INQUINAMENTO

Montesilvano, allarme salmonella nel fiume Saline

Il Comune ha emesso per ora due ordinanze

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Montesilvano spiaggia

MONTESILVANO. L’amministrazione Maragno spieghi quali azioni ha intrapreso per la salubrità delle acque del Saline e quale direzione vuole intraprendere.

La richiesta arriva da i consiglieri di Abruzzo Civico-Montesilvano Democratica, Lino Ruggero e Paolo Rossi.

Finora il sindaco ha provveduto così come proposto dal Dipartimento di prevenzione della Ausl ad emettere solo due ordinanze, dopo i dati allarmanti di salmonella risultati nel fiume.

Il primo prelievo è stato svolto un anno fa esattamente, il 10 febbraio 2015, un secondo l’11 giugno 2015, ancora un altro a settembre in prossimità del depuratore e un altro il 4 novembre 2015, tutti eseguiti dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise in punti diversi del fiume.

In tutti e quattro i casi si sono evinti tracce di diversi ceppi batterici di salmonella.

L’Ausl di Pescara, in alcune note inviate al Comune, (in una del 10 settembre 2015) è stata molto diretta nei confronti del sindaco Maragno dicendo: “il ceppo di Salmonella persiste ancora nelle acque del fiume Saline non essendo stato messo in atto da parte di codesta Amministrazione alcun intervento per migliorare la qualità delle acque… e che sarebbe opportuno concordare con l’Aca, attuale gestore del depuratore ed esperti competenti per le acque, tutte le strategie ed azioni necessarie”.

In un’ultima missiva del 19 dicembre 2015, indirizzata al sindaco, il Dipartimento di prevenzione dell’Ausl dice che nel corso di un sopralluogo effettuato congiuntamente ad un dipendente dell’Arta, presso il depuratore del Comune di Montesilvano tre giorni prima, si è constatato il non funzionamento della linea B di trattamento con conseguente versamento dei reflui sull’altra linea denominata A”.

Sempre il Dipartimento dice: “il conseguente aumento della portata ha comportato un non adeguato trattamento degli scarichi provenienti dal bacino da servire”.

Inoltre segnala guasti e denuncia il “consistente deposito dei fanghi che impedisce la capacità autodepurativa del ricettore finale”.

Nei confronti del sindaco il Dipartimento invita “il sindaco Maragno ad imporre l’immediato ripristino della linea B e la ripazione di quella A oltre a predisporre che proprio personale tecnico verifichi periodicamente la gestione e il corretto uso del depuratore”.

L’Autorità Sanitaria dice che la responsabilità della contaminazione fecale del fiume con elevata presenza di salmonella, di vari ceppi, sia dovuto al parziale funzionamento del depuratore.

«Davanti a questi documenti non ci sono più scuse», denunciano Ruggero e Rossi, «il sindaco Maragno pur avendo ricevuto direttive precise non ha mosso un dito oltre alle ordinanze, rimanendo inerme su una situazione che sta mettendo a rischio quotidianamente la salute pubblica di tutti i cittadini. A questo punto, vista la gravità della situazione si richiede al sindaco un controllo urgente delle acque del mare dato che il depuratore non funziona e i prelievi del fiume sono stati effettuati in punti vicini alla foce».

I due consiglieri chiedono che i cittadini sappiamo la verità e che Maragno «la smetta di giocare con la nostra salute. Sta arrivando la terza estate del suo mandato e nonostante la salmonella il sindaco non ha mai chiesto prelievi sul nostro mare, non sono più sufficienti analisi solo sul fiume vogliamo sapere se i nostri figli possono farsi il bagno sia all’altezza dei Grandi alberghi, sia nei punti storicamente più critici come Fosso Vallicella e Fosso Mazzocco».