LA SVOLTA

Università: Tar boccia numero chiuso, 8.000 in piu' a Medicina

«Vittoria storica per gli studenti»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1003

Università: Tar boccia numero chiuso, 8.000 in piu' a Medicina

ROMA.  La sezione terza bis del Tar del Lazio ha accolto un maxi ricorso di circa 8.000 studenti che, non avendo superato il test d'ingresso alla facoltà di Medicina, hanno deciso di adire le vie legali per ottenere l'iscrizione.

Questo vuol dire che ai circa 10mila ammessi attraverso il quizzone ministeriale, se ne aggiungono adesso  8mila che hanno fatto ricorso e lo hanno vinto.

Quella del 2014 è stata una delle selezioni per Medicina più contestate di sempre.  La prova si è svolta lo scorso 8 aprile, in un periodo in cui gli studenti delle superiori erano in piena preparazione alla maturità. E il giorno della prova nazionale a Bari un plico contenente i fascicoli con i quiz venne manomesso.

«E' una vittoria epocale», dice all'Agi l'avvocato Michele Bonetti che con il collega Santi Delia ha assistito i ragazzi, coordinati e sostenuti dall'Unione degli Universitari (Udu).

Il maxi ricorso, spiega il legale, è stato spacchettato in diversi procedimenti e accolto «con una quarantina di sentenze definitive del Tar, le più consistenti emanate in questi ultimi giorni. Si tratta di ricorsi per l'iscrizione all'anno 2014/2015. L'ultima volta che ci fu un numero così consistente di ricorsi accolti - continua Bonetti - il ministero dell'Istruzione dovette cambiare la legge. Parliamo del 1999. Una cosa è certa: questa vittoria deve indurre il legislatore a cambiare il sistema. Non si può andare avanti a colpi di sentenze sul diritto allo studio».

Con le sentenze questi circa 8.000 studenti diventano quindi a tutti gli effetti iscritti regolarmente al corso di studi di Medicina.

Molto soddisfatto Jacopo Dionisio, coordinatore nazionale dell'Udu, che in una nota afferma: «Sono sentenze storiche che segnano un passo avanti decisivo nella battaglia contro questo sistema di accesso e rappresentano la migliore risposta a chi vorrebbe una riduzione dei posti messi a bando per il prossimo anno accademico: è ormai evidente che il numero chiuso non funzioni».