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Chieti. Confesercenti: «commercio urbano abbandonato a se stesso»

D'Urbano e Legnini: «Istituzioni ferme, serve cambio radicale»

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Chieti. Confesercenti: «commercio urbano abbandonato a se stesso»

CHIETI. «La paura dei nuovi supermercati annunciati a Chieti dimostra quanto le istituzioni abbiano abbandonato il commercio teatino».

E’ questo il commento del presidente comunale di Confesercenti Danilo D'Urbano ed il direttore provinciale Lido Legnini, intervenendo sulla polemica relativa ai 4 nuovi insediamenti di media distribuzione annunciati in città.

Sono quattro le nuove strutture commerciali che stanno per essere inaugurate a Chieti.

Si tratta di un supermercato in viale Abruzzo ormai vicino all’apertura, in via Pescara (ex capannone delle Poste, in fase autorizzativa), in via Masci (zona ex fornace, lavori già avviati) e a monte dell’ex ospedale San Camillo (istruttoria in corso in Comune).

«È un vero e proprio assalto al tessuto sociale e all’economia del territorio», ha contestato nei giorni scorsi il Wwf.

 I quattro nuovi interventi rischiano infatti di portare in... overdose una città già satura di punti vendita della grande distribuzione e con un piccolo commercio in crisi sia nel centro storico che ormai in qualsiasi altra parte, Scalo compreso.

«A fine 2015 la nostra mobilitazione ha consentito uno stop alle autorizzazioni di nuovi centri commerciali in Abruzzo - ricordano D'Urbano e Legnini - e infatti i nuovi progetti su Chieti sono supermercati e non centri commerciali».

Confesercenti teme la saturazione che si va raggiungendo in alcune zone come lo Scalo sul piano alimentare, «ma siamo convinti», dicono, «che la media distribuzione sia utile se si insedia nei centri urbani, in quanto riporta in città gente che andrebbe nei centri commerciali. Il vero problema di Chieti tuttavia è l'assoluta mancanza di un progetto per il centro e lo Scalo, la totale carenza di parcheggi, piani di rilancio, incentivi, visione. Gli eventi ricreativi senza un progetto strutturale sono solo fuochi di paglia che non fermano la desertificazione delle nostre strade».

Ecco perché la reazione dei commercianti anche di fronte a 4 supermercati è la paura: si sentono abbandonati da tutti. Ora - proseguono presidente e direttore di Confesercenti - lamentarsi non basta e il tempo sta per scadere: di fronte all'immobilismo di alcune istituzioni, tocca a noi.

Con la Camera di Commercio, il suo presidente e le altre organizzazioni si sta lavorando ad un importante progetto che attraverso alleanze con altre istituzioni (università, sovrintendenza, provincia, regione) possa dare un segnale di inversione di tendenza, partendo dalla voglia di innovazione che tanti ci commercianti stanno manifestando in questi giorni.

«E proporremo alle altre associazioni di categoria e movimenti civici un fronte comune per bloccare la speculazione e rilanciare il centro storico e lo Scalo. L'esperienza di altre città ci insegna che solo con un forte impegno degli operatori si può cambiare strada».