LA PROPOSTA

Autostrade:A24-A25: «bloccare aumenti per 5 anni»

Documento a D'Alfonso, istituire subito tavolo lavoro con società

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

235

Autostrade:A24-A25: «bloccare aumenti per 5 anni»

Il nuovo casello

ABRUZZO. Bloccare per cinque anni l' aumento dei pedaggi sulle autostrade A24 e A25, al fine di riequilibrare il rapporto ricavi-spese.

E’ la proposta delle associazioni di categoria del trasporto abruzzese che, dopo aver lanciato nei giorni scorsi l'allarme sul 'caro pedaggi', ora hanno inviato una nota al governatore dell'Abruzzo, Luciano D'Alfonso, per chiedere di istituire un tavolo regionale che coinvolga anche Strada dei Parchi per affrontare il problema.

Secondo Confartigianato Trasporti, Fiap, Assotir, Fai, Fita-Cna e Sna-Casartigiani è inoltre necessario impegnarsi per gli aumenti futuri a mantenerli in linea con l'inflazione calcolata su dati Istat ed esaminare la fattibilità di prevedere per i trasporti regionali una tariffazione dei pedaggi diversa rispetto a chi effettua trasporti fuori regione e utilizza la Strada dei Parchi.

«Tale intervento - spiegano le associazioni - si può studiare insieme al ministero delle Infrastrutture e Trasporti con il coinvolgimento delle Istituzioni locali: Comuni, Province e Regione».

Le sei associazioni di categoria ricordano che la diminuzione degli utili delle imprese e causata anche dall'aumento dei pedaggi autostradali, che e stata anche di dieci volte superiore al costo dell'inflazione calcolata sui dati Istat e contestano gli aumenti, che sono stati determinati anche per i lavori straordinari riguardanti la complanare del tratto urbano di Roma della Strada dei parchi; aumenti chiesti anche a chi si sposta all'interno dei confini regionali e non utilizza la citata complanare.

«La mobilità interna della nostra regione - aggiungono - e condizionata dalla particolarità dell'orografia. I confini non coincidono con gli Appennini, la provincia dell'Aquila e divisa dalla catena montuosa, rendendo spesso inevitabile attraversare i passi montani, per spostarsi tra le diverse località provinciali. Pertanto movimentare le merci in ambito regionale e molto più oneroso rispetto alle altre regioni, per la particolare conformazione geografica ed orografica descritta. Oltre il 40% delle merci movimentate nella nostra regione si muove in direzione Est-Ovest e viceversa».

Sulla questione degli aumenti su A24 e A25, Confartigianato Trasporti, Fiap, Assotir, Fai, Fita-Cna e Sna-Casartigiani nei giorni scorsi hanno sottoscritto un documento condiviso, invitando tra l'altro gli autotrasportatori e gli utenti ad una singolare forma di protesta: «Saltare il primo casello ed entrare al successivo, così le minori entrate spingerebbero il concessionario a sedersi attorno ad un tavolo e a ragionare per raggiungere un'intesa».

Nel documento sono contenuti anche i dati relativi agli aumenti: +1,11% nel 2009, +4,78% nel 2010, + 8,14% nel 2011, + 8,06% nel 2012, +7,56% nel 2013, +8,28% nel 2014 e +1,5% nel 2015. Attualmente il pedaggio autostradale costa oltre 13 centesimi di euro a chilometro.

MODIFICA DEL TRACCIATO: RAIANO DICE NO

 Intanto due giorni fa il Consiglio Comunale di Raiano ha votato all’unanimità contro la proposta di modifica del tracciato dell’autostrada A24 e A25, presentato alla Regione Abruzzo dalla società Autostrada dei Parchi.

Come già avvenuto o sta avvenendo nei consigli comunali di tutti i comuni interessati alle varianti elaborate dalla società Autostrada dei Parchi, anche Raiano si oppone alla proposta che attualmente è all’esame del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Tra le varianti elaborate, la V06, prevede la realizzazione di un tunnel di collegamento tra Collarmele e Bussi e la conseguente dismissione del tratto autostradale che comprende i caselli di Pratola Peligna-Sulmona, Cocullo e Pescina.

«Bastano queste poche parole per capire l’enormità del disastro che ne conseguirebbe, da un punto di vista economico, sociale, turistico, naturalistico, ambientale e della salute», dicono da Raiano. «E cosa dire dell’idea di costruire un tunnel in una zona ad alto rischio sismico e in presenza di numerose faglie costantemente monitorate?»