POSIZIONI INSOSTENIBILI

Incarichi in Comune, la Corte dei Conti condanna l’ex sindaco (avvocato) Mascia

Guai per la nomina di Barbara Briolini

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Luigi Albore Mascia

Luigi Albore Mascia

 

PESCARA. L’ex sindaco di Pescara, Luigi Albore Mascia, è stato condannato dalla Corte dei Conti a versare alle casse del Comune di Pescara, della Provincia, della Camera di Commercio e del Coni 15 mila euro.

L’ex amministratore cittadino, difeso dall’avvocato Tommaso Marchese, era stato citato in giudizio dalla Procura regionale in qualità di Presidente del Comitato promotore ed organizzatore di “Pescara Città dello Sport”. La Procura aveva chiesto per lui una condanna a 36 mila euro.

L'indagine erariale è iniziata a seguito di una segnalazione su presunte irregolarità relative alle spese sostenute dal Comitato Promotore in occasione dell’apertura delle candidature di “Città Europea dello Sport” per l’anno 2012 e in particolare per la consulenza affidata a Barbara Briolini, caso che costò a Mascia anche un avviso di garanzia per abuso d’ufficio. Poi in quel caso l’inchiesta venne archiviata.

Ma come spesso accade giustizia contabile e penale non camminano di pari passo e, almeno in primo grado, questa vicenda vede l’ex amministratore cittadino soccombere.

LA SCELTA… POSTDATATA

Dal verbale dell’assemblea del 5 agosto 2010 risultava che Mascia, in qualità di Presidente dell’Assemblea del Comitato, rilevata «la particolare complessità del percorso istituzionale» aveva proposto di individuare una professionalità da inquadrare con contratto di collaborazione a progetto.

Contestualmente indicò anche un nominativo: Barbara Briolini vista, disse l’allora sindaco, «l’esperienza da quest'ultima acquisita con la collaborazione svolta per il Comitato organizzatore dei Giochi del Mediterraneo».
Ma prima di quella seduta, in realtà, era stato già stipulato un contratto di conferimento dell’ incarico professionale proprio a Briolini per un corrispettivo di 30.000 euro.

In mano alla Procura generale è emersa subito l’incongruenza e contraddittorietà del contratto concluso con la  professionista ben prima di quanto si volesse far risultare, poiché redatto il 26 maggio 2010 ma datato 8 agosto 2010.

LA COLPA GRAVE

 Secondo il vice procuratore Leoni, l'ex sindaco doveva rispondere di "colpa grave" in quanto non avrebbe svolto alcuna attività «volta a verificare l'effettiva disponibilità delle risorse umane già in rapporto di dipendenza, e di conseguente retribuzione, con gli enti pubblici partecipanti al Comitato, che potevano assolvere ai compiti che invece sono stati attribuiti alla consulente esterna, con oneri ulteriori a carico delle finanze pubbliche».

Situazione confermata anche dalla relazione del Direttore del Dipartimento tecnico Tommaso Vespasiano che dava atto dell’assenza di una previa verifica della disponibilità delle risorse interne, «per essere il Comitato un organismo autonomo».

LE RAGIONI DI URGENZA

Il sindaco ha chiesto di essere sentito e ha così raccontato che il contratto era stato stipulato «per ragioni di urgenza» nel maggio 2010 e approvato formalmente il successivo 6 agosto. Mascia, avvocato di professione, ha negato anche che l’incarico fosse soggetto all’obbligo della concorsualità, poiché il Comitato «aveva natura privata e l’attività non era economica».

Ha pure respinto l’esistenza della colpa grave, poiché la sua condotta era stata suffragata dal parere favorevole del Direttore generale e della Responsabile delle Attività connesse all’organizzazione di eventi sportivi di rilevanza e promozione per la Città di Pescara.

