. Ira consumatori, è 'esproprio'

Redazione Pdn

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Nuove regole per i mutui: pignoramenti più facili per chi non paga

MInistro Padoan

 

 

ROMA. L'Imu-Tasi non c'è più ma tutto quello che ruota attorno alla casa resta sempre un tema incandescente nel dibattito politico ed economico.

Ad accendere la polemica sono le nuove regole sui mutui previste dalla direttiva Ue, recepite dal governo e all'esame del Parlamento che, secondo associazioni dei consumatori e il M5s (ma non solo) darebbero più potere alle banche a scapito dei consumatori in caso di mancati o ritardati pagamenti.

Accusa respinta dal ministero dell'Economia che, in serata, sottolinea come il governo aveva il dovere di recepire la direttiva Ue sui mutui ma nel farlo ha scelto la soluzione più attenta alla tutela del consumatore-debitore, inserendo il diritto a vedersi riconosciuta l'eventuale eccedenza (rispetto al debito non rimborsato alla banca) dalla vendita dell'immobile.

Una misura non scontata e frutto della necessità, sottolineata anche dai tecnici del Senato nella loro relazione, di porre rimedio al potenziale «squilibrio tra le parti» nella stipula dei mutui e «rispetto della par condicio tra creditori».

 Per i tecnici la norma è «compatibile con la Costituzione e anche con il codice civile».

Dunque basteranno sette rate non pagate per passare alla fase dei pignoramenti.

Il Governo, poi, vuole cancellare l'art. 2744 del codice civile, che vieta il cosiddetto "patto commissorio" e cioè il patto col quale si conviene che, in mancanza del pagamento del credito nel termine fissato, la proprietà della cosa ipotecata o data in pegno passi direttamente al creditore che può venderla, soddisfarsi con il prezzo di vendita e restituire l'eccedenza di prezzo al debitore.

Un meccanismo che si presta a molte aberrazioni come quella di possibili azioni volte ad arricchire chi detiene il potere decisiorio, oppure la svalutazione del patrimonio immobiliare o ancora la risoluzione veloce delle sofferenze scaricando la maggior parte del peso sui debitori.

 

 Ma la sola valutazione da parte di un terzo del valore della casa (di norma venduta a prezzo inferiore a quello di mercato con le procedure di recupero crediti) potrebbe sì avvantaggiare il debitore che con il trasferimento estingue il debito ma potrebbe anche non essere sufficiente a riequilibrare le parti.

E se la 'regola' delle sette rate in ritardo esiste già (prevista dal testo Unico Bancario) quello che viene meno è il ricorso alle lunghe procedure esecutive giudiziarie, seppure deve essere previsto da una condizione esplicita nel contratto. Certo la norma vale solo per quelli nuovi ma quindi anche per le surroghe che rappresentano ora una buona fetta dei finanziamenti. Tutto nasce dall'obiettivo generale dell'Ue, che si è già dimostrato anche nella direttiva sulle fatture della P.a., di dare tempi certi ai pagamenti.

Una norma quindi non 'tagliata' per l'Italia e il problema delle sue sofferenze bancarie. Non a caso dal settore del credito, accusato più o meno scopertamente dalle opposizioni di aver voluto la norma, non arrivano commenti ufficiali. Molti osservatori del settore fanno notare comunque come le banche, specie in questa fase, non sono interessate a farsi carico di immobili dal valore deprezzato e ci pensano bene prima di considerare sofferenze i mutui in ritardo.

 La grande massa delle sofferenze è infatti dovuta alla crisi che ha colpito le costruzioni e il manifatturiero mentre le famiglie hanno tassi minori di insolvenza. Non giova a nessuno insomma una ondata di sfratti e pignoramenti, prova ne sono le moratorie a favore dei soggetti più deboli (di cui hanno usufruito in 3 anni oltre 30mila famiglie). «Mettere a rischio le case degli italiani è una follia! Riportiamo i partiti sulla terra» attaccano frontalmente i Cinque Stelle Luigi Di Maio e Carla Ruocco. E se Il Codacons parla di 'esproprio di Stato' preannunciando un esposto, Adusbef e Federconsumatori parla di 'norma buttafuori' per conto dei banchieri.