IL MISTERO

Incendio auto sindaco Tagliacozzo, si ridimensiona l’ipotesi attentato?

La Procura ha nominato un consulente tecnico

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Incendio auto sindaco Tagliacozzo, si ridimensiona l’ipotesi attentato?

Maurizio Di Marco Testa

AVEZZANO. Sarà assegnato oggi dalla procura della repubblica di Avezzano l'incarico ad un consulente tecnico per accertare le reali cause dell'incendio che ha distrutto le tre auto del sindaco di Tagliacozzo, Maurizio Di Marco Testa.

Lo si apprende dal legale del primo cittadino, Roberto Verdecchia. «La magistratura - ha commentato l'avvocato - sta verificando puntualmente le caratteristiche del fatto storico e sono fiducioso che si arriverà ad una svolta». Continuano, intanto, le indagini da parte degli investigatori.

Domenica scorsa il consiglio Comunale Comunale di Tagliacozzo in seduta straordinaria ha espresso la propria piena solidarietà al sindaco e alla famiglia, stringendosi a difesa delle istituzioni democratiche del Comune. Dopo che in città è scoppiato il panico,  il procuratore della Repubblica di Avezzano, Andrea Padalino ha tentato di distendere gli animi spiegando che al momento non ci sono elementi certi che possano dare conferma all’ipotesi che si sia trattato di un incendio doloso e dunque l’ allarme sociale che si sta diffondendo nel comune «è basato praticamente sul nulla».

Per il procuratore, dunque, fino a questo momento la pista più concreta è quella di un fatto accidentale.

Ma questo punto, come detto, sarà chiarito dal tecnico che dovrà effettuare una perizia e riuscire a risalire ai motivi che hanno scatenato l’incendio.

Per il momento è stata smentita la notizia, che si era diffusa tra i cittadini, del ritrovamento per strada, vicino a una delle tre macchine bruciate, di un innesco in grado di provocare le fiamme.

Da una prima ricognizione, sembra invece accertato che  il punto di innesco si troverebbe all’interno della Fiat Cinquecento, ovvero una delle tre auto in uso alla famiglia del sindaco, e più precisamente quella che era parcheggiata in mezzo alle altre due vetture.

L’INTERROGAZIONE AL MINISTRO

Intanto il deputato di Sel, Gianni Melilla, ha presentato una interrogazione parlamentare al Ministero dell’Interno che chiedere al ministro se non ritenga necessario informare il Parlamento e «assumere ogni utile iniziativa per l'accertamento delle responsabilità di questo attentato alla democrazia, per la tutela e la sicurezza del Sindaco, e per garantire la piena agibilità politica a Tagliacozzo, contro ogni forma di violenza e intimidazione nei confronti delle Istituzioni».

Il Comune di Tagliacozzo, ricorda Melilla nella sua interrogazione, «in un clima avvelenato, è interessato da mesi da un'indagine della Procura di Avezzano, scaturita da esposti rimasti ancora anonimi.   La città di Tagliacozzo si colloca in un territorio al confine tra Lazio e Abruzzo, che, almeno secondo i principali rapporti annuali sul crimine, risulta potenzialmente a rischio radicamento della criminalità organizzata».

Proprio questa interrogazione non è piaciuta al deputato ed ex sindaco di Celano Filippo Piccone che contesta a Melilla di aver parlato di «grave attentato» quando ancora la situazione non è chiara «generando così con quest’azione un ulteriore allarme sociale che crea anche danno all’economia di Tagliacozzo, un centro di eccellenza marsicano a vocazione turistica, senza prima aspettare i dovuti riscontri dei Carabinieri e dei Vigili del Fuoco a cui va il nostro ringraziamento per l’efficienza e professionalità dimostrata». 

Secondo Piccone alla luce di quanto sta emergendo «alcune ipotesi sono state legate, anche in maniera strumentale, al clima politico presente a Tagliacozzo. Si eviti quindi – conclude Piccone – la strumentalizzazione di tale episodio, considerato anche l’imminente rinnovo amministrativo a cui i cittadini saranno chiamati a primavera».