LE MOTIVAZIONI

Numero chiuso a Medicina, il Tar: «violazione dell’anonimato»

Arrivano le motivazioni della riammissione

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Numero chiuso a Medicina, il Tar: «violazione dell’anonimato»

ROMA. La violazione dell’anonimato dei concorrenti. Su questa leva, e con la spinta dei ricorsi, sta saltando il sistema del numero chiuso per l’ammissione alla facoltà di Medicina. Migliaia di giovani, proprio in questi giorni, sono stati riammessi in graduatoria dal Tar del Lazio con una serie di sentenze, sostanzialmente ispirate allo stesso principio: «La garanzia e l’effettività dell’anonimato elemento costitutivo dell’interesse pubblico primario al cui perseguimento tali procedure selettive risultano finalizzate». 

«La Sezione Terza Bis del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio con le sentenze n. 1632-16 e 1633-16 - spiegano i legali di Consulcesi Group, che ha patrocinato i ricorsi di molti aspiranti medici - ha sciolto il nodo relativo alla mancata ammissione al corso di laurea in medicina e chirurgia e odontoiatria e protesi dentarie per l’anno accademico 2014-2015, consentendo a numerosi studenti l’iscrizione, anche in sovrannumero. I Giudici, chiamati a pronunciarsi sulla legittimità del concorso per l’ammissione al corso di laurea in questione, hanno ritenuto “dirimente, ai fini della soluzione, la censura relativa alla violazione dei principi di segretezza e anonimato delle prove concorsuali”. Conformandosi ad alcune pronunce dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato che qualificano, i Giudici hanno quindi accolto le censure relative alla violazione dei predetti principi, affermando che le concrete modalità di svolgimento della prova concorsuale per l’anno accademico 2014-2015 confermano tale violazione, e conseguentemente ha disposto l’annullamento della graduatoria nazionale nella parte in cui ha escluso i ricorrenti senza pregiudizio dei candidati che già si erano utilmente collocati nella graduatoria nazionale».

Secondo i legali di Consulcesi Group le sentenze, specialmente queste ultime, starebbero scardinando il sistema numero chiuso ma impongono una riflessione anche su come riorganizzare e pianificare l’ingresso delle nuove, preziose, risorse nel Ssn. «Per questo», spiega l’avvocato, «avevamo scritto una lettera al Miur prima dell’organizzazione dei concorsi. Oggi, a pochi mesi dalle nuove prove, anche di quelle molto importanti relative alle scuole di specializzazione, riteniamo doveroso aprire un tavolo di confronto nel quale siamo pronti a mettere a disposizione le nostre competenze giuridiche e la nostra ventennale esperienza».

LE TESTIMONIANZE RACCOLTE DA WWW.NUMEROCHIUSO.INFO 

UNIVERSITÀ DI CHIETI 
• Sono stati cambiati più volte i plichi per "errori di stampa". 

UNIVERSITÀ DI CAGLIARI 
• I fogli erano segnati di nero e i testimoni all'interno della facoltà erano dei conoscenti. 

UNIVERSITÀ DI PISA 
• Alcuni ragazzi potevano comunicare con gli insegnanti di sostegno. 
• Ad alcuni ragazzi è stato permesso di consegnare mezz'ora dopo l'orario previsto. 
• Due ragazze hanno risposto al test con delle penne portate da casa (le stesse non sono state ritirate a fine esame). Quando alla commissione d'esame è stata fatta notare la cosa, uno dei commissari ha risposto di non essere un poliziotto e di non poter controllare tutto. 

UNIVERSITÀ DI CATANIA 
• Uno studente riferisce di pesanti irregolarità riguardo alla mancata garanzia dell'anonimato e in merito a questo è stato anche redatto un verbale sottoscritto dal presidente della commissione di esame. Successivamente è arrivata presso la sede d'esame la polizia.

UNIVERSITÀ SAPIENZA DI ROMA 
• Gli studenti hanno potuto tenere ed usare il cellulare durante il test. 
• Alcuni partecipanti al test erano in possesso di un foglio dov'erano segnate le risposte del test. 
• Non è stata effettuata l’identificazione degli studenti. 

UNIVERSITÀ DI ROMA TOR VERGATA 
• Alcuni studenti sono entrati 15 minuti dopo l’inizio del test. 
• Alla fine del test sono state attaccate le etichette dagli studenti senza l’aiuto della commissione. 
• Durante la prova nell'aula 1 uno studente in prima fila ha comunicato che avrebbe dovuto ricevere 30 minuti in più perché portatore di handicap, dopo che la commissione si è rifiutata è stato chiamato il presidente che ha parlato allo studente il quale ha consegnato il foglio 10 minuti prima della fine compilando solo con i dati anagrafici. 

UNIVERSITÀ L'AQUILA 
• Il bando del test prevedeva il presentarsi alle 8.30 ma molti studenti si sono presentati alle 11 e hanno avuto comunque la possibilità di accedere al test. 

UNIVERSITÀ DI PERUGIA 
• Le schede identificative sono facilmente falsificabili. 

UNIVERSITÀ DI BOLOGNA 
• Segnalano che tutte le risposte corrette erano "A". 
• Uno studente non ha allegato il talloncino alle risposte dei test, la commissione inizialmente ha detto allo studente di presentarsi il prossimo anno e poi ha stilato un verbale, da allegare allo scatolone delle risposte, nel quale veniva riportata la problematica.