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D’Alfonso e l’aria compressa negli scarichi: ecco l’azione dimostrativa

Oltre 14mln di euro appaltati per lavori ai depuratori

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D’Alfonso e l’aria compressa negli scarichi: ecco l’azione dimostrativa

PESCARA. La lotta agli scarichi abusivi si fa davanti le telecamere chiamando lo stuolo di giornalisti che possono documentare come il presidente “tappabuchi” risolve i problemi che mai nessuno prima (nemmeno lui da sindaco) aveva saputo e voluto risolvere.

Così questa mattina tre scarichi abusivi in un canale di scolo secondario in via Raiale 293, sono stati ostruiti con altrettanti otturatori ad aria compressa dal presidente della Giunta regionale, Luciano D'Alfonso, calatosi lungo gli argini accidentati dello scarico maleodorante. L'aria compressa dovrebbe in teoria spingere i reflui abusivi verso il loro punto di origine invertendo il senso di marcia e creando qualche sgradita sorpresa ai responsabili.

D'Alfonso aveva anticipato qualche giorno fa «un'azione dimostrativa».

«L'operazione», come ha spiegato il Presidente davanti alle telecamere, al sindaco di Pescara, Marco Alessandrini e ad altri componenti la Giunta comunale di Pescara «ha due obiettivi: ricostruire le responsabilità e ripristinare la moralizzazione delle condotte non solo degli amministratori pubblici ma anche degli imprenditori».

 D'Alfonso si è detto convinto che «molte imprese non sanno, le furbe devono essere riportate alla correttezza comportamentale», passando per la via della «rinaturalizzazione».

 Il Presidente ha quindi evidenziato quanto costi, in termini di «aggressione alle bellezze naturali ed in termini di risorse finanziarie l'insensibilità nei confronti di questo argomento» ed ha richiamato tutti ad un atto di solidarietà.

Prima del sopralluogo il Presidente, in due tavoli distinti, aperti agli amministratori comunali e alle imprese assegnatarie dei lavori per il potenziamento dei depuratori, aveva trattato l'argomento dell'inquinamento dei fiumi e del mare, ricordando i 36 milioni di euro stanziati per gli interventi ma anche definendo un cronoprogramma serrato dei lavori.

La presenza di scarichi abusivi non è una scoperta recente. Ciclicamente vengono riportate notizie di scoli abusivi e anche in alcune inchieste della procura di Pescara di alcuni anni fa vennero stilati elenchi e punti precisi dove erano stati notati scoli anche riconducibili ad imprese e industrie della zona industriale tra Pescara e Chieti.

«Tutti i nodi vengono al pettine e oggi stiamo raccogliendo i frutti amari di vent’anni di gestione dell’Aca da parte del Pd», ha detto Lorenzo Sospiri, «scarichi non autorizzati, depuratori non realizzati e interi borghi dotati solo di fosse biologiche. Se oggi il nostro fiume e il mare sono al collasso per livelli di inquinamento spaventosi, i pescaresi sanno chi devono ringraziare, ovvero quel Partito Democratico che per decenni ha detenuto il governo dell’azienda acquedottistica, una gestione che abbiamo sempre e duramente contestato, chiedendo lumi sul come venivano spese le risorse economiche, e oggi i 60mila euro di multa comminati per presunte inefficienze ambientali imputabili all’azienda ci sembrano scontati, ma temiamo siano solo l’inizio di una vicenda ancora tutta da scrivere».

Non c’è mai stata una grande volontà di scovare i responsabili, un lavoro, forse, non semplice e non breve, ma se fosse iniziato dieci anni fa ad oggi ne avremmo potuto apprezzare i risultati in termini di qualità delle acque fluviali e marine.

Se, poi, si scopre che -in ipotesi- una buona parte delle responsabilità sono in capo all’Aca, cioè la società pubblica che si occupa del servizio idrico e fognario, allora si capisce che non c’è nessuna speranza di poter credere alle ottime intenzioni di oggi.

 

UN FIUME DI APPALTI

«L'inquinamento del fiume Pescara ha festeggiato tanti compleanni, noi vogliamo risolvere il problema concretamente, accelerando procedure amministrative e rendere cantierabili i lavori di costruzione e potenziamento di impianti di depurazione delle acque che scaricano nell'alveo del fiume».

 Lo ha detto il presidente della Giunta regionale, Luciano D'Alfonso, intervenendo questa mattina, a Pescara, in una riunione operativa svolta con i principali componenti del ciclo idrico tra cui Aca, Arta, Comuni, Provincia di Pescara e soprattutto le imprese che si sono aggiudicate gli appalti per la realizzazione delle opere di potenziamento e costruzione di nuovi impianti di depurazione e collettori.

Gli interventi programmati dall'Aca, azienda consortile acquedottistica del pescarese, e finanziati dalla Regione Abruzzo attraverso risorse del FSC 2007/2013, sono stati raggruppati in sei macro-aree:

-        primo progetto (Comuni di Penne, Loreto Aprutino, Pianella e Collecorvino) per un importo a base d'asta di 1.604.046,65 euro, impresa MDA Srl di Isernia;

-        secondo progetto (Comuni di Popoli, Tocco Casauria e Torre dè Passeri) per un importo di 1.871.452,05 euro, impresa Atlante-Di Marino Ati;

-        terzo progetto (Comuni di Lettomanoppello, Manoppello e Caramanico Terme) per un importo di 3.018.436,83 euro, impresa Almacis di Pescara;

-        quarto progetto (Comuni di Cepagatti, Loreto Aprutino, Fara Filiorum Petri e Ripa Teatina) per un importo di 1.789.190,25 euro, impresa Atlante Srl di Silvi Marina;

-        quinto progetto (Comune di Montesilvano) per un importo di 2.696.576,35 euro, impresa Di Marino-Atlante Ati;

-        sesto progetto (Comune di Francavilla al Mare) per un importo di 2.033.399,12 euro, impresa CME Cons. Imprenditori Edili Soc. Coop.

 

 Il presidente Luciano D'Alfonso ha costituito un gruppo di lavoro tecnico per monitorare costantemente il percorso amministrativo degli appalti e valutare gli interventi finalizzati a prevenire l'inquinamento del fiume Pescara.

Nel corso della riunione, inoltre, si è affrontato - alla presenza dell'Amministratore unico dell'Aca Vincenzo Di Baldassarre - due temi fondamentali: il potenziamento del depuratore di Pescara (con l'individuazione di nuovi fondi) e la realizzazione di una mappatura completa delle fosse imhoff disseminate sul territorio; nella sola provincia di Pescara, secondo un precedente studio, sono stati censiti circa 200 pozzi utilizzati per depurare i liquami provenienti dai fabbricati di civile abitazione.