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Terna annuncia entrata in esercizio dell’elettrodotto. Ambientalisti: «una bufala»

«Solo propaganda». La foto del pilone senza fili di Paglieta parla chiaro?

Redazione Pdn

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Terna annuncia entrata in esercizio dell’elettrodotto. Ambientalisti: «una bufala»

ABRUZZO. I dubbi da chiarire sono ancora tanti, gli attivisti sono ancora sul piede di guerra ma Terna festeggia e annuncia che domenica scorsa è entrato in esercizio l’elettrodotto a 380 Kv Villanova-Gissi.

Una delle opere più contrastate che l’Abruzzo ricordi procede a ritmo spedito ma non vuol dire che la storia sia definitivamente arrivata al traguardo. Anche perché subito dopo l’annuncio sono entrati in azione gli ambientalisti che sostengono che quella di Terna sia poco meno di una bufala.

La contrapposizione tra chi ha creato l’opera (e sventola quotidianamente le autorizzazioni ricevute) e chi non la vuole sul proprio territorio è diventata ormai una questione che si ripete sempre uguale a se stessa da anni.

E sullo sfondo c’è una delle giornate più buie che gli attivisti ricordino: stamattina, infatti, a Lanciano è partito il processo di Silvia Ferrante, la mamma coraggio citata in giudizio 24 volte dal colosso Terna con una richiesta di risarcimento di 16 milioni di euro per essersi opposta alla costruzione dell'elettrodotto ad alta tensione. Il processo è stato aggiornato a maggio ma nel frattempo Silvia dovrà fronteggiare le altre 23 udienze . 
La comunità che si è stretta attorno alla donna con molteplici messaggi di solidarietà, ha mostrato tutta la sua indignazione all'uso delle denunce come strumento repressivo.

Ma Terna va per la sua strada ricordando che «l’Abruzzo, una delle regioni con il maggiore deficit elettrico con una differenza del 31,3% (dati 2014) tra l’energia richiesta e quella prodotta e attraverso quest’opera punta a soddisfare e gran parte della carenza infrastrutturale di natura elettrica considerata la causa di notevoli limitazioni all’esercizio e di un elevato rischio di condizioni di black out».

Gli interventi sono consistiti, ricapitola l’azienda, nella realizzazione di un nuovo elettrodotto a 380 kV in doppia terna “Villanova – Gissi” della lunghezza di circa 69,3 km.

E’ stato anche modificato l’esistente elettrodotto a 380 kV in semplice terna “Villanova – Gissi”, (interventi puntuali su alcuni sostegni; spostamento dell’asse della linea per una lunghezza di circa 4 km, al fine di permettere il passaggio del nuovo elettrodotto in progetto, secondo l’obiettivo della migliore sostenibilità ambientale). Così come c’è stato l’adeguamento delle esistenti stazioni elettriche a 380 kV di “Gissi” e di “Villanova”, «senza alterazione del perimetro esterno attuale, con la realizzazione degli stalli linea di estremità funzionali per la connessione del nuovo collegamento in progetto».

«L’elettrodotto contribuirà a garantire la sicurezza del sistema elettrico dell’area, con ritorni sia in termini di efficienza, sia di risparmi per le famiglie e le imprese, grazie alla riduzione di perdite di rete, al miglioramento della sicurezza e della continuità del servizio elettrico dell’area», assicura la società.

Ma l’annuncio dell’avvio dell’elettrodotto, come detto, non ha fatto in tempo ad arrivare che è stato subito condito dall’ennesima contestazione.

Già perché il Forum dell’Acqua poco dopo la nota della società ha scattato una foto a Paglieta in cui si vede un pilone con i cavi elettrici che si interrompono bruscamente. «L’immagine non ha bisogno di commenti», dicono gli ambientalisti.

«Forse siamo noi che non abbiamo ben chiaro il senso di "entrata in esercizio" ma ormai siamo abituati ai comunicati meramente propagandistici di Terna. Lasciamo volentieri a Terna questo approccio ai problemi».

«FOTO AD ARTE:  I FILI CI SONO E PASSA ENERGIA»

Le notizie si alternano frenetiche e Terna smentisce la ricostruzione degli ambientalisti e sostanzialmente afferma che «i fili ci sono» e che «vanno verso il basso» come si vede e che raggiungerebbero «un pilone che starebbe molto più in basso». Una foto insomma sembrerebbe presa ad arte per lanciare un messaggio fuorviante.

Terna contattata da PrimaDaNoi.it conferma in toto la messa in esercizio dell’elettrodotto peraltro avviata già a dicembre e conferma anche il fatto che nelle prossime settimane saranno fatti ulteriori lavori anche se nel frattempo inizierà la smobilitazione dei cantieri.  Al momento l’energia è «in circolo» e viaggerebbe da Gissi a Villanova in attesa di poter essere utilizzata anche per l’energia proveniente da Foggia (il tratto Foggia-Gissi è in fase autorizzativa). D'altronde si dovrebbe avvertire anche il classico ronzio che proverebbe il passaggio dell'energia come peraltro lamentato da alcuni contestatori.

La storia almeno sul “campo” è chiusa anche se appare paradossale che mentre le istituzioni ancora discutono di “procedure”, l’opera viene ultimata e messa in funzione.

La verità è che Terna aveva delle scadenze perentorie da rispettare nei confronti dello Stato e dunque si doveva arrivare alla messa in esercizio per poter poi ottenere tutti i relativi benefici economici.

Terna, dunque, conferma anche i vari collaudi e prove effettuate già in questo periodo sull’elettrodotto.

Il tempo stimato per togliere tuti gli operai è di 40 giorni e nel frattempo si vedranno ancora operai al lavoro «anche sui tralicci».

Oggi peraltro è iniziato a Lanciano il processo a Silvia Ferrante, diventata famosa per essere stata citata in giudizio da Terna per danni per aver protestato, come tanti, contro l’opera.

 Con la notizia di oggi, però, giuridicamente parlando, viene meno ogni possibilità di Terna di provare l’effettivo danno o ritardo subito dall’intralcio per cui buon senso vorrebbe che la citazione venisse ritirata.

Rimarrà, però, negli archivi il vergognoso atto intimidatorio, forse andato anche a segno.

Su tutto il resto storia chiusa? Difficile dirlo: questa vicenda ha riservato già moltissime sorprese.   

FORUM H2O: «LA FOTO E’ REALE»

Il Forum  dell’acqua replica a sua volta a stretto giro e smentisce ancora Terna: «fortunatamente abbiamo fatto altre foto e le alleghiamo. Sono ancora più chiare. Ebbene, a parte che non è che l'altro traliccio è agli inferi... basta guardare se sono presenti o meno gli isolatori nei punti di attacco dei cavi. Si vede piuttosto bene. Chiunque può verificare. I cavi, inoltre, scendono chiaramente non tesi, anche nella direzione opposta a quella del traliccio che sarebbe agli inferi. A questo punto la questione ci incuriosisce ancora di più. Nei prossimi giorni cercheremo di approfondire le motivazioni alla base di tali affermazioni di Terna».

TERNA:«I CAVI SONO MESSE A TERRA»

Da un controllo più approfondito e accurato i tecnici di terna, dopo aver intuito di quale pilone si trattasse, hanno spiegato che con molta probabilità si potrebbe trattare di cavi per la messa a terra, così sì spiegherebbero dunque i cavi che tendono verso il basso e sembrano interrompersi.

La società ribadisce che senza alcun dubbio o tema di smentita l’elettrodotto è operativo ed in esercizio.