IL FATTO

Sanità, intersindacale scrive a D’Alfonso: «sospendere decreto appropriatezza»

Il Veneto e la Toscana hanno già deciso lo stop

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

494

medico ricette

ABRUZZO. L’intersindacale Sanitaria Abruzzese torna a scrivere alla giunta regionale e chiede la sospensione dell'applicazione del Decreto del Ministero Salute 9 dicembre 2015 sulle Condizioni di erogabilità e di indicazioni di appropriatezza prescrittiva delle prestazioni di assistenza ambulatoriale erogabili nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale.

L’intersindacale chiede anche una riunione tra dirigenti dell’assessorato, i responsabili aziendali dei Cup e le organizzazioni sindacali di medici di famiglia, pediatri e specialisti.

In attesa dell’incontro si chiede appunto la sospensione del decreto, sospensione, ricorda il coordinatore dell’intersindacale, Walter Palumbo, che la Regione Veneto e la Regione Toscana hanno già adottato «per evitare i gravi disagi che i cittadini affrontano al momento della prenotazione di esami diagnostici visto che le strutture sanitarie non hanno ancora ricevuto indicazioni omogenee ed univoche per accettare le prescrizioni che sarebbero già compilate, da parte di alcuni medici prescrittori, come previsto dal decreto».

Infatti il decreto ‘appropriatezza’ introduce codicilli, numeretti e pagine intere relative a prestazioni che ora non sarebbero più esclusivamente a carico del sistema sanitario ma a carico del cittadino (esente o meno) se giudicate non appropriate.

Intanto la Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg) ha preparato una sorta di linee guida proprio per aiutare i medici di famiglia a comprendere cosa prevede il decreto sull'appropriatezza delle prestazioni e come in teoria dovrebbero essere prescritti gli esami sulle ricette, ma anche per evidenziare «i tanti errori e le tante assurdità».

Secondo il segretario della Fimmg Giacomo Milillo, l'applicazione del decreto che oggi l’intersindacale abruzzese chiede di sospende «andrà a totale svantaggio dei cittadini».

«Il contenuto - scrive la Fimmg a proposito del decreto approvato - è talmente cervellotico e imperfetto che ogni sforzo di comprenderlo risulterà inevitabilmente insufficiente a superare il caos nel quale forzatamente si muove». Bastano alcuni esempi: si prevede ad esempio che l'esame delle transaminasi, essendo uno di quelli 'sotto osservazione' per l'appropriatezza, vada prescritto su ricetta singola e non con gli altri che solitamente un paziente effettua se ha problemi epatici.

Ciò significa che il paziente pagherà più ticket per più ricette.

Ed ancora: le nuove norme dicono che il colesterolo buono hdl se è basso si può fare ogni 5 anni, se alto più spesso. Ma, essendo un indice positivo di riduzione del rischio, ha senso ripeterlo più spesso proprio quando è basso e non il contrario. La risonanza magnetica nucleare della colonna, poi, è appropriata solo in presenza di dolore persistente per 4 settimane e se c'è un trauma, ma se ci fossero altri sintomi preoccupanti secondo il medico, l'esame non potrebbe essere fatto a carico del Servizio sanitario nazionale.

Al momento i presidenti e gli assessori alla Salute di diverse Regioni che hanno deciso di sospendere in qualche modo l'attuazione del decreto, prendendo atto che ancora devono essere formulate le modalità applicative e rimandando a valutazioni condivise con la professione. L’Abruzzo per il momento no.

Intanto la Società Scientifica di Medicina di Laboratorio (S.I.Bio.C.),si associa all'appello divulgato nei giorni scorsi dalla Società Italiana di Diabetologia (SID) agli specialisti di tutte le discipline e ai colleghi di medicina generale e dice no agli esami inutili, solo così potremo ottenere una riduzione della spesa sanitaria.

«L’appropriatezza prescrittiva - afferma Marcello Ciaccio, neo eletto Presidente S.I.Bio.C. - può essere raggiunta solo interagendo con tutte le specialità cliniche. Questo è uno degli obiettivi previsti nel programma della nostra Società per il biennio 2016-2017».

Con il blocco della prescrizione di esami inutili, non solo per i pazienti diabetici, «si potrà ottenere una contemporanea riduzione della spesa sanitaria. Una più adeguata appropriatezza prescrittiva implica anche migliori risultati per i pazienti che non devono essere sottoposti ad esami inutili e fuorvianti, ma solo a quelli specifici - conclude - per meglio individuare e caratterizzare la malattia, in tempi più rapidi, e per una personalizzazione della terapia».

LA RICHIESTA DI FORZA ITALIA

Intanto anche i Consiglieri regionali di Forza Italia, Mauro Febbo e Lorenzo Sospiri chiedono "la sospensione del Decreto. La richiesta è contenuta in un’interpellanza presentata ieri e rivolta al Commissario ad acta D’Alfonso e all’Assessore regionale alla Sanità Paolucci.

Febbo e Sospiri «vogliono sapere inoltre quali iniziative intende attuare il Governo regionale al fine di tutelare i cittadini abruzzesi da un ulteriore aggravio di costi ed oneri e fronteggiare il rischio di una mancata o ritardata diagnostica delle malattie derivante dall’applicazione del richiamato Decreto».