LA PROTESTA

Teate servizi, «precari dal 2007 con rinnovi ogni 15 giorni». Scatta stato di agitazione

Sigle chiedono conciliazione in Prefettura

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Umberto Di Primio

Umberto Di Primio

 

CHIETI. Le Segreterie Territoriali Cgil Fp e Cisl Fp, sentita l’assemblea dei lavoratori della TEATE SERVIZI, svoltasi il 22 febbraio 2016, hanno proclamato lo stato di agitazione dei lavoratori e chiedono l’attivazione delle procedure previste e la convocazione di un tavolo di raffreddamento e conciliazione delle controversie collettive presso la Prefettura di Chieti.

 Tra le motivazioni c’è la mancata stabilizzazione del personale che dal 2007 ad oggi è stato assunto con contratti temporanei, in alcuni casi rinnovati anche ogni 15 giorni, in parte a tempo determinato ed in parte in somministrazione lavoro.

Ma i lavoratori lamentano anche il fatto che dopo anni di proroghe frammentarie e parcellizzate dei servizi, in alcuni casi di mese in mese, neppure l’adozione del Piano industriale ed il conseguente affidamento pluriennale dei servizi, abbiano mutato l’orizzonte precario della società e dei lavoratori.

«I rinnovi dei contratti a tempo determinato nel tempo ripetuti determinano che», dicono i sindacati, «per superamento del numero massimo di rinnovi nel triennio come da vigente normativa, sarà impossibile a breve procedere ad una ulteriore proroga e tutto ciò avrà come conseguenza la perdita immediata e non recuperabile di circa il 70% delle professionalità utilizzate mentre per il restante 30% sarà possibile soltanto per un'altra volta».

Ma le sigle sottolineano anche che il ricorso al lavoro in somministrazione ha determinato, oltre che la condizione di totale precarietà per i lavoratori, anche un esborso di denaro pubblico superiore rispetto a quello invece sufficiente qualora si fossero utilizzate altre tipologie di assunzione con la conseguenza che risorse utili a garantire servizi e lavoro sono state speso inutilmente.

«Diversamente da quanto proposto dalla Direzione aziendale della società», spiegano ancora i sindacati, «il Comune di Chieti non ha inteso avvalersi delle agevolazioni recentemente introdotte, dal c.d. Job Act, per quanto attiene la trasformazione dei contratti di lavoro precari in contratti a tempo indeterminato. Se effettuate entro il 31 dicembre 2015 avrebbero consentito un risparmio, relativamente al costo del personale, di circa 600.000 euro nel triennio».

Inoltre ad oggi non si conoscono quali iniziative siano state adottate al fine di tutelare i lavoratori oggi impiegati nelle attività relative al servizio idrico visto che nel mese di gennaio il Consiglio Comunale, tenuto conto delle disposizioni regionali in materia, ha deliberato del trasferimento all’ACA della gestione dell’intera rete.