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Consorzio Piomba Fino, 5 Stelle: «fare chiarezza sulle indennità»

I gruppi di Atri, Pineto e Silvi vogliono vedere i documenti

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Piomba Fino, il cda si liquida 50 mila euro di indennità (dubbie)

ABRUZZO. Il Movimento 5 Stelle chiede di mettere nero su bianco quanto è stato speso per le indennità del Consorzio Piomba Fino dopo le polemiche dei giorni scorsi.

Nei giorni scorsi il cda ha rivendicato l’opportunità della riattivazione delle indennità ai membri del consiglio di amministrazione spiegando che non sono stati liquidati 50.000 euro (che rappresentano la somma complessiva maturata dagli Amministratori per le indennità non corrisposte in circa due anni) ma sono state liquidate solo le somme riferite all’anno 2014, per un totale complessivo di 16.650 euro.

Sulla possibilità di farlo i rappresentanti hanno spiegato che il Consorzio è un’Azienda speciale (consortile) e che gli attuali componenti del CdA, «non sono amministratori di enti locali, ma sono stati scelti tra esperti con competenza tecnica, previa presentazione di Curriculum, esistendo il divieto statutario per gli amministratori degli enti locali soci di poter far parte del predetto CdA; per cui non si incorre nella fattispecie di anomala duplicazione di indennità di funzioni da riconoscere».

Ma i Gruppi M5S di Atri, Pineto e Silvi hanno messo al microscopio alcune dichiarazioni e alcuni documenti pubblicati in tempi non sospetti e spiegano: «si addita uno spreco di denaro pubblico mal gestito che potrebbe nascondere un vaso di Pandora di equivoci e incertezze. Non era forse meglio votarsi alla trasparenza?»

Il punto che maggiormente ha urtato la sensibilità degli attivisti dei tre Gruppi è stato quello in cui si ribadisce che:

"gli amministratori succedutisi, hanno percepito giustamente le indennità senza addentrarci in ricordi che potrebbero rivelare sorprese".

Di quali indennità o rimborsi si tratta? Sono tracciati? A quanto ammontano?, chiedono i grillini.

Siccome nello stesso comunicato in cui si annunciano le indennità, il Consorzio Piomba Fino asserisce anche "Gli attuali amministratori hanno riaperto la discarica, aderito alla piattaforma Rifiuti Zero, hanno ottenuto fondi dalla Regione per due centri di raccolta, di cui uno in Atri, hanno risolto la vertenza debitoria con Deco evitando la fine di Cirsu", i 5 Stelle vogliono vederci chiaro. .

«Adesso», dicono, «c'è da fare chiarezza su determine dirigenziali e delibere che spiegherebbero i motivi antieconomici del salvataggio dell'ente pubblico CIRSU e c'è da chiarire il passaggio sibillino "senza addentrarci in ricordi che potrebbero rivelare sorprese" relativo alle indennità.

I Gruppi M5S di Atri, Pineto e Silvi hanno fatto una richiesta specifica ed hanno chiesto alle Amministrazione dei tre Comuni, facenti parte del Consorzio Piomba Fino, di farsi carico del reperimento di queste importanti informazioni. «Ma l'amministrazione trasparente è un optional?», domandano i 5 Stelle.