BUONA ESTATE

Mare inquinato Pescara: rischio stop balneazione dalla Madonnina alle 4 Vele

Lunedì giornata di mobilitazione

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1130

Mare inquinato Pescara: rischio stop balneazione dalla Madonnina alle 4 Vele


PESCARA. L'inquinamento delle acque «è un problema di tutti». Un problema bello grosso se è vero che la città rischia di veder compromessa l’intera stagione turistica.

Dopo i problemi e le difficoltà dell’anno passato nulla di buono c’è all’orizzonte.

«I divieti non li decide Enzo Del Vecchio, né il Comune di Pescara», spiega il vice sindaco. Già perché i divieti vengono decisi anche a seconda delle qualità delle acque degli anni precedenti, e quindi, la Regione Abruzzo emetterà il provvedimento di delibera con cui viene classifica scarsa l'acqua che va dalla Madonnina e fino allo stabilimento 4 Vele. Questo per effetto del dato altalenante dell'anno precedente.

Si tratta di 3 km di costa proprio nella zona centrale della città. La situazione è stata spiegata dettagliatamente ieri mattina da Del Vecchio, nel corso della Commissione Comunale Ambiente presieduta da Fabrizio Perfetto, convocata per affrontare la situazione del mare e del fiume Pescara, ribadendo, così come aveva detto la settimana scorsa nell'incontro avuto in Cna, che la situazione è difficile. Del Vecchio ha puntato il dito contro l'inquinamento provocato a monte del fiume.

«Nel territorio comunale - ha riferito il vicesindaco ai membri della Commissione Ambiente del capoluogo adriatico - il livello di captazione delle acque reflue è quasi ottimale, mentre quello che viene da monte, come dimostrano le nostre analisi, è fortemente inquinato. È da lì che bisogna combattere l'inquinamento ed è per questo che il presidente della Regione D'Alfonso - ha riferito - ha convocato per il 17 febbraio tutti gli amministratori dei comuni ricadenti sull'asta fluviale, perché tutti si assumano una responsabilità non nei confronti del Comune di Pescara ma dei suoi cittadini perché la qualità delle acque del fiume riguarda tutti i Comuni per la parte loro ricadente e ovviamente anche il Comune di Pescara come utilizzatore finale».

Per quanto riguarda i divieti di balneazione non vuol dire - ha detto il vicesindaco di Pescara - che nel corso della stagione balneare o anche all'inizio dopo le analisi dell'Arta per conto della Regione e del ministero della Salute, all'esito di analisi positive, cioè senza presenza di inquinamento batteriologico, le acque non possano essere riaperte, ma l'avvio della stagione balneare verrà deciso dalla Regione che ha classificato le acque come scarse.

«Noi su questo argomento come Comune di Pescara - ha tenuto a sottolineare Del Vecchio - abbiamo lanciato l'allarme da subito e già nel corso della scorsa stagione balneare».

Intanto il presidente della Commissione Vigilanza ha scritto al dirigente del servizio rifiuti della Regione Abruzzo, Franco Gerardini, per richiamare l’attenzione sui lavori di dragaggio che interessano l’area portuale con spostamento sommerso dei sedimenti marini.

I lavori potrebbero essere proprio connessi all’inquinamento.

A questo proposito Febbo aveva già diffidato la Regione prima del rilascio delle autorizzazioni, a procedere ad una più approfondita valutazione di riscontro normativo per rivalutare la necessità dell’assoggettamento del  parere del CCR-VIA.

«Quello da me segnalato risulta essere uno di quei casi di violazione della direttiva Via derivanti dalla non piena conformità della normativa italiana. Ma a Febbo replica il sottosegretario all’Ambiente Mario Mazzocca secondo cui sul sistema depurativo-fognario ci sarebbero da recuperare «anni di ignavia della Giunta Chiodi»
«"Da ex assessore regionale in Giunta Chiodi, il consigliere FI Febbo dovrebbe avere l’accortezza di restare in assoluto ed ossequioso silenzio», sostiene Mazzocca.

Mazzocca ricorda che da marzo 2011 il Cipe aveva reso disponibili 101 milioni di euro per la realizzazione dei necessari interventi ma si perse tempo e solo a marzo 2014 è stata approvata la graduatoria provvisoria dei progetti finanziati.

«Non appena insediati» continua Mazzocca, «abbiamo avviato le procedure per addivenire all’affidamento lavori, attività che si è conclusa, non senza fatica e su tutto il territorio regionale, entro la data del 30 novembre u.s.. In primavera I lavori saranno tutti avviati».

Intanto per lunedì prossima è stata organizzata una iniziativa per chiedere il risanamento dei fiumi e del mare.

Previsto un al sit-in con assemblea pubblica convocata (dalle 9.30 presso l'auditorium Castellamare in viale Bovio) da Confcommercio, che vede l'adesione delle maggiori organizzazioni abruzzesi che operano nei settori turistico-commerciali e sociali.
«Il tempo è scaduto», commenta Loredana Di Paola del Forum dell’Acqua, «lo stato comatoso dei fiumi di tutta la regione, l'immobilismo della politica, le inadempienze degli enti che gestiscono il Servizio Idrico e l'inadeguatezza delle infrastrutture deputate alla depurazione delle acque, non sono più tollerabili. Il tema dell'inquinamento delle acque deve essere messo al centro dell'azione amministrativa della Regione e di tutti i Comuni».