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Saga, incontri segreti con Ryanair mentre il modello irlandese crolla

A breve svolta nelle vicende della società di gestione dell’aeroporto

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Saga, incontri segreti con Ryanair mentre il modello irlandese crolla

Nicola Mattoscio (Saga)

ABRUZZO. A cosa si devono le trasferte in Irlanda del direttore generale della Saga, Luca Ciarlini?

Alcune voci parlano di almeno due viaggi negli ultimi due mesi, pare proprio nel quartier generale di Ryanair. Ci sarebbero stati alcuni abboccamenti, forse anche un incontro a Roma. Trasferte spesate dalla Saga, dunque, missioni di lavoro del direttore per incontrare la compagnia irlandese che tanto ha dato e preso dalla Saga. 

La società interamene pubblica che continua a succhiare milioni di euro grazie all’assenso delle forze politiche (tranne M5s) si è trasformata (meglio è rimasta) nell’ennesima torre d’avorio abruzzese che vive in una Repubblica a sé per cui non valgono le regole di normale trasparenza. Abbiamo, infatti, chiesto ufficialmente di sapere ben due mesi fa alla Saga il motivo dei viaggi ed il costo rimborsato al direttore Ciarlini per le trasferte ma, come detto, non vi è stata alcuna risposta alla richiesta ufficiale.

Così la società guidata da Nicola Mattoscio ritiene di non dover neppure rispondere alle richieste di informazioni e di documenti ufficiali entro trenta giorni per cui è stato inoltrato nuovamente da questo quotidiano un sollecito con diffida e segnalazione all’Anac, l’autorità Anticorruzione, che finora non sembra si sia mossa.

Siamo, dunque, a questo: un muro di gomma perpetuo capace di respingere ogni richiesta legittima di controllo da parte di un quotidiano ad ogni tipo di spesa. Purtroppo per la Saga questo è l’ennesimo svarione che non fa che addensare dubbi sempre più pesanti sui vertici sostituiti dalla giunta di centrosinistra che però –nonostante qualche dichiarazione di facciata- continua la linea tracciata dalla precedente gestione.

Dunque è vero che Ciarlini ha incontrato i vertici di Ryanair?

Per parlare di cosa?

Perché tutti questi segreti e perché come sempre si è scelta la strada dell’opacità e del silenzio?

Quanto è costato il viaggio in Irlanda e magari anche la trasferta romana dove pare ci sia stato un altro incontro?

Voci che come detto non riusciamo a verificare per l’assoluta impermeabilità della società pubblica presieduta da Nicola Mattoscio e dalla omertà imposta ma visto che in passato anche sui rimborsi si è fatta incetta senza alcun tipo di controllo a noi pare legittimo chiedere e sarebbe opportuno oltre che obbligatorio rispondere.

A proposito di rimborsi, poi Nicola Mattoscio ha per caso denunciato le stranezze nei rimborsi “pesanti” del suo predecessore Lucio Laureti?

 E’ chiaro che tira una brutta aria in Saga ed ogni giorno che passa sempre di più ma si cerca forse di stemperare la tensione sperando che ogni giorno di silenzio che passa sia un giorno migliore verso una soluzione che al momento sarebbe più un miracolo.

 I guai della Saga, invece, sembrano incancrenirsi, le spese ci sono ed i soldi che arrivano, invece, non bastano e anche la normale amministrazione si fa sempre più difficile.

Una manifestazione di interessi è stata pubblicata alcune settimane fa per cercare di riorganizzare il metodo per finanziare le compagnie private che ormai è chiaro a tutti drogano il mercato perché incentivano alcune e penalizzano altre. Nella richiesta di offerte la Saga spera di ottenere una pluralità di compagnie pronte a rischiare su nuovi collegamenti dall’Abruzzo ma pare che proprio i problemi e la gestione di Saga siano un ostacolo per chi volesse iniziare un rapporto economico con la nostra regione. 

VERTICI RYANAIR IN ABRUZZO

  Qualcosa, però, si muove sul fronte Ryanair: è certo che i vertici amministrativi della società irlandese saranno a Pescara il 2 febbraio. Tra loro dovrebbero esserci il Direttore risorse umane, il  direttore delle operazioni di volo ed altri per incontrare tutti i dipendenti locali della base di Pescara.

Potrebbe essere un incontro per riorganizzare in Italia le basi e i dipendenti temono che l’annuncio sia ferale, nel senso che sarà annunciata la chiusura della base abruzzese e, dunque, i dipendenti nella migliore delle ipotesi potrebbero essere invitati a scegliere altre basi.

Sarebbe un duro colpo per l’Abruzzo e per l’aeroporto che anche quest’anno è riuscito ad annunciare un incremento di passeggeri in un trend faticosamente in crescita.

 Ma Ryanair fa il 95% del traffico e senza gli irlandesi c’è il tracollo da un giorno all’altro.

Sarebbe però una lezione sonora per i grandi politici abruzzesi che negli ultimi 15 anni hanno racimolato voti anche grazie al “sistema Ryanair”, cioè girando circa 40mln di euro per mettere in moto un meccanismo perverso che ha funzionato fino a quando sono fluiti i soldi pubblici e terminati i quali il sogno è diventato incubo.

Gli irlandesi eventualmente andrebbero via con le casse piene e lascerebbero in Abruzzo le macerie: una società, la Saga, svuotata, e non certo per colpa loro, ma grazie a manager poco lungimiranti e scaltri ed anche poco capaci visto che la Saga è stata sempre in perdita e sempre puntualmente rifinanziata dalla Regione.

La politica che ha sempre nominato i cda è stata a guardare dopo aver impartito ordini precisi, creando di fatto la situazione di oggi.

Da una parte il rischio di veder volare via Ryanair, dall’altro pesanti rischi di veder scoppiare uno scandalo che farebbe risvegliare da un sonno oppiaceo tutti quelli che gravitano intorno alla Saga.

C’è poi l’Europa che pare intenzionata ad aprire una procedura di infrazione mentre qui in Abruzzo abbiamo il grande mediatore Luciano D’Alfonso che ha già evocato la nuova santa protettrice della Saga, Federica Chiavaroli, nuovo sottosegretario alla giustizia, che dovrebbe farsi carico di immaginare una bella norma in grado di risolvere i grandi problemi della Saga e di altri aeroporti simili, una sanatoria capace di rendere regolare quello che oggi non lo è.

E da ultimo è arrivato anche il Tar che da Bari ribadisce un concetto che tutti ormai hanno capito: non si possono più dare aiuti ed incentivi al turismo direttamente alle compagnie aeree che si chiamino Ryanair o altri.

Ed il dramma più grande è stato che in questi quasi 20 anni di Ryanair e di aiuti pubblici sono volati via soldi (ma per fortuna non senza ottenere nulla in cambio) ma di fatto si è drogato il mercato delle low cost dando un calcio alla barzelletta del libero mercato dove c’era chi aveva l’aiutino e chi invece no.

Aiutino di Stato che ora ci costerà molto caro.