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«Nuove strade mettono a rischio il sito di Amiternum»

La denuncia dell’Archeoclub

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«Nuove strade mettono a rischio il sito di Amiternum»

L’AQUILA. L’Archeoclub L’Aquila, insieme ad altre associazioni ambientaliste, interviene per la salvaguardia del sito di Amiternum. 

L’associazione fa notare come a distanza di un anno da un appello che Archeoclub aveva pubblicato a difesa dell’area archeologica sia il caso di riproporre all’attenzione pubblica e delle autorità competenti le considerazioni su alcuni progetti viari «particolarmente invasivi e non rispettosi dell’area archeologica».

In particolare sul tratto di strada progettato dall’Anas che andrebbe a collegare la rotonda costruita nei pressi di San Vittorino in occasione del G8 del 2009 con la località Cermone transitando su terreni agricoli posti a ridosso del teatro romano e del mausoleo dove è stato ritrovato il bisellio amiternino conservato ai Musei capitolini.

«Come molti altri siti archeologici», spiega l’associazione in un comunicato, «Amiternum non ha avuto riconoscimenti da parte dei più e non è stata percepita come una ricchezza che ci appartiene. Di valorizzazione dei Beni culturali, appunto, tanto si parla, ma nel concreto nulla si fa, permettendo, ad esempio, continui e violenti attacchi a un territorio come quello della Valle dell’Aterno che solo persone miopi e poco attente e sensibili alla bellezza non riescono a vedere come un insostituibile paesaggio costruito nei secoli dall’uomo e dalla Natura e oggi deturpato da colate di cemento spesso inutili. Ed è proprio questo insostituibile e stratificato paesaggio che ancora una volta rischiamo di perdere in nome di una modernità che spesso si lega a valori che ormai dovrebbero essere superati dalla consapevolezza, che si va affermando, dell’importanza, per una migliore qualità di vita, della conservazione di beni materiali insostituibili e sulla necessità di conservare e migliorare gli elementi della natura che risultano fondamentali per la salute psico-fisica delle persone».

L’Archeoclub denuncia «un ennesimo attacco» che sta per essere attuato con la costruzione di strade che insistono proprio nell’area dell’antica città romana: «ci chiediamo quale beneficio le nuove strade che duplicano una viabilità già presente possano apportare alla collettività tanto da poter superare i vincoli esistenti, dato che l’area interessata ricade tra quelle classificate nel Piano regionale paesistico come A1 e cioè a conservazione integrale».

Si tratta di un presupposto miglioramento della mobilità intesa unicamente come incremento della velocità di percorrenza dato che la sicurezza, fa notare l’associazione, «può essere garantita da idonei limiti di velocità come già accade, ad esempio, per le tante strade turistiche in Francia».