L'INCHIESTA

Tercas, dopo il commissariamento vendute azioni ad ignari clienti

Chiesta archiviazione per Nisii. Indagine per truffa della Procura di Teramo, 28 coinvolti

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Tercas,  dopo il commissariamento vendute azioni ad ignari clienti

 

 

TERAMO.  Dopo la chiusura delle indagini potrebbero arrivare anche alcune archiviazioni.

La prima potrebbe scattare per l'ex presidente di Banca Tercas, Lino Nisii, e di altri tre dipendenti dell'istituto di credito teramano.

 La Procura di Teramo mette un nuovo punto fermo nell'indagine per truffa aperta nel 2015 dal pm Irene Scordamaglia e relativa ai "pronti contro termine".

L'inchiesta tre mesi fa aveva portato la Procura a notificare 20 avvisi di conclusione delle indagini e oggi, alla luce delle novità emerse dopo che alcuni degli indagati avevano chiesto di essere sentiti, ha portato alle quattro richieste di archiviazione e a un nuovo avviso di conclusione delle indagini.

L'accusa di concorso in truffa viene confermata per l'ex direttore generale Antonio Di Matteo e per altre 16 persone alle quali, però, se ne sono aggiunte altre, per un totale di 28 indagati.

Secondo l'accusa sarebbero stati proposti e venduti a clienti prodotti noti come “pronti contro termine” coprendo in realtà la vendita di azioni.

I fatti contestati risalgono al giugno del 2011. Per il pm ognuno degli indagati, nelle proprie rispettive funzioni, avrebbe promosso la sottoscrizione da parte dei clienti di prodotti venduti come investimenti ad un anno con un rendimento garantito e che invece si sarebbero poi rivelati come titoli azionari Tercas e quindi ad alto rischio.

Dopo il commissariamento della banca, avvenuta nel 2012, c'è stata la sospensione del titolo e quindi le azioni non potevano essere nè vendute nè comprate.

Gli indagati. Oltre a Nisii la cui posizione la procura di Teramo chiede di archiviare e Di Matteo, gli indagati sono: Franco Bovara, 66 anni, all'epoca dei fatto capo area Tercas, di San Benedetto del Tronto; Lino Gabriele Pompei, 56 anni di San Nicolò; Antonio Brughitta, 49 anni, di Montesilvano;Fabrizio Di Bonaventura, 51 anni, di San Benedetto del Tronto; Mariagabriella Calista, 45 anni, di Alba Adriatica; Marinella Galletti, 43 anni di Teramo; Silvana De Sanctis, 48 anni, di Roseto; Rosanna Arcieri, 57 anni, di Teramo; Christian Torreggianti, 44 anni, di Teramo; Carlo Pavone, 54 anni di Roseto; Franca Marozzi, 54 anni, di Roseto; Marco Nardinocchi, 41 anni, di Alba Adriatica; Maria Lucia De Laurentiis, 47 anni, di Teramo; Pietro Sciarretta, 54 anni, di Campli; Nicola Celli, 49 anni di Atri; Monica Di Luciano, 34 anni, di Tortoreto; Elena Malatesta, 44 anni, di Alba e Giancarlo Stacchiotti, 51 anni, di Teramo.

 L'inchiesta della procura riunisce dieci denunce presentate da altrettanti risparmiatori che si sono sentiti truffati per aver comprato un prodotto diverso da quello che gli era stato prospettato.

 «Gli accusati in sede di formulazione dell'offerta di acquisto di dette azioni e di stipula del relativo contratto», si legge nell’avviso di conclusione delle indagini, «prospettavano e proponevano al cliente un investimento mobiliare riconducibile ad un'operazione in strumenti finanziari pronti contro termine, caratterizzata da assenza di rischio e dalla sicurezza di un rendimento annuo del 3% fisso e netto mentre, invece, il prodotto finanziario effettivamente offerto in vendita ed acquistato dal cliente si sostanziava in un investimento senza scadenza e connotato da profili di elevata rischiosità, essendo il valore delle azioni ordinarie dipendente dalle fluttuazioni del mercato».