IL PROGETTO

Strada dei parchi: «i nuovi tracciati di A24 e A25 servono per messa in sicurezza sismica»

Per la società molto più conveniente rifare da capo alcuni tratti

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Strada dei parchi: «i nuovi tracciati di A24 e A25 servono per messa in sicurezza sismica»

 

 

ABRUZZO. Raddrizzare le autostrade abruzzesi  è solo uno degli effetti collaterali che dovrebbe far risparmiare una manciata di minuti a chi le percorrerà. In effetti i nuovi tracciati sarebbero prima di tutto necessari per mettere in sicurezza i tracciati attuali, cioè sarebbe molto più conveniente realizzare nuovi tratti di autostrada, invece, che rendere antisismici quelli oggi in esercizio.

 E’ più o meno questo il pensiero di Cesare Ramadori, Ad di Strada dei Parchi, che oggi è costretto a rispondere alle informazioni diffuse ieri dal Forum dell’Acqua che aveva divulgato una risposta del ministero che in qualche modo marcava la distanza tra la società del gruppo Toto e il dicastero.

 

Detto con le parole di Cesare Ramadori il concetto è: «Strada dei Parchi ritiene che sia necessario anche mettere in sicurezza il tracciato autostradale che, essendo stato progettato negli anni 60, è oggi fuori norma dal punto di vista delle caratteristiche geometriche (raggi di curvatura planimetrici, pendenze trasversali, pendenze longitudinali etc.) ed inoltre, ai fini di una migliore percorribilità per l’utenza, è necessario abbassare la quota di valico e, soprattutto, ai fini della sicurezza in caso di eventi sismici, realizzare la parte dei nuovi tracciati in galleria. Tutto quanto sopra può essere ottenuto solamente attraverso la realizzazione di alcune varianti al tracciato attuale».

Il tutto parte il 6 aprile 2009 quando il terremoto de L’Aquila segna un evento «eccezionale» che può contribuire a mutare la convenzione tra Stato e Strada dei Parchi.

 

Il Piano Economico Finanziario, così come previsto all’art. 11 della Convenzione vigente, deve essere aggiornato/revisionato alla scadenza di ogni periodo regolatorio (dic. 2013) in particolare l’art, 11.10 della citata Convenzione recita testualmente:

 

“11.10 in presenza di un nuovo programma d’investimenti ovvero di eventi straordinari, cause di forza maggiore, che determinano un’alterazione dell’equilibrio economico finanziario, la parte che intende attivare la procedura di revisione ne darà comunicazione per iscritto all’altra con l’esatta indicazione (i) dei presupposti e delle ragioni che comporterebbero un’alterazione dell’equilibrio del Piano Economico Finanziario, nonché (ii) della propria proposta per addivenire al nuovo equilibrio del Piano". L’altra parte dovrà comunicare per iscritto le proprie determinazioni in merito alla richiesta di revisione entro 30 (trenta) giorni dalla ricezione della stessa. Le Parti dovranno trovare un accordo nei successivi 60 (sessanta) giorni:”

 

L’evento straordinario che ha determinato la necessità di attivare la procedura di revisione è stato, appunto,  il terremoto.

 Il 24 dicembre 2012 il Governo ha promulgato la legge n. 228 (legge di stabilità del 2013) che, all’art. 1 comma 183, recita testualmente:

 

“In considerazione della classificazione delle Autostrade A24 e A25 quali opere strategiche per le finalità di protezione civile per effetto del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 21 ottobre 2003 e successive modificazioni e della conseguente esigenza di procedere all’adeguamento delle stesse alla normativa vigente per l’adeguamento sismico e la messa in sicurezza dei viadotti sulla base dei contenuti delle OPCM n. 3274 del 2003 e n. 3316 del 2003 e successive modificazioni, per l’adeguamento degli impianti di sicurezza in galleria a norma del decreto legislativo 5 ottobre 2006, n. 264. e successive modificazioni per l’adeguamento alla normativa in materia di impatto ambientale e per lavori di manutenzione straordinaria delle dette autostrade, nonché per la realizzazione di tutte le opere necessarie in conseguenza del sisma del 2009, ove i maggiori oneri per gli investimenti per la realizzazione dei citati interventi siano di entità tale da non permettere il permanere e/o il raggiungimento delle condizioni di equilibrio del piano economico finanziario di concessione nel periodo di durata della concessione stessa, il Governo, fatta salva la preventiva verifica presso la Commissione europea della compatibilità comunitaria, rinegozia con la società concessionaria le condizioni della concessione anche al fine di evitare un incremento delle tariffe non sostenibile per l’utenza”.