COMITATO DI NATURA PUBBLICA

Ma secondo i giudici non vi sono dubbi che  il Comitato promotore avesse natura pubblica «in primo luogo per l’origine delle risorse impiegate», si legge nella sentenza.
E si insiste: «la finalità dell'ente era prettamente pubblicistica, essendo volta alla promozione della città ed all'ottenimento della candidatura di “Città europea dello sport”. Al riguardo, nessuna rilevanza hanno le affermazioni circa la natura privatistica dell'ente da parte della segretaria dott.ssa Panzone, né la circostanza, meramente eventuale e che non risulta essersi verificata, dell'astratta possibilità di ingresso dei soci privati. Risulta al contrario che l'ente è stato costituito con delibera di Giunta comunale del 21 aprile 2010».
I giudici ricordano anche che la giurisprudenza contabile «è approdata alla convinzione che in materia societaria occorre valutare la finalità della costituzione dell'ente cosicchè se esso svolge finalità pubbliche e si atteggia a longa manus dell'ente pubblico si è in presenza di un modulo organizzativo della P.A».

«MASCIA HA DECISO DA SOLO»
Ma i giudici hanno rilevato anche che Mascia «ha agito prima della decisione del Comitato» e che «prima ancora di disporre dei fondi», lui, da solo, «peraltro in carenza di potere» aveva già impegnato l'ente per la metà dei fondi resisi successivamente disponibili ( 30.000,00 oltre oneri a fronte dei futuri  60.000,00 messi a disposizione, soltanto nella seduta del 5 agosto 2010, dal Comune di Pescara)».

Sempre nella sentenza si chiarisce che «è evidente che l'individuazione del collaboratore a progetto e il relativo contratto non hanno soddisfatto gli obblighi di motivazione relativi al conferimento dell'incarico a professionalità esterne».
Perché «se è vero, infatti, che il Comitato era stato costituito per un evento particolare e non ricorrente, nessuna indagine è stata svolta dal Comitato sulla possibilità di utilizzare dipendenti interni agli enti partners né sull'idoneità della Briolini all'assunzione dell'incarico; né, infine, è stata svolta adeguata istruttoria sui parametri per l'attribuzione del compenso, mediante ricerche di mercato o richieste a soggetti che svolgevano attività similari nell'ambito della promozione o comunicazione di eventi per verificarne la congruità. Ciò, si ripete, prima ancora che l'ente avesse ancora un proprio patrimonio».

«FRETTOLOSITÀ»

«La sequenza degli accadimenti e la frettolosità dell'attribuzione dell'incarico prima e la ratifica dell'operato del Presidente del Comitato poi», sentenziano i giudici, «permettono di addivenire alla conclusione dell’illegittimità dell'incarico attribuito alla Briolini e del relativo compenso».

Nella sentenza si evidenza anche «la gravità della colpa» di Mascia e vengono definiti «del tutto oscuri» i criteri del compenso corrisposto alla professionista.

«Il convenuto, avvocato e nel contempo Sindaco di Pescara», insistono i giudici ricordando anche la professione principale di Mascia, «non può invocare a sua discolpa l'avvenuta assicurazione circa la natura privata del Comitato, perché le modalità di costituzione, la natura degli enti partners, la provenienza dei fondi in dotazione del Comitato e la finalità dello stesso di promozione e valorizzazione della città di Pescara, dopo l'affermazione dei Giochi del Mediterraneo avrebbero dovuto renderlo ben più attento e cauto nello spendere pubbliche risorse».

Se la Procura chiedeva la condanna al pagamento di 36 mila euro i giudici hanno riconosciuto all’ex sindaco solo 15 mila euro. 10 gli sono stati abbuonati perché imputati «all'attività concorrente» dell'Assemblea che ha concorso, «con il suo supino comportamento», all'illegittimo operato del Presidente del Comitato.

Dal residuo di 26.012,06 euro viene decurtata la somma di 11.000 euro per l'utilità comunque fornita dell'illegittimo incarico e che si è sostanziata nella redazione della brochure di 70 pagine corredate da numerose fotografie.

Mascia è stato condannato anche alle spese legali, pari a 434,48 euro.

Alessandra Lotti