AMBIENTE

Parco Costa Teatina, WWF e Legambiente bocciano emendamenti di sindaci e Regione

«Solo un goffo tentativo di affossare e cementificare il Parco Nazionale della Costa Teatina»

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ABRUZZO. «Gli emendamenti concordati dai sindaci e avallati dal presidente della Regione D’Alfonso rischiano di svilire il Parco Nazionale della Costa Teatina e di cancellarne l’esigenza primaria, che resta comunque quella di tutelare l’ambiente».

E’ netta la bocciatura da parte del delegato Abruzzo del WWF Luciano Di Tizio e dal presidente regionale di Legambiente Giuseppe Di Marco sulle proposte di emendamento alle misure di salvaguardia varate dal commissario De Dominicis.

Il testo predisposto dal commissario – secondo gli ambientalisti – rappresentava già una concessione alle realtà locali. Nella proposta della Regione si va oltre e si delinea quello che appare come un «parco burletta», nel quale i sindaci e l’Anas possono dichiarare “di rilevante interesse pubblico” qualsiasi strada e cementificare a proprio piacere.

«Non ci dimentichiamo che questa è la Regione che ha già devastato un tratto integro di costa con una strada, la Postilli-Stazione di Tollo, perfettamente inutile alla collettività», dice Di Tizio.

«C’è anche di peggio – aggiunge Di Marco - quando si pretende di far salvi gli strumenti urbanistici solo adottati e non ancora approvati: una scelta in contrasto con la legge quadro sui parchi oltre che con il buon senso. È evidente che lo stallo di questi 15 anni è dovuto all'incapacità di guardare oltre le ragioni del cemento che al pari del petrolio attanaglia la nostra regione in un'ottica di bad economy».

L’impressione di WWF e Legambiente è che la politica locale, non potendo più fermare il Parco, lo voglia svilire per la sostanziale miopia politica di chi continua a coniugare lo sviluppo del territorio principalmente con l’occupazione del suolo e il cemento mentre occorrerebbero, assicurano, piani regolatori a zero consumo di suolo, piani di adattamento e mitigazione dei cambiamenti climatici, azioni di riqualificazione e rigenerazione urbana e una tutela del paesaggio agrario che è parte fondamentale del brand turistico della costa dei Trabocchi.

«Tutto ciò rende ancora più palese quanto fosse strumentale la discussione sui pericoli per l'agricoltura: è facile chiedersi difronte a questo potenziale scenario quanto di questo suolo tra cinque anni resterebbe a disposizione degli stessi agricoltori».

Le associazioni chiedono di guardare al futuro e alla green economy «come scelte che diano finalmente risposta a scommesse da troppo tempo disattese e che costituiscano il futuro per l'intero territorio e per le nuove generazioni affinché abbiano la possibilità di un'occupazione possibile e fuori dai vecchi schemi che sono la causa della crisi che ci ha avvolti, non certo la soluzione».

 La richiesta che le due associazioni rinnovano ancora una volta è che la Presidenza del Consiglio dei Ministri vari l’atteso decreto sulla base di quanto disposto dal commissario.

 MARCOZZI (M5S): «PROVVEDIMENTO INACCETTABILE»

 «E' questa la tutela del territorio e del paesaggio che il Presidente D'Alfonso riserva all'Abruzzo?» si domanda Sara Marcozzi, consigliere regionale del M5S, «E' inaccettabile la proposta di modifica presentata nella DGR 27/2016 che vede di fatto stravolgere il lavoro del Commissario De Dominicis sulla perimetrazione del Parco Nazionale della Costa Teatina annullando gli effetti che l'istituzione del Parco aveva in sé: primi fra tutti la salvaguardia della costa dalla cementificazione selvaggia e la tutela del territorio».

Al netto di qualche errore commesso sulle cartografie scelte per la perimetrazione del Parco, il lavoro del Commissario è stato rapido ed efficace, al contrario della lentezza e dell'inadeguatezza mostrata dalla politica in questi anni di immobilismo. 

«Le modifiche proposte dal Presidente D'Alfonso sulle misure di Salvaguardia predisposte dal Commissario De Dominicis sono inacettabili” commenta Sara Marcozzi, la proposta infatti prevede l'esclusione dei piani di lottizzazione dai divieti imposti nelle misure di salvaguardia e la possibilità di realizzazione di opere stradali da parte di Comuni e Anas.  Mi domando se abbia ancora senso parlare di Parco Nazionale visto lo stravolgimento proposto dalla Giunta Regionale e mi chiedo se il delegato all'Ambiente Mario Mazzocca abbia preso contezza delle proposte di modifica» conclude Marcozzi.