RIFIUTI

Inceneritori, M5S Molise: «non vogliamo la monnezza dell’Abruzzo

Associazioni e movimenti: «sbagliato esportare rifiuti, non ci sono neanche i numeri»

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Inceneritori, M5S Molise: «non vogliamo la monnezza dell’Abruzzo

ABRUZZO. Sul tema rifiuti il Movimento 5 Stelle Molise dice «basta con la Schengen all'italiana» e sostiene che sia falso sostenere che l'incenerimento, per di più accompagnato a una libera circolazione dei rifiuti, possa essere una soluzione. «L'attuale modello di sviluppo non ha futuro».

Per fermare gli inceneritori, dicono i grillini molisani uniti nella stessa battaglia con i colleghi abruzzesi, «la risposta non può essere lo Sblocca Italia che liberalizza gli inceneritori e abbatte le frontiere per il libero scambio dell'immondizia».

Già perché nei giorni scorsi il sottosegretario alla presidenza della Regione Abruzzo con delega all'Ambiente, Mario Mazzocca, ha deciso di spostare anche i rifiuti abruzzesi in Molise, presso l'inceneritore di Pozzilli.

In questo modo, ha spiegato Mazzocca, l’Abruzzo sventerebbe il rischio di veder nascere un impianto sul proprio territorio e usufruirebbe di quello dei ‘cugini’ molisani.

«A parte il fatto che la decisione stride con l'anima ambientalista che ci si aspetterebbe da un sottosegretario in quota Sel - scrive il M5S - avremmo gradito conoscere la notizia dall'assessore regionale al ramo, Vittorino Facciolla, coinvolgendo le commissioni competenti e approfondendo i termini dell'accordo, non a mezzo stampa».

La prima bozza del decreto inceneritori prevedeva la costruzione proprio in Abruzzo di uno degli impianti strategici del territorio nazionale, ma gli abruzzesi si sono opposti ottenendo il dietrofront. I rifiuti, tuttavia, da qualche parte dovevano pur andare.

Così in Conferenza Stato-Regioni sono nati accordi interregionali che disciplinano l'art. 35 dello Sblocca Italia, quello che liberalizza la circolazione dell'immondizia da una parte all'altra del Paese.

«La decisione, quindi, conferma la politica reinserita in Italia dallo Sblocca Italia volta alla transumanza dei rifiuti da Nord a Sud del Paese; la stessa che ha dato origine a drammatiche realtà come la Terra dei fuochi», denunciano i 5 Stelle.

«Nascondere i rifiuti sotto al tappeto del Molise - conclude la nota - vuol dire rinunciare ai vantaggi economici e lavorativi che si sarebbero garantiti grazie all'economia del riciclo e a una vera incentivazione dell'industria dei rifiuti nel territorio abruzzese. In natura, nulla si crea né si distrugge, ma tutto si trasforma. Tant'è che gli inceneritori trasformano i rifiuti in cenere ed emettono fumi che contengono, tra le altre sostanze, diossina, piombo e cadmio». Intanto stamattina alle ore 11:00 presso la Libreria Primo Moroni a Pescara il Forum Abruzzese dei Movimenti per l'Acqua, Pescara Punto Zero e l'Associazione Nuovo Senso Civico terranno una conferenza stampa sull'assenso della Regione Abruzzo al Decreto Inceneritori del Governo Renzi.

Il Decreto prevede una quota di incenerimento per l'Abruzzo di ben 120.000 tonnellate annue.
«Durante la conferenza stampa», annuncia Augusto De Sanctis, «saranno presentati i numeri ufficiali e le autorizzazioni esistenti e si capirà che quello della Regione Abruzzo è un vero e proprio bluff».

E la proposta di Mazzocca ha destato forti perplessità anche nell’Associazione Rifiuti Zero Abruzzo: «avevamo apprezzato la posizione contraria alla proposta del Governo Renzi di costruire 12 nuovi inceneritori, di cui uno in Abruzzo, espressa dal Sottosegretario Mazzocca in Conferenza Stato Regioni fino allo scorso 20 gennaio. Appare, quindi, ancora più incomprensibile il repentino cambio di posizione della Regione Abruzzo», commenta la presidente Luciana Del Grande.

«Non riteniamo che il criterio della “interregionalità” possa essere una argomentazione sufficiente a motivare un sì al decreto pro inceneritori poiché la possibilità di trasferire rifiuti da una parte all’altra dell’Italia, ristabilita con lo “Sblocca Italia”, oltre a deresponsabilizzare le comunità locali, rischia di alimentare traffici e fenomeni come quello tristemente famoso della “Terra di fuochi”. Nel caso specifico, è bene sapere che l’inceneritore molisano di Pozzilli, che dovrebbe accogliere i rifiuti abruzzesi, ha una storia particolare. Proposto alle comunità locali come centrale a biomasse, è stato convertito in impianto di incenerimento di rifiuti tra le legittime proteste dei cittadini».