DIRITTI ROVESCIATI

Garante detenuti Abruzzo: «La Regione viola il Protocollo d'intesa»

Di Nanna e Acerbo: «situazione incredibile»

Redazione Pdn

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Garante detenuti Abruzzo: «La Regione viola il Protocollo d'intesa»

ABRUZZO. Oltre alla mancata applicazione della legge che istituisce la figura del Garante dei detenuti, la Regione Abruzzo starebbe violando l'apposito Protocollo d'intesa firmato col Ministero della Giustizia, l'Anci Abruzzo e il Tribunale di Sorveglianza di L'Aquila.

La denuncia arriva da Vincenzo Di Nanna, segretario di Amnistia, Giustizia e Libertà Abruzzi, e Maurizio Acerbo, membro della segreteria nazionale di Rifondazione Comunista.
Il Protocollo, risalente ormai al 16 ottobre 2014, prevede l'istituzione di un tavolo tecnico, presso il quale il Garante funge da primo strumento operativo; ma tale figura risulta ancora assente, con buona pace della situazione critica che affligge stabilmente i tribunali abruzzesi.

Oltre 12.000 procedimenti iscritti nel 2015 al solo Ufficio del Magistrato di Sorveglianza di Pescara (un organico di 2 magistrati e 4 impiegati), che ne ha emesso un numero ancora maggiore.

«Solo questo dato basterebbe a dare un'idea delle proporzioni insostenibili che il carico di lavoro sta assumendo», dicono Di Nanna e Acerbo.
Spetterebbe al Garante dei detenuti collaborare con gli uffici di sorveglianza, segnalare i casi più gravi, fungere da collegamento tra l'interno e l'esterno del mondo carcerario. Ad aggravare il quadro arriva la notizia che - come prevedibile - il Ministero procederà alla nomina di un commissario straordinario vista l'incapacità della Regione Abruzzo nel garantire un adeguata accoglienza dei pazienti abruzzesi attualmente reclusi negli OPG. 
«Purtroppo», continuano Acerbo e Di Nanna, «il Consiglio regionale continua a rimandare l'elezione del Garante, nonostante la candidatura autorevole di Rita Bernardini che darebbe l'occasione di una larghissima convergenza delle forze politiche. Torniamo quindi a chiedere che si dia applicazione alla legge e che l'Abruzzo si doti di una figura di garanzia per i senza voce. Non è davvero comprensibile il boicottaggio di fatto nei confronti di una proposta come quella di Rita Bernardini, il cui profilo dovrebbe mettere d'accordo tutti».