PRESSIONE FISCALE

Accertamento Ici Sant’Omero, «sono sbagliati»

La denuncia dei consiglieri di minoranza

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

59

Accertamento Ici Sant’Omero, «sono sbagliati»

Municipio Sant'Omero


SANT’OMERO. A distanza di un mese, da quando l'Amministrazione comunale di Sant'Omero ha recapitato ai cittadini avvisi di accertamento ICI relativamente agli anni 2009 e 2010, sembra esserci ancora poca chiarezza sulla questione.

 
A cominciare dalla ditta esterna che avrebbe in gestione questo accertamento, pur se di incarichi a soggetti terzi non vi è alcuna traccia sull’albo pretorio.
Molti sono i dubbi che si sono subito posti i contribuenti santomeresi, in particolare sulla legittimità stessa degli avvisi, legati al fatto che i periodi richiesti dall'Ente non fossero dovuti.

«Le perplessità», spiegano i consiglieri di minoranza Alessandra Candelori, Giorgio Di Sabatino, Ludovica Pelliccioni e Paola Farinelli, «nascono in parte dal fatto che l’avviso di accertamento sia stato inviato anche per l’anno 2009 per omessa/infedele denuncia della dichiarazione ICI che, dal 2008, è rimasta solo per alcune situazioni particolari. Certo è che gran parte degli avvisi di accertamento sono sbagliati».
Per questo motivo, molti contribuenti che hanno ricevuto le lettere da parte del Comune si sono recati presso l'Ente per chiedere spiegazioni e comunque per depositare la cosiddetta "autotutela" al fine di ottenere l'annullamento dell'atto, qualora palesemente illegittimo. 
La minoranza invita, chi non l’avesse ancora fatto, a verificare la correttezza del documento e ad attivarsi per annullare l’atto. 
Ad oggi però molti cittadini reclamano una risposta da parte dell'Ente in merito alla richiesta di autotutela inoltrata.

«Infatti», insistono i consiglieri, «la mancanza di una conferma di annullamento da parte del Comune potrebbe impedire al contribuente di avvalersi degli ulteriori strumenti di difesa di cui dispone entro i 60 gg, incluso il ricorso in Commissione Tributaria, necessario qualora non pervenisse alcuna risposta.
A quel punto sia le spese onerose per i ricorsi che quelle sostenute per le raccomandate inutilmente inviate andrebbero a gravare sulle tasche dei contribuenti, già fortemente provati da tasse tenute ancora al massimo dall’Amministrazione comunale».