 

Il 21 marzo 2013 con nota prot. 2641 il  MIT ha richiesto al Concessionario (Strada dei Parchi) di aggiornare il Piano Economico Finanziario e dopo una serie di interlocuzioni, a partire dall’Ottobre 2013, sono stati presentati i Piani Finanziari riconducibili principalmente a due differenti criteri di interpretazione della Legge: da una parte il ministero dei Trasporti che ritiene di dover effettuare gli adeguamenti richiesti  rimanendo sull’attuale tracciato delle Autostrade A24 ed A25; e dall’altra Starda dei Parchi che ritiene che si possa parlare di adeguamento realizzando nuovi tracciati.

 «Nella riunione dell’8/10/2015», conclude Ramadori, «alla presenza della Regione Lazio e Abruzzo, è stato rappresentato il Progetto con le varianti. Stante quanto sopra la Società Concessionaria ritiene di avere sempre agito rispettando Norme e Regolamenti, e soprattutto, in assoluta trasparenza nei rapporti con il MIT al quale tutti i Piani Finanziari sono stati consegnati con lettere ufficiali».

Ora però bisognerà capire come andrà a finire anche se in Abruzzo si sta creando un nutrito fronte del no a questa che appare una nuova opera faraonica che peserà su cittadini ed utenti.

 

AUDIZIONE A MONTECITORIO

«La vicenda sta assumendo dei contorni sempre più nebulosi: adesso che il ministero sembra aver smentito il gruppo Toto, nonché lo stesso sottosegretario Nencini, e ora che veniamo a conoscenza di un incontro tra lo stesso gruppo e  i presidenti delle regioni Abruzzo e Lazio, i deputati del M5S presenteranno una risoluzione in commissione e chiederanno la prossima settimana di poter audire in commissione trasporti il prima possibile lo stesso gruppo Toto, i presidenti di regione D'Alfonso e Zingaretti e i rappresentanti del ministero» affermano i deputati M5S Vacca, Colletti e Del Grosso. 

«Ribadiamo la nostra contrarietà a un progetto illogico, incomprensibile le cui spese in realtà ricadranno sulle spalle dei cittadini con aumenti sempre maggiori dei pedaggi e con un impatto ambientale enorme per un territorio che invece dovrebbe essere tutelato e valorizzato. Il presidente D'Alfonso che ruolo ha in questa vicenda, nonostante la Regione non abbia al momento alcuna competenza? Perché sponsorizza in questa maniera il progetto? Sono domande che ci auguriamo di fare direttamente a lui presto a Montecitorio» concludono i deputati.

 

D’ALESSANDRO:«LA REGIONE VIGILA»

 «La Regione Abruzzo detta le condizioni per dire si' al progetto di messa in sicurezza della autostrade A24 e A25».

 Lo afferma Camillo D'Alessandro, consigliere di maggioranza delegato ai Trasporti.

«La nota del presidente D'Alfonso datata 11 luglio - spiega l'esponente politico - chiarisce definitivamente cio' che vuole mettere la Regione su questa partita, e come sempre lo fa entrando nel merito ed evitando di precostituirsi nei partiti del no o del si' a prescindere. Parte del progetto va modificata, altrimenti lo stesso diventerebbe irricevibile in quanto - come scrive giustamente il presidente - emergono con l'evidenza determinata dalla nota dello stesso governatore 'le irrisolvibili criticita' delle scelte progettuali adottate, di distruttivo impatto socio-economico, per le quali si richiede di provvedere alla ricerca di soluzioni alternative' che tengano soprattutto conto delle 'ripercussioni negative al contesto socio-economico del territorio di Sulmona e della Valle Peligna, caratterizzato da una particolarita' geografica anche in ragione di un complicato e significativo contesto orografico e ambientale definibile area di confine'. Al contrario di chi dice no a prescindere - commenta infine D'Alessandro - noi condividiamo il tema posto dal presidente D'Alfonso circa la scelta progettuale tesa ad evitare l'isolamento del territorio attualmente servito e apprezziamo la scelta strategica di velocizzare il collegamento e di mettere adesso in sicurezza l'infrastruttura senza aspettare la prossima calamita'».