LA PROTESTA

L’Aquila, «fermare lavori sottoservizi per far rivivere il centro storico»

La proposta arriva dal presidente del Consiglio Carlo Benedetti

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L’Aquila, «fermare lavori sottoservizi per far rivivere il centro storico»

 

L’AQUILA. Fa discutere la proposta del presidente del Consiglio comunale, Carlo Benedetti, che ha chiesto lo stop dei lavori per la realizzazione del tunnel intelligente per i sottoservizi in modo da far rientrare persone e commercianti in centro.

Il prossimo anno, nel 2017, termineranno i lavori di ricostruzione degli edifici posti lungo l’asse centrale e le vie limitrofe. Il cuore della città potrà dunque tornare a battere. «Non è possibile, non è logico e non è pensabile» dunque, secondo Benedetti, far partire il cantiere per i sottoservizi.

Secondo il presidente del Consiglio si rischierebbe di trasformare la città in «una laguna cambogiana», impedendo ai cittadini di rientrare nelle loro case e di riaprire le loro attività commerciali, per consentire l’avvio di lavori che andavano fatti cinque anni fa.

Soprattutto, spiega ancora meglio Benedetti, alla luce del fatto che, dopo l’avvio del primo lotto, è stata smembrata via Sallustio e, dopo un anno, si sta ancora lì o poco oltre, malgrado l’impegno del presidente della società Gran Sasso Acqua.

Benedetti propone che venga attuata una forma di controllo sugli aspetti contrattuali e legali della vicenda, attraverso le Commissioni consiliari “Programmazione e bilancio” e “Controllo e garanzia”, insieme all’istituzione di un tavolo tecnico composto da tecnici e rappresentanti del Comune dell’Aquila, delle associazioni di categoria del commercio e delle attività produttive e dai professionisti, con il compito di monitorare la situazione per quanto riguarda l’andamento dei lavori.

Un controllo che, evidentemente, finora non è stato effettuato a sufficienza, né dalla stazione appaltante, né dalla direzione dei lavori.

Benedetti propone anche che la realizzazione di questi ultimi, da vedere se per i sottoservizi o per il tunnel intelligente, venga concordata nella sede del Consiglio comunale, con la commissione tecnica, insediata in maniera permanente, sulla base di un cronoprogramma «credibile e condiviso».
«Nella primavera del 2017 dobbiamo riconsegnare i lavori dell’asse centrale, non inaugurare un nuovo cantiere», insiste il presidente che a questo punto la butta lì: i sottoservizi si rifaranno quando sarà possibile, ora ci sono altre priorità, almeno sull’asse centrale.

«I commercianti devono poter riaprire serenamente le loro attività e i cittadini devono poter tornare nelle loro case. Non abbiamo un’altra vita a disposizione per rivedere la città ricostruita e popolata e non possiamo aspettare, perché ciò avvenga, un’opera pubblica partita con sei anni di ritardo e che, in un anno, è progredita ben poco».


Non la pensano allo stesso modo, però, il sindaco Cialente e il direttore regionale di Confcommercio, Celso Cioni e nemmeno Leolio De Santis (Idv) ex assessore al bilancio.


Quest’ultimo parla di situazione surreale e spiega che la stessa Giunta comunale in sua presenza non ha mai potuto conoscere ed affrontare il grosso tema della ricostruzione del Centro storico e delle modalità di esecuzione di interventi per un importo complessivo di 80 milioni.
«Ora, le Autorità competenti smettano di confrontarsi sulla stampa e trovino la soluzione tecnica allo stato meno dannosa per i cittadini e gli operatori economici del centro storico, vittime di questa confusione, che hanno diritto di avere certezze e chiarezza sul domani», invita De Santis.


Secondo l’ex assessore per evitare la fuga dal centro storico, le attività commerciali potrebbero essere incentivate a rimanere, nonostante i disagi evidenti della ricostruzione, con l’esenzione dal pagamento delle tasse, a seguito di uno specifico e motivato provvedimento dell’Amministrazione comunale, che può assumere contestualmente con l’approvazione del prossimo Bilancio Preventivo, annunciato per quest’anno dal sindaco in tempi brevi.